Relazioni

2 - Mission aziendale e base sociale

Prima di illustrare l’andamento della gestione aziendale, vengono indicati, ai sensi dell’art. 2545 c.c. “i criteri seguiti nella gestione sociale per il conseguimento dello scopo mutualistico”, ripresi anche dall’art.2 della Legge n.59/92

In tema di “mission” aziendale, rappresentano per noi fondamentali punti di riferimento gli articoli 15 e 17 del nostro Statuto secondo i quali, “la Società assume, nell'ambito della zona di competenza territoriale, attività di rischio prevalentemente nei confronti dei propri soci” ed ha lo scopo di perseguire “il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche dei soci stessi” e di promuovere “lo sviluppo della cooperazione e l'educazione al risparmio e alla previdenza”.

Come sempre, il nostro impegno è stato volto, anche nel passato esercizio, a soddisfare le necessità di prodotti e servizi bancari (in primis il credito) dei Soci, oltre che della clientela, nell’ambito più generale di una finalizzazione dell'attività di raccolta del risparmio, di esercizio del credito e di espletamento dei servizi bancari a beneficio e a favore dei Soci in particolare, ma anche di tutte le componenti dell'economia locale (famiglie, medie/piccole imprese), attraverso un'assistenza bancaria particolare e personalizzata e l'applicazione delle più vantaggiose condizioni praticabili.

È la missione che ci contraddistingue quale banca di credito cooperativo e vi abbiamo provveduto con riferimento sia alle esigenze dei singoli, sia delle realtà locali dove operiamo. Sentiamo infatti nostro il compito di valorizzare le potenzialità di crescita economica e sociale proprie dei territori d’operatività, nel rispetto delle loro caratteristiche identitarie.

Quella della Banca di Pisa e Fornacette è una precisa e convinta scelta di campo (oltre che propria cifra distintiva), in un’ottica di responsabilità sociale nel sostegno dell’economia del territorio, al cui sviluppo concorre a fianco delle imprese, delle famiglie e dei soggetti pubblici che ne sono espressione.

Tutto il risparmio raccolto disponibile è stato reinvestito direttamente sul territorio; oltre il 60% alle imprese non finanziarie (operatori locali, piccole e medie imprese, ecc…), mentre quasi il 40% è stato rivolto al settore privato e quindi prevalentemente alle famiglie.

Quasi il 60% dei crediti sono rappresentati da mutui, e quindi da operazioni a piano di rientro prevalentemente destinate al sostegno degli investimenti delle famiglie e delle varie iniziative produttive.

In uno scenario caratterizzato dal permanere dei tassi su livelli minimi, l’attività di raccolta è stata finalizzata a offrire strumenti di investimento rispettosi del principio della tutela del risparmio. Alla clientela è stata assicurata tutta l’assistenza necessaria, pure tramite qualificata consulenza, in un’ottica di piena trasparenza e di assoluto rispetto della propensione al rischio individuale. Il nostro catalogo ha ricompreso prodotti relativi alla previdenza integrativa, ormai indispensabili per garantire in futuro adeguati trattamenti pensionistici.

Tra i principali destinatari dei servizi specialistici della Banca di Pisa e Fornacette vi sono gli enti e le istituzioni. La relativa offerta - erogata tramite sportelli dedicati, le filiali tradizionali e, sempre più, con strumenti telematici - si rivolge sia agli enti territoriali e sia alle numerose altre istituzioni con cui da tempo collaboriamo, senza privilegiare alcun segmento (la Banca presta servizi dal piccolo comune agli enti di maggior rilevanza).

Il rapporto con la propria base sociale si esplicita anche attraverso le varie iniziative culturali e di svago, che la Banca ha curato anche nell’esercizio in rassegna. Si sono dedicati lavoro e risorse per favorire occasioni d’incontro tra i Soci e la Banca nel settore dell’arte e delle tradizioni locali, contribuendo alla crescita sociale, insieme a quella economica, dei territori. Il tutto all’insegna di una promozione integrata, che si svolge funzionalmente tra banca, cultura e contesto economico.

In questo ambito, merita sicuramente un cenno l’attività della “Fondazione della Banca di Fornacette” che, pur considerando la sua recente costituzione, fornisce un supporto concreto a molte iniziative sul territorio che spaziano dalla cultura al sostegno alle categorie più svantaggiate.

In ottemperanza anche a quanto disposto dall'art. 2528 c.c., ultimo comma, si forniscono le ragioni delle determinazioni assunte con riguardo all'ammissione di nuovi soci, al fine di esplicitare gli elementi utili a delineare la politica adottata dal Consiglio di Amministrazione con riferimento all’allargamento della base sociale.

Nell’ambito della tendenza a sostenere il processo di capitalizzazione della Banca e nel rispetto rigoroso di quanto stabilito dallo Statuto della Banca e dalle norme vigenti, la ricerca di nuovi soci svolge un ruolo centrale, al fine di espandere la base sociale, coinvolgere i territori di riferimento e ottenere una crescita del patrimonio. La conseguente acquisizione di capitale di rischio fresco è perseguita ricorrendo a investimenti pro-capite limitati e comunque circoscritti alla reale capacità finanziaria del Socio nel rispetto di un processo di diversificazione delle sue attività finanziarie, che devono essere sempre compatibili con il suo profilo rischio rendimento. Poiché in tale meccanismo è fondamentale valutare il livello dell’investimento, diviene conseguentemente determinante l’ampliamento del numero dei soci per conseguire effetti finali compatibili con gli obiettivi patrimoniali ricercati.

Le zone di competenza privilegiate nell’acquisizione di nuovi soci sono quelle di tradizionale insediamento della Banca, con riguardo al mantenimento del proprio radicamento storico ed al perseguimento di un’introduzione progressivamente capillare nelle aree di più recente insediamento.

In particolare, si è continuato a privilegiare le componenti più tipiche del tessuto produttivo locale ed in particolare delle componenti economiche che da sempre hanno alimentato l’operatività della Banca, con particolare riferimento quindi a artigiani, commercianti, agricoltori, piccoli operatori economici, aziende di minori dimensioni, imprese che si contraddistinguono per una vocazione all’export ed all’innovazione.

Una particolare attenzione è stata riservata, come sempre, alle famiglie, ai pensionati, ai lavoratori dipendenti, il cui coinvolgimento nella compagine sociale rappresenta uno dei tratti salienti della nostra operatività.

In tale articolato processo, si è tentato di ricercare e privilegiare le componenti più giovani del tessuto sociale, al fine di gestire il ricambio generazionale e proiettare la struttura nel futuro.

Il numero dei Soci è passato da 8.654 (al 31 dicembre 2014) a 10.086 (al 31 dicembre 2015). La provenienza delle nuove ammissioni rispecchia la ripartizione storica della base sociale, pur integrata dagli effetti dell’espansione nel tempo della rete degli sportelli in nuove aree, che ha consentito di perseguire un selezionato allargamento della base sociale.

La percentuale degli impieghi verso Soci è risultata pari al 75 % nel 2015, contro il 72% del 2014, mentre la quota di impieghi a non soci fuori della zona di competenza territoriale è passata dal 3% del 2014 al 2% del 2015.

Relativamente alla politica del sovrapprezzo adottata, si ricorda che lo scorso anno codesta Assemblea ha deliberato un sovrapprezzo di 11,00 euro (10,00 euro l’anno precedente), mentre per il 2016 il Consiglio di Amministrazione propone di lasciarlo invariato a 11,00 euro.

Si dà infine atto che è stato regolarmente assolto l’obbligo di contribuzione ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.