Relazioni

12 - Evoluzione prevedibile della gestione

La redazione dell’evoluzione prevedibile della gestione inserita nel bilancio dell’esercizio 2015 rappresenta un esercizio previsivo particolarmente arduo.

Le recenti previsioni economiche formulate dai più autorevoli organismi internazionali tendono a ridurre, in modo sensibile, le aspettative di crescita per l’anno in corso. Il quadro congiunturale appare infatti esposto a rischi di varia natura, così che, pure in Italia e nel nostro territorio di riferimento, la tanto attesa ripresa sembra destinata a proseguire a passo ridotto. Il contenuto livello della domanda trova rispondenza in un’inflazione che si mantiene ben al di sotto dei livelli auspicati dall’Autorità monetaria, mentre i pericoli derivanti dall’instabilità finanziaria permangono elevati.

Sotto il profilo gestionale, le difficoltà sono circoscritte all’incerta individuazione della configurazione del margine di interesse ed alla indefinibile progressione del margine di intermediazione. Gli utili su titoli, di per sé strutturalmente collegati a fenomeni congiunturali non pianificabili, rappresentano la maggiore difficoltà nell’individuare il livello della redditività che deve consentire la copertura dei costi operativi e del livello indefinibile delle rettifiche su crediti.

Le previsioni quantitative dal lato dei volumi non presentano particolari difficoltà nella relativa formulazione, la liquidità si preannuncia abbondante, lo sviluppo degli impieghi economici risulta condizionato dal rispetto degli indici di capitalizzazione, perciò sarà lo sviluppo del capitale primario e del patrimonio bancario (fondi propri o ex patrimonio di vigilanza) a determinare la possibilità di perseguire un apprezzabile livello di incremento degli impieghi e quindi anche i conseguenti livelli di redditività aziendale e quindi di autofinanziamento. Peraltro, nell’attuale contesto di mercato finanziario italiano, l’acquisizione di nuovo capitale da parte delle gestioni creditizie rappresenta l’elemento di maggiore incertezza e di difficile programmazione che al momento si può individuare.

Ciò per ribadire che se la gestione ruota in torno al rispetto dei livelli di capitalizzazione, è l’aumento del capitale che determina il ritmo di espansione dei volumi e la relativa redditività, atteso che il livello conseguito del cost/income è difficilmente ulteriormente comprimibile.

A tali incertezze che sono tutt’altro che marginali, devono aggiungersi gli effetti di alcune innovazioni che – come le GACS o le nuove quattro OMLRT II – possono modificare completamente lo scenario programmatico di riferimento.

Tali fattori sono per altro incorporati nel budget dell’esercizio 2016 e trovano supporto nei principi del piano strategico, conferendo una visione di continuità alla gestione aziendale, fondata sui programmi in corso e sulla definizione di scenari alternativi. Nella configurazione di tali scenari sono stati individuati i provvedimenti idonei a salvaguardare la gestione aziendale e a mantenere i complessivi equilibri prospettici su livelli fisiologici.

Ultimo fattore di incertezza nella definizione della prevedibile evoluzione della gestione è la riforma del credito cooperativo in atto che rappresenta un evento di portata epocale nella struttura della banca e dei tutta la categoria.