Bilancio

E: Informazioni sui rischi e sulle relative politiche di copertura

Premessa

La Banca attribuisce rilevanza alla gestione e all’organizzazione del controllo dei rischi, quali condizioni per garantire un’affidabile e sostenibile generazione di valore in un contesto di rischio controllato, in cui l’adeguatezza patrimoniale, la stabilità dei risultati, la liquidità consistente e la forte reputazione rappresentano i cardini per preservare la redditività corrente e prospettica. La strategia si fonda su una visione completa e coerente dei rischi, considerando sia lo scenario macroeconomico sia il profilo di rischio specifico della Banca, stimolando la cultura del rischio e rafforzando una trasparente rappresentazione della rischiosità dei portafogli. La diffusione della cultura del rischio è assicurata attraverso la pubblicazione e il costante aggiornamento della normativa interna, nonché tramite appositi corsi di formazione e aggiornamento destinati al personale interessato, utilizzando in particolare la formazione d’aula.
Anche l’Organo di Vigilanza Nazionale ha contribuito a delineare un quadro normativo in materia di vigilanza prudenziale integrato con le disposizioni comunitarie di diretta applicazione che definiscono regole più stringenti per i livelli di adeguatezza patrimoniale delle banche. Sempre la Banca d’Italia con le disposizioni di vigilanza prudenziale in materia di sistema dei controlli interni, sistema informativo e continuità operativa ha introdotto novità rispetto al vigente quadro normativo al fine di dotare le banche di un sistema dei controlli interni completo, adeguato, funzionale ed affidabile. In particolare sul tema del governo e controllo dei rischi viene richiesto alle banche di definire il quadro di riferimento per la determinazione della propensione al rischio (Risk Appetite Framework - RAF). Nell’ambito del sistema dei controlli interni, il Servizio Risk Management individua e gestisce tutti i rischi rilevanti e monitora il rispetto dei limiti coerentemente con la risk tolerance (contenuta nel RAF), esso valuta altresì l’impatto dei cambiamenti sostanziali e delle operazioni straordinarie dal punto di vista del profilo di rischio dell’istituto nonché dell’introduzione di nuovi prodotti o la modifica sostanziale di quelli già esistenti e fornisce pareri sulla coerenza con il RAF delle cosiddette Operazioni di Maggior Rilievo. Inoltre il Comitato Nuovi Prodotti assicura che siano stati vagliati gli aspetti di rischio e di business per ogni nuovo prodotto o ogniqualvolta si apportino modifiche ai prodotti esistenti tali da cambiare il profilo di rischio degli stessi.
In merito all’utilizzo di stress test, la banca – in virtù del principio di proporzionalità – elabora i propri stress attraverso l’analisi di sensitività facendo riferimento, ove previsto, anche alle metodologie semplificate riportate nella normativa prudenziale. In particolare, ai fini del calcolo del capitale interno complessivo stressato vengono effettuati una serie di esercizi sulle diverse tipologie di rischio (credito e controparte, concentrazione, mercato e tasso di interesse, liquidità) e predisposti scenari congiunti di più driver, il più possibile coerenti tra loro, al fine di quantificare gli impatti in situazioni di crisi particolarmente severe.

 

Sezione 1 – Rischio di credito.

Informazioni di natura qualitativa.

1.Aspetti generali.

La Banca ha confermato il proprio ruolo di sostegno finanziario allo sviluppo di tutte le principali componenti socio economiche nei territori di insediamento, anche per l'esercizio 2015, verificando, nel contempo, la qualità del credito attraverso un adeguato presidio del rischio. In particolare le politiche aziendali sono improntate ad una costante selezione dei livelli di rischio con riferimento alla tipologia di affidamento, al settore e alla branca economica di attività e alla localizzazione geografica.
L’attuale composizione del portafoglio crediti riflette la necessità finanziaria di due segmenti di clientela quali l’imprenditoria di piccole e medie dimensioni e le famiglie. La Banca eroga prevalentemente finanziamenti ai piccoli operatori economici ed alle medie imprese in quanto realtà che necessitano di un interlocutore di riferimento in grado di comprenderne le esigenze e di soddisfare le richieste in termini di tempestività ed efficienza.
La composizione dei crediti verso banche evidenzia una prevalenza di impieghi a breve termine sul mercato interbancario, intrattenuti prevalentemente con primarie istituzioni bancarie dell’area Euro. Le esposizioni di importo rilevante vengono tenute costantemente sotto osservazione e mantenute entro soglie ampiamente prudenziali in relazione all’equilibrio patrimoniale della Banca. Inoltre il processo di gestione del rischio di credito della Banca è ispirato al principio di prudenza e di separatezza fra le attività della fase di sviluppo, istruttoria, perfezionamento e gestione, rispetto a quelle di monitoraggio del credito. L’intero processo di gestione e controllo del credito è disciplinato nell’ambito della normativa interna da appositi regolamenti di processo e dai correlati regolamenti operativi; è inoltre definito il sistema delle deleghe in materia di erogazione del credito nonché l’iter deliberativo per le proposte di affidamento.

2. Politiche di gestione del rischio di credito

La Banca attribuisce una grande importanza al presidio del rischio di credito al fine di garantirsi un’adeguata redditività in un contesto di rischio controllato: tutto questo per proteggere la solidità finanziaria e patrimoniale dell’azienda e consentire una corretta misurazione e rappresentazione della rischiosità della propria clientela.

2.1 Aspetti organizzativi

Il processo creditizio della Banca nel suo complesso ed in particolare il presidio dei profili di rischio del portafoglio crediti sono disciplinati da normative interne dettate dal Consiglio di Amministrazione con il fine di identificare i criteri per la gestione dei profili di rischio, le attività da porre in essere per la corretta applicazione dei criteri, le unità deputate allo svolgimento delle citate attività e le procedure a supporto delle stesse. Questo processo è stato designato secondo un modello coerente con una chiara definizione delle responsabilità dei ruoli coinvolti: funzioni commerciali, funzioni creditizie, funzioni di controllo, funzioni di risk management, attraverso un utilizzo esteso del principio della contrapposizione dei ruoli.
La gestione di detto processo creditizio è comunque improntata su canoni di elevata efficacia e correttezza operativa con l’unico scopo di salvaguardare la tradizionale efficienza del servizio fornito alla clientela anche attraverso una serie di controlli mirati alla mitigazione dei rischi. L’articolazione e l’attribuzione delle attività alle diverse strutture organizzative è effettuata avendo come obiettivo la funzionalità del processo ossia la sua idoneità a conseguire gli obiettivi prefissati (efficacia) e la sua capacità a realizzarli a costi congrui (efficienza).
Inoltre i principi elementari che caratterizzano il processo di gestione del rischio di credito all’interno della Banca si fondano sulla chiara separazione delle funzioni deputate all’erogazione del credito, che fanno parte della Direzione Crediti, da quelle deputate ai controlli di primo e secondo livello del rischio di credito stesso.
Di seguito vengono riportati gli organi e le principali funzioni aziendali che presidiano l’intero processo creditizio:
Il Consiglio di Amministrazione definisce gli orientamenti strategici e le politiche creditizie, fissa i criteri per la rilevazione, gestione e valutazione dei rischi, approva la struttura del sistema delle deleghe deliberative e verifica che l’assetto delle funzioni di controllo sia definito in coerenza con gli stessi indirizzi strategici;
Il Comitato Esecutivo delibera nell’ambito dei poteri delegati dal Consiglio di Amministrazione;
La Direzione Generale attua le strategie e le politiche stabilite dal Consiglio di Amministrazione, provvede a predisporre regole, attività, procedure e strutture organizzative atte ad assicurare il mantenimento di un adeguato processo del credito e di un solido sistema di controllo dei rischi associati, verifica l’adeguatezza e la funzionalità del processo creditizio intervenendo per rimuovere carenze e/o disfunzioni, delibera nell’ambito dei poteri delegati;
La Direzione Crediti coordina gli uffici dell’Area Crediti, delibera le pratiche di propria competenza nell’ambito deiprorpi poteri delegati, esprime un proprio parere di merito per quelle trasmesse agli Organi superiori;
Le Filiali gestiscono il rapporto con il cliente affidato, acquisiscono la documentazione, operano una prima selezione delle richieste ricevute, deliberano direttamente quelle di competenza nell’ambito dei poteri delegati ed esprimono un parere di merito su quelle trasmesse agli Organi superiori; propongono, per la successiva classificazione a “forborne”, le operazioni oggetto di concessioni di tolleranza;
L’Ufficio finanza di Sede gestisce il rapporto con l’Istituzione creditizia affidata, acquisisce la documentazione, istruisce la pratica di richiesta affidamento ed esprime un parere di merito curando il successivo inoltro all’Ufficio Fidi di Sede;
L’Ufficio Fidi di Sede supporta gli organi deliberanti centrali attraverso la ricezione dalla periferia delle pratiche di affidamento, la verifica e la correttezza formale delle stesse, il perfezionamento dell’istruttoria, la delibera di quelle di propria competenza, l’espressione di un proprio parere di merito per quelle trasmesse agli Organi superiori; classifica, ove previste concessioni di tolleranza, i clienti tra i “forborne”;
L’Ufficio Gestione Crediti di Sede monitora le posizioni affidate, individua quelle che presentano segnali di anomalia e le pone, eventualmente, sotto osservazione oppure ne propone il passaggio ad inadempienza probabile, a sofferenza, a “forborne”; delibera direttamente quelle di competenza nell’ambito dei poteri delegati ed esprime un parere di merito su quelle trasmesse agli Organi superiori;
L’Ufficio Legale e contenzioso di Sede svolge attività di assistenza e consulenza a tutta la struttura e per le posizioni a sofferenza svolge azioni giudiziali necessarie al recupero dei crediti e, di concerto con l’Ufficio Gestione Crediti, esperisce le azioni extragiudiziali;
L'Ufficio Controllo Crediti verifica gli andamenti del credito, effettua le verifiche sulle classificazioni e sulle valutazioni dei crediti stessi, controlla i poteri delegati esercitati;
L’Ispettorato e l’Internal Audit nel valutare la funzionalità e l’affidabilità dell’intero sistema dei controlli interni effettuano verifiche sul comparto del credito;
Il Risk Manager interviene direttamente per rilasciare il proprio parere in merito ad OMR (Operazioni di Maggior Rilievo), operazioni con parti correlate, classificazione dei clienti (Inadempienza probabile, sofferenza, forborne).

2.2 Sistemi di gestione, misurazione e controllo

Le strategie creditizie sono costantemente orientate ad un’efficiente selezione dei singoli affidati. La concessione di credito verso la clientela è sempre subordinata alla valutazione del merito creditizio del nominativo richiedente e soprattutto delle sue capacità patrimoniali e reddituali attuali e prospettiche, indipendentemente dalle garanzie reali offerte a supporto delle linee di credito. La qualità del portafoglio crediti è assicurata attraverso l’adozione di specifiche modalità operative, previste in tutte le fasi di gestione del rapporto, tramite specifici sistemi di monitoraggio in grado di cogliere tempestivamente eventuali sintomi di deterioramento delle garanzie a supporto delle linee di credito concesse. Apposite procedure consentono inoltre la rilevazione di eventuali sintomi di anomalia delle posizioni affidate.
L’intero processo creditizio è sottoposto a continui controlli da parte delle strutture preposte (Controllo Crediti, Ispettorato, Internal Audit) per verificare la correttezza delle procedure seguite. Le posizioni con affidamento sono soggette ad esame periodico per accertare e verificare la persistenza delle condizioni di solvibilità del debitore e degli eventuali garanti unitamente alla remuneratività di detti affidamenti in rapporto al profilo di rischio del cliente stesso. In questo contesto un ruolo fondamentale è affidato alle Filiali titolari delle posizioni affidate in quanto, intrattenendo rapporti quotidiani con la clientela, sono in grado di percepire con immediatezza eventuali segnali di deterioramento; la loro attività è supportata dall’Ufficio Gestione Crediti di Sede. In coerenza con le disposizioni dell’EBA, a seguito di specifica valutazione della difficoltà finanziaria del cliente e della concessione di una misura di tolleranza sono identificati i crediti “forborne”.
Tutte le fasi del “credito” (istruttoria, delibera, misurazione, controllo) sono regolamentate da un iter nel quale intervengono organi competenti appartenenti sia alle strutture centrali che alla rete in base ai livelli di delega previsti. Dette fasi sono supportate dalla procedura “Pratica Elettronica di Fido” (nel corso dell’anno 2015 evoluta in Easy Loans, sistema digitale strutturato che prevede la completa dematerializzazione della pratica di fido) che consente la verifica , in tempo reale da parte di qualsiasi organo, dello stato della posizione affidata e/o da affidare. Consente inoltre di ricostruire il processo valutativo del merito creditizio del cliente affidato e di monitorare l’analisi effettuata.
L’attività di controllo e monitoraggio del rischio di credito è basata sulla “Procedura Andamentali” che evidenzia, per ogni posizione, gli elementi di rischiosità tracciando il profilo di rischio del cliente. Il costante monitoraggio degli “alert” forniti dalla suddetta procedura, unitamente ai report dei referenti di rete, consente di intervenire sulle posizioni “anomale” con gli opportuni provvedimenti.
Attualmente è stato elaborato un modello per l’attribuzione di un rating interno ai clienti della Banca. Il suddetto rating, costituito da un punteggio sintetico finale determinato sulla base di una serie di considerazioni qualitative e quantitative, rappresenta un indicatore significativo per l’applicazione delle condizioni economiche. Inoltre il suddetto punteggio finale calcolato sul cliente e stato introdotto ed adottato ai fini gestionali come indice sintetico del merito creditizio della controparte. Tutta la clientela affidata risulta assegnataria di un “rating interno” espresso in punteggio e conseguentemente classificata in classi (dalla n. 1 alla n. 15 dove 1 esprime ottima qualità e 15 pessima qualità) con limitazioni nelle deleghe di poteri esercitabili e nell’applicazione delle condizioni sulla base della suddetta classificazione. Per la Regolamentazione sul Capitale ai fini della Vigilanza si evidenzia che la Banca ha optato per l’adozione del “metodo standard” ai fini del calcolo del coefficiente patrimoniale relativo al rischio di credito.
Nelle fasi di istruttoria, erogazione e monitoraggio sono effettuati controlli in ordine alla concentrazione dei rischi con riferimento alle posizioni di rilievo verso singole controparti o gruppi di controparti tra le quali sussistono connessioni giuridico/economiche. A tal fine sono presi a riferimento limiti individuali in ordine ai finanziamenti di importo rilevante che, a termini della vigente disciplina di vigilanza, costituiscono un “grande rischio”. Il processo di concessione del credito si svolge in attuazione degli indirizzi strategici espressi nella Credit Policy e nel rispetto dei vincoli ivi formulati.
La concessione del credito rispetta altresì i vincoli previsti dalla normativa di vigilanza, con particolare riguardo al rischio di concentrazione e alle regole sui grandi rischi, anch’esse riprese nella Credit Policy. Nella concessione del credito sono inoltre rispettati i vincoli relativi ai clienti fuori dalla competenza territoriale, alle parti correlate ed agli esponenti aziendali, ai clienti politicamente esposti, ai clienti ad elevato rischio di riciclaggio ed alla gestione del portafoglio autoliquidante.
Vengono inoltre fornite reportistiche periodiche ai Vertici Aziendali in merito all’andamento del comparto crediti al fine di valutare il portafoglio – sotto i diversi aspetti di analisi gestionale – e le relative performance in merito al rischio per segmenti e filiali di appartenenza.
Inoltre la Banca ha stabilito limiti interni gestionali e operativi, la cui consistenza e rispetto sono costantemente valutati ed oggetto di dettagliata reportistica al Consiglio di Amministrazione. Questi si basano sui seguenti aspetti:

a) Assetti patrimoniali: gli obiettivi strategici definiti si sostanziano nel raggiungimento del target del Tier 1 Capital Ratio e Total Capital Ratio. Tale obiettivo, per quanto riguarda l’assorbimento di patrimonio a fronte del rischio di credito, viene perseguito attraverso l’ottimizzazione dell’attivo ponderato per il rischio, che si esplica sia nel maggior presidio del processo del credito in fase di istruttoria e concessione sia nel monitoraggio della gestione dei crediti "non performing" mediante azioni sugli scaduti e/o sconfinati ed analisi delle inadempienze probabili finalizzate al rientro delle medesime posizioni;

b) Rischio di concentrazione: con specifico riferimento alla componente settoriale la banca si pone limiti

c) massimi di concentrazione in termini percentuali di volumi affidati (per cassa e firma) sui singoli "Settori" e sui "rami aziendali";

d) Grandi esposizioni: l’obiettivo della banca è quello di assicurare, come da normativa di vigilanza, il rispetto costante dei limiti alla concentrazione dei rischi al fine di evitare il superamento delle soglie previste;

e) Limiti specifici di fido: sono definiti caratteristiche e limiti specifici di fido, monitorati dalla Funzione Risk Management, sia riguardo alle posizioni concesse a singoli clienti che a gruppi di clienti connessi; in particolare si determina con riferimento al valore nominale delle esposizioni sia la dimensione massima delle concessioni globali che possono essere accordate ad un singolo cliente che la dimensione massima delle concessioni globali che possono essere erogate ad un gruppo di clienti connessi;

f) Altri limiti: vengono definiti alcuni set con indicazioni di natura gestionale e operativa volti a migliorare il profilo di rischio assunto dalla Banca tra cui l’ottimizzazione del rapporto utilizzato/accordato, la tempestività nella revisione delle pratiche in scadenza ed altri limiti riferiti alla clientela finanziabile, alle forme tecniche ed al sistema delle garanzie, tutti contenuti nella "Credit Policy" (documento interno che regolamenta la concessione ed il monitoraggio del credito).

2.3 Tecniche di mitigazione del rischio di credito

In linea con il modello interno di gestione del rischio di credito le tecniche di mitigazione di tale rischio si sostanziano nel frazionamento del portafoglio crediti, nella raccolta di garanzie reali, personali o finanziarie.
Le esposizioni creditizie della Banca riguardano principalmente prestiti tradizionali a privati e aziende; tali prestiti sono garantiti sia da garanzie di tipo “reale” (ipoteche su immobili e pegno su beni mobili o crediti) sia di tipo “personale” (fideiussioni da privati o imprese). Quanto al comparto delle imprese si continua a perseguire il rafforzamento dei rapporti e la ricerca di garanzie accessorie quali quelle dei Consorzi Fidi: queste sono rimaste le uniche strutture in grado di offrire garanzie “collaterali” ai propri associati al fine di mitigare il rischio di credito relativo alle richieste di finanziamento presentate dagli stessi.
Le garanzie personali sono rilasciate, in genere dai titolari e soci delle aziende che fruiscono di affidamenti o da loro familiari.
Le garanzie rappresentano un elemento accessorio del credito garantito, e come tali vengono valutati successivamente alla determinazione del merito creditizio. L’analisi delle “garanzie” viene condotta attraverso l’esame dell’idoneità del “profilo giuridico” del garante e della “congruità” della garanzia stessa. Per l’importanza che riveste, il primo dei due requisiti non è rinunciabile, nel senso che l’idoneità del profilo giuridico del garante incide sull’efficacia della garanzia. Il profilo giuridico del garante si definisce congruo se non sussiste il rischio che l’efficacia della garanzia venga meno per motivi formali o sostanziali (per esempio conflitto di interesse, mancanza di poteri del firmatario dell’atto). La garanzia si definisce congrua se in capo al garante non sussistono elementi di rischio di rilievo (per esempio nel caso di garanzie personali età avanzata, assoggettabilità a procedure concorsuali) e se risulta adeguata in rapporto all’entità del fido.
La disciplina regolamentare consente alle banche di fare ricorso alle tecniche di attenuazione del rischio di credito indipendentemente dalla metodologia adottata per il calcolo del requisito patrimoniale relativo a tale tipologia di rischio. In tale ottica dunque, la banca si è avvalsa di tecniche mirate alla mitigazione dei rischi di credito che, essenzialmente, consistono nell’assunzione di adeguate garanzie a supporto delle operazioni poste in atto, ed è stato emanato un regolamento delle Garanzie che integra la normativa vigente interna definendo in un unico documento le linee guida alle quali le strutture della banca devono attenersi per l’acquisizione e la gestione di strumenti idonei ai fini prudenziali alla mitigazione del rischio di credito.
L’analisi della “garanzia” nei termini sopra esposti viene effettuata in fase di concessione o rinnovo degli affidamenti.
Al valore di stima delle garanzie reali offerte dalla controparte vengono applicati “scarti” di natura prudenziale commisurati alla tipologia degli strumenti finanziari forniti. Il valore delle suddette garanzie viene automaticamente rivisto con cadenza giornaliera e sulla base dei prezzi di listino allo scopo di verificare il rispetto dell’affidamento accordato ed il permanere della situazione di copertura, permettendo, al venir meno di tale condizione, un intervento tempestivo.
La Banca è dotata di un processo in grado di assicurare l’efficiente gestione e la puntuale valutazione degli immobili posti a garanzia, tramite il censimento dei cespiti su apposita procedura informatica; inoltre, anche al fine di adempiere alle disposizioni di vigilanza, viene effettuata una valutazione annuale del valore degli immobili con metodologia di tipo statistico avendo stretto un accordo con un'importante soggetto a livello nazionale per la fornitura dei dati.
Inoltre l’affinamento delle attività di gestione (accentramento, perfezionamento e archiviazione) e di monitoraggio delle garanzie è promosso anche nell’ottica di meglio presidiare il rischio residuo ossia il rischio che le tecniche riconosciute per l’attenuazione del rischio di credito utilizzate dalla banca risultino meno efficaci del previsto.

2.4 Attività finanziarie deteriorate

La crisi del debitore, specie se impresa, non si determina in genere improvvisamente, ma si sviluppa solitamente in un arco di tempo più o meno lungo. Le difficoltà finanziarie sono nella maggioranza dei casi la conseguenza finale di fatti gestionali non positivi. Una larga parte dell'attività aziendale si traduce in manifestazioni numerarie che si concretizzano nell'ordinaria operatività svolta sia con la Banca che con altri istituti del sistema. Tali movimenti costituiscono una fonte informativa di enorme potenzialità ai fini della gestione delle attività finanziarie deteriorate.
Gli eventi rilevanti da prendere in considerazione possono distinguersi come segue:
a) Sintomi Negativi
Tali eventi non sono, di per sé e singolarmente valutati, necessariamente indicativi di una situazione di difficoltà, tuttavia in casi particolari o per concorso di più eventi o per specifico contesto di accadimento possono segnalare l'inizio di una situazione di un processo degenerativo già in atto e reversibile o, talvolta, la conferma di un processo di deterioramento del credito irreversibile.
b) Eventi Pregiudizievoli
Tali eventi sono già di per sé particolarmente gravi, in quanto denunciano un processo degenerativo avanzato o comportano comunque una riduzione del patrimonio complessivo, confermando una situazione di deterioramento della qualità del credito.
Per cogliere i Sintomi Negativi particolare attenzione va posta all'esame della dinamica dell'operatività in c/c con riferimento all'andamento degli sconfinamenti contabili e degli sconfinamenti di disponibilità e per valuta. Sempre con riferimento agli sconfinamenti, un'attenta analisi dovrà riservarsi alle cause che li hanno determinati quali, ad esempio, l'addebito di insoluti e di assegni, la monetizzazione di assegni bancari non ancora esitati. Analoga attenzione va riservata all'andamento degli specifici settori economici di appartenenza della clientela, in quanto perduranti e consistenti difficoltà congiunturali possono determinare problematiche anche di rilevante entità sulla qualità del credito della clientela stessa.
La classificazione delle posizioni a credito deteriorato è effettuata in conformità con i criteri definiti dall’EBA. In particolare la classificazione a non performing è effettuata:

  • in modo automatico, per le posizioni che raggiungono le soglie previste dalle disposizioni dell’Organo di vigilanza in materia di Past Due;
  • mediante delibera assunta da un Organo a ciò facoltizzato su proposta di un Organo proponente, per le posizioni che denotano l’insorgenza di eventi pregiudizievoli per la prosecuzione “in bonis” della relazione.

La gestione dei crediti deteriorati è basata, in via prevalente, su un modello che assegna a risorse specializzate la gestione di un insieme definito (portafoglio) di posizioni.
Le responsabilità di gestione variano in relazione allo stato di classificazione della posizione:

  • la gestione delle posizioni classificate a Past Due e ad Inadempienze probabili è attribuita a gestori specialistici presso l’Ufficio Gestione Crediti della Sede sotto il controllo della Direzione Crediti Per tali posizioni, i gestori delle posizioni deteriorate sono responsabili delle scelte gestionali afferenti le posizioni attribuite ai rispettivi portafogli, nel rispetto delle previste facoltà deliberative, ma sono supportati nella gestione amministrativa dalle Filiali nel cui portafoglio permane collocata la relazione nonché l’imputazione dei risultati economici conseguiti;
  • la gestione delle posizioni classificate a Sofferenze è integralmente attribuita a gestori specialistici (Ufficio Legale e Contenzioso) dipendenti direttamente dalla Direzione Crediti. Per tali posizioni, i gestori “Sofferenze” sono responsabili sia delle scelte gestionali che delle attività amministrative richieste per la gestione; i risultati economici della gestione contribuiscono direttamente agli obiettivi del Servizio Recupero Crediti della Direzione Crediti.

Inoltre la Circolare n. 272/08 emanata dalla Banca d’Italia, integrata con il 7° aggiornamento in recepimento degli standard ITS emanati dall’EBA, dispone che le banche individuino e segnalino le esposizioni creditizie oggetto di misure di tolleranza, dette anche concessioni o forbearance measures. Le posizioni cui sono applicate le misure di tolleranza vengono definite esposizioni forborne. Le misure di tolleranza consistono in particolari concessioni nei confronti di un debitore che si trova o è in procinto di trovarsi in difficoltà a rispettare i propri impegni finanziari. Per questa attività è stato istituzionalizzato un processo interno che parte dalla Filiale e, attraverso numerosi passaggi, arriva al Risk Manager per la verifica finale; il processo è finalizzato ad individuare i rapporti con la clientela da classificare “forborne” ed al seguente monitoraggio con un sistema automatico che valuti i periodi di osservazione secondo le disposizioni della normativa stessa.
La Filiale che gestisce la relazione con il cliente dispone di opportune evidenze procedurali come ad esempio dei sistemi di scoring, PD, automatismi nel controllo andamentale, che esprimono un giudizio sintetico sul rischio di credito del cliente, consentendo una valutazione rapida e significativa. L'attento e costante esame dei tabulati di sintesi e delle evidenze periodiche dei sistemi di controllo (esempio dell’indicatore PD o scoring), soprattutto correlata ai dati di bilancio e alle informazioni raccolte dal cliente, consente di rilevare le principali anomalie e i Sintomi Negativi qualora gli stessi fossero sfuggiti dal loro primo manifestarsi. In ragione della tipologia e della gravità dei Sintomi Negativi o degli Eventi Pregiudizievoli manifestatisi, le esposizioni creditizie vengono classificate in specifiche categorie.
Le esposizioni originate dalla concessione alla clientela di credito nelle diverse forme tecniche, a beneficio di persone fisiche e persone giuridiche, costituiscono i crediti vivi, anche detti crediti in bonis. Tale categoria è individuata in maniera residuale ed è composta dalle esposizioni creditizie non deteriorate. Sul portafoglio dei crediti in bonis viene condotto il processo di monitoraggio, che prevede specifiche fasi operative sui crediti in bonis che manifestano segnali di anomalia. Le esposizioni creditizie in bonis possono uscire dalla categoria qualora vi siano evidenze di aggravamento del rischio, passando alla categorie di credito deteriorato.
La Filiale giornalmente consulta le posizioni interessate da Eventi Rilevanti intercettati dal sistema di monitoraggio. Tale attività fa parte dei controlli di linea previsti a carico del Responsabile di Filiale, che ne cura l’esecuzione insieme ai collaboratori. Presa visione della segnalazione di rischio, la Filiale approfondisce la natura degli eventi che hanno determinato la segnalazione e conduce un’analisi complessiva della posizione. Il mantenimento della condizione di credito in bonis con aggravamento del rischio al livello basso è consentito finché non sono stati completati dalla Filiale gli interventi di regolarizzazione. Una volta completati gli interventi di regolarizzazione da parte della Filiale, la posizione ritorna allo stato ordinario di credito in bonis. Ovviamente il ritorno in bonis delle esposizioni deteriorate è subordinato al venir meno delle condizioni di criticità o dello stato di insolvenza.
Qualora la posizione raggiunga la soglia di 90 giorni per sconfinamento o rate scadute viene classificata come past due.

Inoltre per quanto concerne i crediti classificati a inadempienza probabile e scaduti/sconfinanti da oltre 90 giorni viene in primo luogo effettuata un'analisi per anzianità di scaduto e successivamente un monitoraggio di tipo andamentale con il fine di:

  • verificare la reversibilità o meno dello stato di difficoltà economico-finanziaria delle controparti;
  • valutare i piani di rientro presentati dai debitori con riferimento alle relative capacità di rimborso nei tempi previsti dai piani stessi;
  • esaminare l’esito delle iniziative assunte per normalizzare/recuperare i crediti stessi (piani di rientro, rivisitazioni della forma tecnica di utilizzo);
    determinare le relative previsioni di perdita in modo analitico per i crediti classificati a inadempienza probabile e per i crediti scaduti/sconfinanti da oltre 90 giorni.

Con riferimento alle posizioni in sofferenza il controllo dei rischi viene realizzato espletando le seguenti attività:

  • revoca, per le nuove posizioni, degli affidamenti e sollecitazione dei debitori alla sistemazione delle proprie posizioni;
  • affidamento delle nuove posizioni ai legali esterni per l’avvio degli atti di rigore verso i debitori e i relativi garanti;
  • verifica, per le posizioni già poste in recupero, del rispetto da parte dei debitori degli impegni assunti;
  • stima analitica delle perdite attese sulle diverse posizioni;
  • stima dei tempi e delle modalità di recupero.

Le tipologie di crediti anomali, la gestione degli stessi e le modalità di trasferimento delle posizioni in bonis ad attività deteriorate e viceversa sono disciplinate da normative interne che definiscono le funzioni aziendali preposte ad autorizzare il passaggio tra le diverse classificazioni di credito. Le stesse normative interne definiscono anche le regole di base per i suddetti passaggi. La fase di passaggio di “status” dei clienti affidati è così tracciata e monitorata: l’attività prende avvio, solitamente, dal Titolare della Filiale che attraverso un apposito applicativo effettua la proposta di cambio status all’Ufficio Gestione Crediti della Sede il quale, dopo aver aggiunto il proprio commento, valuta se inoltrarlo alla Direzione Crediti o respingerlo al mittente (la Filiale); la Direzione Crediti anch’essa effettua la propria valutazione e, se del caso, inoltra l’attività al Risk Manager; il Risk Manager effettua la propria valutazione, esprime il proprio parere, propone, eventualmente, l’inserimento di altri soggetti da classificare ed inoltra il tutto al Consiglio di Amministrazione per la conseguente delibera. Questa attività, completamente integrata nel gestionale bancario è attiva sia per i passaggi da bonis ad inadempienza probabile (e viceversa) che per i passaggi da inadempienza probabile a sofferenza, garantendo un iter gestionale aderente alla normativa interna che regolamenta i passaggi di status stessi ed un adeguato “contraddittorio” tra le parti coinvolte nella valutazione del cliente.
La valutazione analitica di un credito deteriorato inizia dalla presenza di oggettivi elementi di perdita (di norma sintomi negativi ed eventi pregiudizievoli) tali da far ragionevolmente stimare in parte non più recuperabile l’ammontare atteso da ogni singola attività.
La valutazione analitica si fonda:

  • su un’affidabile analisi quali-quantitativa della situazione economico patrimoniale e finanziaria della controparte, oltre che dei connessi fattori esogeni;
  • sulla rischiosità implicita della relativa forma tecnica di utilizzo, del correlato grado di dipendenza da eventuali fattori mitiganti e, qualora significativo, sull’effetto finanziario del tempo realisticamente stimato necessario per il suo recupero.

La valutazione e la quantificazione della perdita di valore devono essere adeguatamente formulate e sistematicamente aggiornate almeno in concomitanza con:

  • la classificazione tra i crediti deteriorati;
  • la proroga dello stato rischio;
  • la riclassificazione in un diverso stato rischio;
  • in ogni caso, al verificarsi di eventi significativi.

Per tali crediti l’ammontare della rettifica di valore di ciascun credito è pari alla differenza tra il valore di bilancio dello stesso al momento della valutazione ed il valore attuale dei previsti flussi di cassa futuri, calcolato applicando il tasso di interesse originario, ossia quello pre-inadempienza probabile senza mora. I flussi di cassa tengono conto dei tempi di recupero attesi, del presumibile valore di realizzo delle eventuali garanzie e dei costi che si ritiene saranno sostenuti per il recupero dell’esposizione creditizia.
Il valore originario dei crediti è ripristinato nella misura in cui vengano meno i motivi che ne ebbero a determinare la rettifica, purché tale valutazione sia oggettivamente collegabile ad un evento verificatosi successivamente alla rettifica stessa. Le previsioni di perdita sono formulate analiticamente per ogni singola posizione sulla base di tutti gli elementi di valutazione rilevanti (consistenza patrimoniale del debitore, proventi da attività lavorativa, data di presunto recupero). Le stesse valutazioni sono esaminate periodicamente ed in presenza di nuovi e significativi elementi sono oggetto di revisione. Le stesse previsioni di perdita sono sottoposte periodicamente a verifiche di adeguatezza, con indagini di mercato e confronti con il sistema bancario specifico, sia internamente dalla funzione di Risk Management che esternamente dalla società di Audit e dalla società di Revisione incaricata del controllo contabile e della certificazione dei bilanci.

2.5 Sistema dei controlli relativi ai processi del credito

L’assetto del sistema dei controlli relativo ai processi del credito è basato su:

  • controlli di I livello (o di linea), diretti ad assicurare il corretto svolgimento dei processi. Rientrano tra i controlli di primo livello i controlli c.d. “automatici”, cioè svolti direttamente dalle procedure applicative, i controlli effettuati direttamente dalle strutture operative ed i controlli di tipo gerarchico, attuati nell’ambito della medesima filiera di responsabilità;
  • controlli di II livello (o controlli sui rischi e sulla conformità), in capo all’Ufficio Controllo Crediti collocato nell’Area Controlli, diretti ad assicurare la corretta attuazione del processo di gestione dei rischi (posto in essere dalle strutture operative) verificando lo svolgimento del monitoraggio andamentale sulle singole esposizioni, in particolare di quelle deteriorate, e la valutazione della coerenza delle classificazioni, della congruità degli accantonamenti e dell’adeguatezza del processo di recupero.

Informazioni di natura quantitativa

A. Qualità del credito

A.1 Esposizioni creditizie deteriorate e non deteriorate: consistenze, rettifiche di valore, dinamica, distribuzione economica e territoriale.

A.1.1 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio).

Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori di bilancio)

A.1.2 Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti).

Distribuzione delle esposizioni creditizie per portafogli di appartenenza e per qualità creditizia (valori lordi e netti)

Portafoglio detenuto per la negoziazione e derivati.

Nella seguente tabella si fornisce evidenza della qualità creditizia riferita alle esposizioni classificate nel portafoglio delle attività finanziarie detenute per la negoziazione e dei derivati di copertura (non oggetto di rappresentazione nella precedente tabella);

La qualità creditizia riferita alle esposizioni classificate nel portafoglio delle attività finanziarie detenute per la negoziazione e dei derivati di copertura (non oggetto di rappresentazione nella precedente tabella)

Alla data di riferimento del bilancio non risultano effettuate cancellazioni parziali su attività finanziarie deteriorate.
Alla data di riferimento del bilancio non risultano attività finanziarie deteriorate acquistate.

Al 31 Dicembre 2015 la Banca ha in essere:
a) n. 5 "concordati preventivi in continuità" di cui due omologati negli anni precedenti, mentre per i restanti tre è intervenuto il decreto di omologa nel corso dell'anno 2015. L'esposizione complessiva di dette posizioni ammonta a 3.508 di cui 1.686 classificati a sofferenza e 1.822 quali inadempienze probabili;
b) n. 38 concordati preventivi così classificati:
- n. 6 posizioni per cui è stata depositata nel corso dell'anno 2015 domanda di ammissione al c.p.; esposizione complessiva pari a 3.292 di cui 2.930 classificati a sofferenza e 362 come inadempienze probabili;
- n. 14 posizioni per cui il decreto di ammissione e/o quello di omologa sono intervenuti negli anni precedenti oppure posizioni per cui il decreto di omologa non è ancora intervenuto. Esposizione complessiva pari a 8.781 interamente classificati a sofferenza;
- n. 7 posizioni per cui nel corso dell'anno 2015 è intervenuto solamente il decreto di ammissione al c.p.; esposizione complessiva per 3.522 di cui 3.471 classificati a sofferenza e 51 come inadempienza probabile;
- n. 10 posizioni per cui nel corso dell'anno 2015 è intervenuto il decreto di omologa; esposizione complessiva per 2.796 di cui 2.093 classificati a sofferenza e 703 come inadempienza probabile;
- n. 1 posizione per la quale è intervenuta la sentenza dichiarativa di fallimento nel corso dell'anno 2015 a seguito della mancata omologa del concordato preventivo; questa posizione è classificata a sofferenza per 517.

A.1.2.1 Informativa di dettaglio sull’anzianità degli scaduti per le esposizioni non deteriorate (esposizione lorda).

Informativa di dettaglio sull’anzianità degli scaduti per le esposizioni non deteriorate (esposizione lorda)

A.1.3 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi, netti e fasce di scaduto.

Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso banche: valori lordi, netti e fasce di scaduto

In questa tabella sono confluiti i crediti verso le banche corrispondenti e gli investimenti effettuati in titoli emessi da banche.

A.1.4 Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde.

Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

In questa tabella sono confluiti due titoli obbligazionari subordinati emessi da Banca Marche e Banca Etruria detenuti nel portafoglio di proprietà.

A.1.4bis Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle esposizioni oggetto di concessioni lorde distinte per qualità del credito.

Per il bilancio al 31 dicembre 2015 l’informativa sulla dinamica delle esposizioni lorde creditizie per cassa verso banche oggetto di concessioni non viene fornita, in linea con le disposizioni di Banca d’Italia. Per ulteriori dettagli si fa rinvio a quanto illustrato nel paragrafo della Nota Integrativa - Parte A – Sezione 4 “Altri aspetti”.
In ogni caso non sono presenti esposizioni verso banche oggetto di misure di concessione.

A.1.5 Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle rettifiche di valore complessive.

Esposizioni creditizie per cassa verso banche: dinamica delle rettifiche di valore complessive

In questa tabella sono confluite le svalutazioni (100% del loro valore) di due titoli obbligazionari subordinati emessi da Banca Marche e Banca Etruria, detenuti nel portafoglio di proprietà. Per il bilancio al 31 dicembre 2015 l’informativa sulla dinamica delle rettifiche di valore delle esposizioni oggetto di concessioni non viene fornita, in linea con le disposizioni di Banca d’Italia. Per ulteriori dettagli si fa rinvio a quanto illustrato nel paragrafo della Nota Integrativa - Parte A – Sezione 4 “Altri aspetti”.

A.1.6 Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi, netti e fasce di scaduto.

Esposizioni creditizie per cassa e fuori bilancio verso clientela: valori lordi, netti e fasce di scaduto

Nelle altre esposizioni non deteriorate (voce e) confluiscono principalmente i crediti verso la clientela in bonis e gli investimenti effettuati in titoli di emittenti diversi dalle banche; la voce esposizioni fuori bilancio raccoglie principalmente i crediti di firma rilasciati. Al 31 dicembre 2015 le esposizioni oggetto di concordati preventivi in bianco e/o in continuità aziendale sono classificate come crediti deteriorati e valutate coerentemente in conformità a quanto precisato dalla Banca d’Italia l'11febbraio 2014 con la propria lettera indirizzata all'intero sistema bancario.

A.1.7 Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde.

Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni deteriorate lorde

Le norme di vigilanza (Circolare n. 272) prevedono la facoltà di procedere alla cancellazione dalla contabilità dei crediti in sofferenza per la quota parte del loro ammontare ritenuta irrecuperabile. La norma considera tra gli eventi estintivi di un credito anche la decisione assunta dai competenti organi aziendali che, con specifica delibera, abbiano preso definitivamente atto dell’irrecuperabilità della totalità di un credito. Nel tempo (più precisamente nel periodo 2004/2012) questa Banca ha effettuato cancellazioni di crediti in sofferenza per complessivi 11.251 migliaia di euro. Ai fini della determinazione dell’effettivo livello di copertura dei crediti in sofferenza è necessario tenere in considerazione anche l’ammontare dei suddetti crediti cancellati. Nella tabella A.1.7. è stata aggiunta una colonna denominata sofferenze al lordo delle cancellazioni che evidenzia quanto sopra descritto.
Per il bilancio al 31.12.2015 l’informativa sulla dinamica delle esposizioni lorde creditizie per cassa verso clientela oggetto di concessioni non viene fornita in linea con le disposizioni della Banca d’Italia. Per ulteriori dettagli si fa rinvio a quanto descritto nella nota integrativa di questo bilancio, Parte A Sezione 4 Altri aspetti. 

A.1.7bis Esposizioni creditizie per cassa verso clientela: dinamica delle esposizioni oggetto di concessioni lorde distinte per qualità creditizia.

Per il bilancio al 31 dicembre 2015 l’informativa sulla dinamica delle esposizioni lorde creditizie per cassa verso clientela oggetto di concessioni non viene fornita, in linea con le disposizioni di Banca d’Italia. Per ulteriori dettagli si fa rinvio a quanto illustrato nel paragrafo della Nota Integrativa - Parte A – Sezione 4 “Altri aspetti”.

A.1.8 Esposizioni creditizie per cassa verso clientela deteriorate: dinamica delle rettifiche di valore complessive.

Esposizioni creditizie per cassa verso clientela deteriorate: dinamica delle rettifiche di valore complessive

Nelle colonne sofferenze la voce “rettifiche di valore” raccoglie le svalutazioni analitiche delle posizioni a sofferenza, la voce “riprese di valore da incasso” riporta gli incassi su posizioni svalutate, la voce “cancellazioni” corrisponde agli abbattimenti di posizioni già svalutate e ritenute non più recuperabili, la voce “altre variazioni in aumento” riporta il risultato annuo dell’attualizzazione.

Nelle colonne relative alle “inadempienze probabili” ed alle “scadute deteriorate” si registrano le movimentazioni in aumento ed in diminuzione delle relative svalutazioni collettive.

Il livello di copertura “effettivo” dei crediti in sofferenza al 31.12.2015 è del 47,2% prendendo a riferimento i dati finali (punti D delle tabelle A.1.7 e A.1.8 colonna “Sofferenze al lordo delle cancellazioni”); valori: 73.521 migliaia di euro di rettifiche complessive su 155.657 migliaia di euro di sofferenze lorde.
La copertura complessiva sui crediti deteriorati a fine 2015 risulta del 32,3% contro il 26,1% del 2014. Con la considerazione relativa alle sofferenze abbattute nel tempo (sopra descritta) la copertura complessiva sui crediti deteriorati risulta a fine 2015 del 35,3%.
Per il bilancio al 31 dicembre 2015 l’informativa sulla dinamica delle rettifiche di valore delle esposizioni oggetto di concessioni non viene fornita, in linea con le disposizioni di Banca d’Italia. Per ulteriori dettagli si fa rinvio a quanto illustrato nel paragrafo della Nota Integrativa - Parte A – Sezione 4 “Altri aspetti”.

A.2 Classificazione delle esposizioni in base ai rating esterni e interni.

A.2.1 Distribuzione delle esposizioni creditizie per cassa e “fuori bilancio” per classi di rating esterni.

Distribuzione delle esposizioni creditizie per cassa e “fuori bilancio” per classi di rating esterni

Di seguito viene indicato il raccordo tra le classi di giudizio sopra rappresentate e i rating rilasciati dalle principali agenzie internazionali ai quali la banca intende far riferimento:

I rating rilasciati dalle principali agenzie internazionali ai quali la banca intende far riferimento

A.2.2 Distribuzione delle esposizioni per cassa e “fuori bilancio” per classi di rating interni

Alla data del presente bilancio la Banca non ha in adozione rating interni.

A.3 Distribuzione delle esposizioni garantite per tipologia di garanzia.

A.3.2 Esposizioni creditizie verso clientela garantite.

Esposizioni creditizie verso clientela garantite

Esposizioni creditizie verso clientela garantite

In questa tabella vengono evidenziate le garanzie (nelle varie categorie di appartenenza) che assistono le esposizioni verso la clientela.

B. Distribuzione e concentrazione delle esposizioni creditizie

B.1 Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e “fuori bilancio” verso clientela (valore bilancio).

Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e “fuori bilancio” verso clientela (valore bilancio)Distribuzione settoriale delle esposizioni creditizie per cassa e “fuori bilancio” verso clientela (valore bilancio)

B.2 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e “fuori bilancio” verso clientela (valore di bilancio).

Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e “fuori bilancio” verso clientela (valore di bilancio)

Al punto 4 l’esposizione verso ‘Altri Paesi Europei’ è costituita per 46 milioni da titoli governativi spagnoli e per 13 milioni da titoli governativi portoghesi.

Distribuzione territoriale delle esposizioni verso la clientela

In queste tabelle si evidenzia la distribuzione territoriale delle esposizioni verso la clientela: ovviamente questa Banca concentra la propria attività nel territorio ove opera e quindi la maggior parte delle esposizioni le ritroviamo prima nel comparto Italia e dopo nel comparto Italia Centro, con modeste evidenze negli altri settori.

B.3 Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e “fuori bilancio” verso banche (valore di bilancio).

Distribuzione territoriale delle esposizioni creditizie per cassa e “fuori bilancio” verso banche (valore di bilancio)

In queste tabelle si evidenzia la distribuzione territoriale delle esposizioni verso banche: nella prima emerge che la Banca opera prevalentemente con banche italiane, pur avendo vari corrispondenti esteri in ogni parte del mondo per supportare l’operatività del settore estero merci; nella seconda la distribuzione è suddivisa tra Nord Ovest e Centro.

B.4 Grandi rischi

Costituiscono “grandi rischi”, secondo le disposizioni di vigilanza della Banca d’Italia, le esposizioni nei confronti di clienti o gruppi di clienti “connessi” che superano il 10% dei Fondi Propri (alla data del presente bilancio la soglia di rilevazione è 15.260.

esposizioni nei confronti di clienti o gruppi di clienti “connessi”

I grandi rischi sono rilevati (come da Normativa di Vigilanza) al valore nominale delle attività di rischio: la rilevazione rimane stabile su 9 posizioni di grande rischio come nel 2014, dei quali 5 Istituzionali (una Banca Centrale, una Banca ordinaria, due Enti Statali e una Amministrazione Locale) per un valore nominale di 1.196.465 ed un valore ponderato di 37.006 ; inoltre uno è relativo alla Sigest (società strumentale del gruppo interamente partecipata dalla Banca) per un valore nominale di 40.959. E’ inoltre presente l’esposizione nominale verso la Cassa di Compensazione e Garanzia per 540.522 e ponderato 12.316. I restanti 50.822 di valore nominale per n. 2 posizioni sono relativi a clientela ordinaria (nel 2014 erano n.5 per 106.513 di valore nominale).

C. Operazioni di cartolarizzazione

Informazioni di natura qualitativa.

Alla data del 31.12.2015 tutte le operazioni in essere sono da classificare come “autocartolarizzazioni” in quanto tutti i titoli emessi (Senior e Junior) nell’ambito di tali operazioni risultano interamente sottoscritti dalla Banca di Pisa e Fornacette la quale, di fatto, trattiene i rischi ed i benefici delle operazioni e gli stessi crediti oggetto dell’operazione non si cancellano dal bilancio ai sensi dello IAS 39.

Per le informazioni di dettaglio sulle operazioni in essere alla data del 31.12.2015 classificate come “autocartolarizzazioni” si rimanda a quanto esposto nella Parte E della Nota Integrativa, Sezione Rischio di Liquidità e per tali operazioni non saranno esposte le tabelle seguenti come previsto dalla normativa vigente.

Nel corso dell’anno 2015 è avvenuto l’unwinding della cartolarizzazione Pontormo Funding, di seguito vengono indicati i punti salienti:

PONTORMO FUNDING SRL

Pontormo Funding S.r.l. era una società a responsabilità limitata, costituita in data 24 gennaio 2006 con l’originario nome di Malaga Finance. La Società era iscritta nell’elenco generale degli intermediari finanziari tenuto dalla Banca d’Italia ex articolo 107 TUB con codice 33153.8. La Società ha effettuato un operazione di cartolarizzazione multioriginator il 7 ottobre 2007 con le Banche sotto descritte:

Banca Credito Cooperativo Cambiano S.c.p.a.

Banca di Pisa e Fornacette Credito Cooperativo S.c.p.a.

Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci S.c.p.a.

Banca di Viterbo Credito Cooperativo S.c.p.a.

Nell’ottica di una razionalizzazione ed ottimizzazione delle operazioni di cartolarizzazione in essere, alla luce delle mutate condizioni di mercato che regolano le stesse, le Banche originator hanno deliberato di “chiudere” l’operazione di cartolarizzazione “Funding”.

Nel corso dell’esercizio 2015 la società veicolo di cartolarizzazione Pontormo Funding s.r.l. (nel seguito: “la Società”) è stata posta in liquidazione dopo aver concluso anticipatamente l’operazione di cartolarizzazione posta in essere in data 8 agosto 2007 e che si caratterizzava per la sua natura “multi-originator” (i mutui cartolarizzati erano infatti ceduti alla Società da più istituti - Banca di Credito Cooperativo di Fornacette, Banca di Credito Cooperativo di Castagneto, Banca di Credito Cooperativo di Viterbo, Banca di Credito Cooperativo di Cambiano, le “Banche Originator”). Di seguito i passaggi principali dell’operazione di smontaggio:

  • Il 20 Aprile 2015 la Società ha venduto il portafoglio residuo dei mutui ipotecari alle rispettive Banche Originator coerentemente con quanto sancito dagli accordi di riacquisto (“Retransfer Agreement”), aventi effetto economico dalla data del 31 Marzo 2015, al fine di utilizzare i proventi della vendita del portafoglio crediti e ogni altro ammontare in capo alla Società per il rimborso dell’ammontare outstanding delle Note Senior e delle Note Junior, insieme agli interessi maturati e dovuti su entrambe le tipologie di note.
  • Il 20 aprile 2015 la Società Pontormo Funding s.r.l., e la controparte swap hanno sottoscritto un contratto di modifica e di termine (“Swap Amendment and Termination Deed”) al fine di terminare anticipatamente lo Swap sottoscritto nel contesto della transazione iniziale.
  •  
  • L’esecuzione dei contratti di cui sopra è stata approvata da tutti i Senior Noteholder e da tutti i Junior Noteholder attraverso la sottoscrizione in data 17 Aprile 2015 della risoluzione volontaria scritta delle parti (la “Written Resolution”). Anche il Rappresentante dei Noteholder (“RON”) ha dato esplicito consenso all’esecuzione della “Written Resolution” attraverso la “Consent Letter”.
  •  
  • Il 21 Aprile 2015 (la “Final Payment Date”), la Società, in conformità con l’applicazione delle priorità di pagamento (“Pre Enforcement Priority of Payment”), ha riscattato in pieno l’ammontare residuo delle Note Senior) comprensivo degli interessi maturati (liquidando prima tutti gli importi dovuti alle parti partecipanti all’operazione e privilegiate rispetto alla Nota Senior). Parimenti e seguendo l’ordine di priorità dei pagamenti, nella stessa data sono state riscattate le Junior Note.
  •  
  • In data 27 Aprile 2015 sono stati chiusi i conti dell’operazione aperti presso Bank of New York, dopo che i rispettivi saldi sono stati azzerati.
  •  
  • Il 14 maggio 2015, infine, veniva sottoscritto da tutte le parti coinvolte nell’operazione di cartolarizzazione, il “Termination Agreement” dove veniva sancito il termine di tutti gli accordi, all’interno del quale viene esplicitato il rilascio di tutte le garanzie rilasciate ai sensi del diritto italiano “Deed of Pledge” e del diritto Inglese “Deed of Charge”, liberando così in via definitiva la società emittente da qualsivoglia obbligazione.
  •  
  • In data 07 Giugno 2015 è stata avviata la procedura di messa in liquidazione della Società che, in data 16 Dicembre 2015, è terminata in seguito all’approvazione del Bilancio Finale di Liquidazione da parte dell’Assemblea appositamente convocata.

In seguito all’operazione di smontaggio i crediti cartolarizzati sono ritornati nel bilancio della Banca di Pisa e Fornacette, alla quale sono stati bonificati anche i seguenti importi:

  • Euro 2.185.924: relativi alla “Final Payment Date” del 21 Aprile 2015.
  • Euro 325.433: restituzione degli importi non di competenza del primo trimestre accreditati sul conto di BNY (27 Aprile 2015).

D. Informativa sulle entità strutturate non consolidate contabilmente (diverse dalle società veicolo per la cartolarizzazione).

Non applicabile

E. Operazioni di cessione.

A. Attività finanziarie cedute e non cancellate integralmente

Informazioni di natura qualitativa

La Banca, alla data del 31.12.2015, ha in essere operazioni di Pronti Contro Termine passive con clientela: le suddette operazioni hanno come sottostante attività finanziarie disponibili per la vendita che non possono essere cedute per tutta la durata del contratto con il cliente.

Informazioni di natura quantitativa

E.1 Attività finanziarie cedute non cancellate: valore di bilancio e valore intero.

Attività finanziarie cedute non cancellate: valore di bilancio e valore intero

Al 31.12.2015 le operazioni di trasferimento che non hanno comportato la cancellazione dal bilancio delle attività sottostanti sono rappresentate da operazioni di pronti contro termine passive.

Per le operazioni di pronti contro termine la mancata “derecognition” del titolo oggetto di cessione a pronti deriva dal fatto che la banca trattiene sostanzialmente tutti i rischi ed i benefici connessi al titolo, avendo l’obbligo di riacquistarlo a termine ad un prezzo stabilito contrattualmente. I titoli oggetto di trasferimento continuano pertanto a trovare rappresentazione nei portafogli contabili di appartenenza; il corrispettivo della cessione viene rilevato tra i debiti verso la clientela o verso le banche, in funzione della tipologia della controparte.

E.2 Passività finanziarie a fronte di attività finanziarie cedute non cancellate: valore di bilancio.

Passività finanziarie a fronte di attività finanziarie cedute non cancellate: valore di bilancio

Per le attività detenute per la negoziazione e disponibili per la vendita si tratta delle operazioni di pronti contro termine in essere.

Sia per le attività finanziarie cedute non cancellate (tabella E.1), sia per le Passività finanziarie a fronte di attività finanziarie cedute non cancellate (tabella E.2) si evidenzia che si tratta di operazioni di Pronti contro termine con la Cassa di Compensazione e Garanzia per 528,2 Mln., mentre la restante parte (0,8 Mln.) si tratta di operazioni sempre di Pronti contro termine, ma con clientela ordinaria. Per l’anno 2014 i 9,0 Mln. erano Pronti contro termine con la clientela, mentre i crediti verso la clientela rappresentavano l’esposizione per l’operazione di cartolarizzazione denominata Pontormo Funding estinta nel corso dell’anno 2015 (per i dettagli consultare la sezione C “Operazioni di cartolarizzazione” di questa nota integrativa).

B. Attività finanziarie cedute e cancellate integralmente con rilevazione del continuo coinvolgimento

Non applicabile

F. Modelli per la misurazione del rischio di credito

I modelli interni e le procedure dirette a classificare la clientela in classi di rischio servono, come detto in precedenza, per una gestione più accurata del rischio di credito. Tali modelli non sono attualmente usati ai fini del calcolo dei coefficienti prudenziali, in quanto, a questi fini, la Banca utilizza la metodologia standardizzata.

 

SEZIONE 2— RISCHI DI MERCATO

Per il calcolo dei requisiti patrimoniali sui rischi di mercato la Banca utilizza il metodo “standardizzato” come definito dalla normativa di Vigilanza e normativa collegata. I risultati delle metodologie e degli strumenti utilizzati per finalità gestionali e di controllo interno sono ininfluenti per il calcolo dell’assorbimento di capitale ai fini di vigilanza.
Il rischio di mercato è il rischio che la Banca subisca minori ricavi rispetto a quelli previsti, perdite di valore delle poste patrimoniali o minusvalenze economiche relativamente alle posizioni finanziarie detenute, a causa di sensibili e avverse variazioni delle condizioni di mercato e in particolare dei tassi di interesse, dei corsi azionari, dei cambi e delle relative volatilità e correlazioni (rischio generico), o per il verificarsi di fattori che compromettano la capacità di rimborso dell’emittente (rischio specifico).
Il rischio di mercato è scomponibile a sua volta nei seguenti elementi, riconducibili a fattori distinti:

  • rischio di tasso di interesse, ossia il rischio provocato da fluttuazioni dei tassi di mercato, che determinano sia una variazione del margine di interesse atteso e quindi del profitto atteso di breve periodo, sia una variazione del valore di mercato delle attività e passività e quindi del valore economico del patrimonio netto;
  • rischio di prezzo, ossia il rischio provocato da fluttuazioni dei prezzi delle azioni e degli altri titoli di capitale, che dipendono da fattori generici (andamento generale del mercato) e specifici (eventi che influiscono individualmente su ciascun titolo). Anche tali fluttuazioni determinano una variazione del valore di mercato delle attività e passività e quindi del valore economico del patrimonio netto;
  • rischio di cambio, derivante da fluttuazioni inattese nei rapporti di cambio.

Oltre a questi tre fattori, riconducibili al concetto generale di rischio di posizione, la normativa di vigilanza, limitatamente al portafoglio di negoziazione, identifica e disciplina il trattamento dei rischi di regolamento e di concentrazione.
Il rischio di mercato si manifesta sia relativamente al portafoglio di negoziazione (trading book), comprendente gli strumenti finanziari di negoziazione e gli strumenti derivati ad essi collegati, sia al portafoglio bancario, che comprende le attività e passività finanziarie diverse da quelle costituenti il trading book.

2.1 — Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo - Portafoglio di negoziazione di vigilanza.

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali

Ai fini della compilazione della presente sezione si considerano, per questa banca, esclusivamente i titoli di debito classificati tra le “attività finanziarie detenute per la negoziazione”. Gli obiettivi e le strategie sottostanti all’attività di negoziazione volti alla gestione del portafoglio titoli sono orientati alla massimizzazione della redditività dello stesso, cogliendo le opportunità di investimento, nell’ambito di un’impostazione ispirata al contenimento dei rischi. La strategia di investimento è tradizionalmente caratterizzata da una prudente gestione di tutti i rischi; anche per il rischio di prezzo la strategia perseguita dalla Banca è orientata ad una prudente gestione delle attività (a tal proposito si veda il modesto peso assunto all’interno del portafoglio di proprietà dei titoli di capitale) privilegiando titoli di capitale di primarie società aventi largo mercato e buona redditività in termini di dividendi. A tal fine il Consiglio di Amministrazione della Banca ha stabilito, attraverso l’emanazione di un “Regolamento Finanza”, i limiti massimi di esposizione da assumere in materia di rischi finanziari.

B. Processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo

Come sopra accennato in relazione al rispetto dei requisiti patrimoniali stabiliti dalla normativa di vigilanza a fronte del rischio di mercato la banca ha optato per l’adozione della metodologia standard. Tale metodologia prevede il calcolo dell’assorbimento patrimoniale sulla base del c.d. approccio a blocchi (building block approach), secondo il quale il requisito complessivo è dato dalla somma dei requisiti di capitale previsti a fronte delle singole tipologie di rischio (di tasso/prezzo, di regolamento e di concentrazione per il portafoglio di negoziazione di vigilanza, di cambio con riferimento all’intero bilancio bancario). Inoltre, dal momento che il rispetto dei requisiti patrimoniali costituisce di per sé unaprescrizione prudenziale avente carattere minimale e data l’impossibilità di prevedere appieno le variazioni dei corsi dei titoli, delle valute e in generale l’evoluzione dei mercati, la Banca accompagna all’osservanza delle regole prudenziali specifiche procedure e sistemi di controllo finalizzati ad assicurare una sana e prudente gestione dei rischi di mercato.
Il Consiglio di Amministrazione, attraverso l’emanazione del “Regolamento Finanza” sopra citato stabilisce limiti operativi (in termini di consistenza del portafoglio e di composizione per tipologia dei titoli), di esposizione al rischio di tasso (in termini di durata finanziaria o “duration”) e di prezzo (quantificazione del livello massimo di perdita nel periodo). La Direzione Generale svolge un’attività di supervisione, l’Area Controlli verifica il rispetto dei limiti assegnati, l’Ufficio Finanza opera sui mercati.

L’esposizione complessiva al rischio di tasso d’interesse è monitorata con tecniche di ALM (Asset Liability Management) tramite la shift sensivity sul valore di mercato e sul margine d’interesse. La shift sensitivity, che misura la variazione del fair value del portafoglio bancario conseguente ad un movimento parallelo verso l’alto di 100 punti base della curva dei tassi, include nel calcolo la rischiosità generata sia dalla raccolta a vista da clientela sia dagli altri elementi dell’attivo e del passivo del portafoglio bancario sensibili al movimento della curva dei tassi d’interesse.

Di seguito si riportano i principali dati di sensibilità:

I principali dati di sensibilità

Dall’analisi dei due anni messi a confronto (2015/2014) emerge come la Banca, dal punto di vista della variazione del valore attuale delle proprie poste di bilancio, sia maggiormente esposta al rischio di tasso misurato tramite: l’indicatore delta va/patrimonio di vigilanza che in caso di stress parallelo di +100 basis points passa da +1,4 del 2014 al -7,2 del 2015; l’indicatore del Margine di interesse, sempre ipotizzando uno stress come descritto in precedenza, passa da + 11,8 a + 1,9. In entrambi i casi i valori rientrano ampiamente nei valori di Policy determinati internamente dal Consiglio di Amministrazione.

Per la valutazione degli strumenti finanziari la Banca ha predisposto una metodologia di pricing che accoglie le previsioni dei principi contabili internazionali IAS/IFRS. In particolare l’esistenza di quotazioni ufficiali in un mercato attivo è gerarchicamente anteposta alle valorizzazioni emergenti da modelli di pricing strutturati sulle valutazioni di titoli comparabili e su parametri di mercato. In ogni caso, in assenza di un mercato attivo il fair value è determinato utilizzando tecniche di valutazione volte a stabilire quale prezzo avrebbe avuto lo strumento finanziario in un libero scambio motivato da normali motivazioni commerciali.

Il monitoraggio dei rischi finanziari è effettuato avvalendosi, tra gli altri, di indicatori probabilistici (VaR). Il Value at Risk (VaR) rappresenta una misura sintetica di rischio ed esprime la massima perdita potenziale causata da movimenti di mercato in condizioni di normalità. La metodologia utilizzata per il calcolo del VaR si inserisce nella classe dei modelli di VaR a simulazione storica. I valori forniti sono calcolati con un livello di confidenza del 99% e un orizzonte temporale pari a dieci giorni. Il periodo di osservazione è di 24 mesi. Le correlazioni utilizzate sono quelle implicite negli scenari storici applicati per la stima della distribuzione empirica dei valori del portafoglio di negoziazione.
Relativamente ai descritti processi di controllo e gestione del rischio non sono intervenuti cambiamenti significativi rispetto all’esercizio precedente.

Informazioni di natura quantitativa

1.Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione per durata residua (data di riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie per cassa e derivati finanziari.

Valuta di denominazione: Euro.

Portafoglio di negoziazione di vigilanza

Alla data di questo bilancio non ci sono valori diversi dall’euro da rappresentare in questa sezione.

2. Portafoglio di negoziazione di vigilanza: distribuzione delle esposizioni in titoli di capitale e indici azionari per i principali Paesi del mercato di quotazione.

Portafoglio di negoziazione di vigilanza

In questa tabella si evidenziano i valori dei titoli di capitale presenti nel portafoglio di proprietà della Banca alla data del 31 dicembre 2015 (riferimento tabella 2.2 “Attività finanziarie detenute per la negoziazione: composizione per debitori/emittenti” di questa nota integrativa). Nel portafoglio ‘HFT’ non ci sono titoli di capitale al 31.12.2015.

2.2 — Rischio di tasso di interesse e rischio di prezzo — Portafoglio bancario.

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di tasso di interesse e del rischio di prezzo.

Le principali fonti di rischio sul tasso di interesse sono costituite dalle partite a tasso fisso che per l’attivo sono costituite dai mutui ipotecari erogati alla clientela a tasso fisso e per il passivo dalle emissioni obbligazionarie sottoscritte dalla clientela anch’esse a tasso fisso.

La valutazione del rischio sotto il profilo del repricing e della differenza di scadenze tra attività e passività costituisce un importante punto di riferimento per la definizione delle caratteristiche dei prestiti obbligazionari collocati presso la clientela, ed anche per l’assunzione di decisioni sull’eventuale stipulazione di contratti derivati (Interest Rate Swap - IRS) finalizzati al contenimento del rischio di tasso derivante da tali collocamenti.
I processi interni di gestione e controllo del rischio di tasso di interesse si basano su una struttura essenziale in base alla quale la Direzione Generale prende periodicamente in esame la situazione elaborata con frequenza trimestrale assumendo le conseguenti decisioni operative. Attraverso uno strumento denominato “ALM” (Asset Liability Management), tramite la shift sensivity sul valore di mercato e sul margine d’interesse, si misura l’esposizione complessiva al rischio di tasso d’interesse. In particolare vengono stimati gli effetti di uno shift della curva dei tassi sia nell’approccio al valore economico che nell’approccio al margine d’interesse. La misurazione del rischio di tasso d’interesse secondo l’approccio al valore economico prevede la stima della variazione del patrimonio netto a fronte di un’oscillazione dei tassi di mercato attraverso l’analisi congiunta delle attività e delle passività di bilancio. La misurazione del rischio di tasso d’interesse secondo l’approccio al margine d’interesse viene effettuata analizzando congiuntamente i tempi di riprezzamento delle attività e delle passività di bilancio sensibili ai tassi al fine di stimare la variazione del margine d’interesse atteso nei 12 mesi successivi a seguito di un’oscillazione dei tassi di mercato. Entrambi i metodi forniscono il calcolo dell’impatto in termini di patrimonio e di margine d’interesse sia nel caso di variazioni parallele della curva dei tassi di +/- 100 punti base (scenario classico), di +/- 200 punti base (scenario di stress) e di scenari personalizzati.

Relativamente ai descritti processi di gestione e controllo del rischio non sono intervenuti cambiamenti rilevanti rispetto al precedente esercizio; i limiti sono definiti nella Policy per la gestione del rischio di tasso deliberata dal Consiglio di Amministrazione al quale viene indirizzata un'adeguata informativa periodica.

Informativa di natura quantitativa

1. Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (per data riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie (Euro).

Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (per data riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie (Euro)

1. Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (per data riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie (altre valute).

Portafoglio bancario: distribuzione per durata residua (per data riprezzamento) delle attività e delle passività finanziarie (altre valute)

2. Portafoglio bancario: modelli interni e altre metodologie di analisi della sensitività.

Da tempo la Banca utilizza una procedura di Asset & Liability Management allo scopo di misurare, con frequenza mensile, gli impatti derivanti da variazioni della struttura dei tassi di interesse sul margine finanziario atteso e sul valore economico del patrimonio. Si ricorda che questo modello ALM considera nel portafoglio bancario anche i depositi accesi per finanziare il portafoglio di trading con relativa estensione dell’analisi al correlato portafoglio di negoziazione.
Per quanto concerne il margine finanziario atteso il sistema ALM ne stima la variazione su un orizzonte temporale annuale nell’ipotesi di shock delle curve dei tassi (aumento/diminuzione in punti base applicati a tutte le curve dei tassi). Le stime sono condotte ipotizzando l’invarianza della struttura patrimoniale in termini di insieme di attività e passività e relative caratteristiche finanziarie (tassi, spread, duration).
Relativamente al valore economico del patrimonio viene applicata la stessa metodologia di variazione della curva dei tassi, misurando la differenza riscontrata nel valore attuale di tutte le operazioni e confrontando queste variazioni con il valore economico del patrimonio.
Di seguito si riportano i principali dati di sensitività registrati al 31.12.2014:

I principali dati di sensitività registrati al 31.12.2014

Di seguito si riportano i principali dati di sensitività registrati al 31.12.2015:

I principali dati di sensitività registrati al 31.12.2015

Dall’analisi delle due tabelle emerge come a fine 2015 la Banca dal punto di vista della variazione del valore attuale delle proprie poste di bilancio, sia maggiormente esposta al rischio di tasso misurato tramite l’indicatore delta va/patrimonio di vigilanza. Tale variazione è da ricondurre principalmente all’aggregato titoli di proprietà; il comparto in questione fa registrare un incremento sia in termini di duration che in termini di volumi e di conseguenza subisce una riduzione di valore maggiormente significativa in presenza di un rialzo dei tassi, rispetto a quanto registrato per il 2014.

Lo stress con il risultato peggiore (+200) appare allo stato attuale di difficile concretizzazione, ed in ogni caso determina un valore che rientra pienamente nella soglia di vigilanza.

Di seguito si riportano altri dati di sensitività registrati al 31.12.2014:

altri dati di sensitività registrati al 31.12.2014

Di seguito si riportano altri dati di sensitività registrati al 31.12.2015:

altri dati di sensitività registrati al 31.12.2015

Dall’analisi delle tue tabelle precedenti risulta che, sulla base degli shock applicati, non esiste un rischio tasso dal punto di vista del margine di interesse. Infatti sulla base dei dati rilevati a fine 2015, in nessuno dei quattro scenari considerati si avrebbe una contrazione del margine stesso.

L’assunzione del rischio di tasso connesso all’attività di raccolta effettuata dalla Tesoreria avviene nel rispetto delle politiche e dei limiti fissati dal Consiglio di Amministrazione, ed è disciplinata da deleghe in materia che fissano limiti di autonomia per i soggetti autorizzati ad operare nell’ambito della Tesoreria della Banca.
Le funzioni aziendali preposte a garantire la corretta gestione del rischio di tasso sono la Tesoreria, che si occupa della gestione diretta della raccolta e del portafoglio titoli obbligazionari, la funzione di Risk Management, cui spetta il compito di individuare gli indicatori di rischio più opportuni e monitorarne l’andamento delle masse attive e passive in relazione ai limiti prefissati, e l’Alta Direzione cui spetta il compito, nello specifico, di proporre annualmente al Consiglio della Banca le politiche di impiego e raccolta e di gestione del rischio di tasso, nonché suggerire in corso d’anno gli eventuali opportuni interventi per assicurare lo svolgimento dell’attività in coerenza con le politiche di rischio approvate dalla Banca. Nell’ambito dell’operatività corrente l’Alta Direzione, sulla base delle indicazioni sulla raccolta provenienti dalla Tesoreria, delle aspettative sui tassi d’interesse e dalle valutazioni sullo sviluppo degli impieghi, fornisce alla Tesoreria indicazioni di utilizzo delle linee di finanziamento disponibili al fine di cogliere le opportunità rappresentate dalle dinamiche di tasso sulle scadenze di brevissimo periodo e monitorare l’andamento del rischio di tasso connesso al fisiologico mismatching tra masse attive e passive.
Con l’obiettivo di monitorare il rischio di tasso l’Alta Direzione riceve un report giornaliero sintetico della complessiva posizione di tesoreria. La posizione di rischio di tasso è inoltre oggetto di periodico reporting al Consiglio di Amministrazione della Banca nell’ambito del report trimestrale predisposto dalla funzione Risk Management per i vertici aziendali. La Banca, seguendo la prassi gestionale, effettua periodiche prove di stress applicando shock istantanei e paralleli sulle curve dei tassi.

2.3 Rischio di cambio.

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di cambio.

Il rischio di cambio rappresenta il rischio di subire perdite sulle operazioni nelle divise diverse dall'Euro per effetto di variazioni dei corsi delle divise stesse. Nell’attività in cambi la Banca non assume posizioni speculative; le attività e passività in valuta rappresentano un modesto ammontare se rapportate al totale degli impieghi e della raccolta della Banca. In ogni caso le opportunità di impiego in valuta con la clientela vengono coperte con sistematicità da analoghe operazioni di raccolta in valuta (con clientela e/o controparti Istituzionali) in modo da non assumere posizioni di rischio rilevanti sul mercato dei cambi.

B. Attività di copertura del rischio di cambio.

Le attività di copertura sono gestite dalla Tesoreria, collocata all’interno del Servizio Finanza, e monitorate mensilmente con verifica delle attività e passività in valuta sia a vista che per scadenza: la misurazione si fonda principalmente sul calcolo della “posizione netta in cambi” cioè del saldo delle attività e delle passività relative a ciascuna divisa. Per questo aspetto la banca è tenuta a rispettare il limite del 2% dei Fondi Propri imposto dalle istruzioni di vigilanza della Banca d’Italia.

Informazioni di natura quantitativa

1. Distribuzione per valuta di denominazione delle attività, delle passività e dei derivati.

Distribuzione per valuta di denominazione delle attività, delle passività e dei derivati

In questa tabella vengono riportati i controvalori in euro delle diverse divise estere: gli sbilanci finali mostrano una modesta esposizione al rischio di cambio in genere.

2.4 Gli strumenti derivati

A. Derivati finanziari

Gli strumenti finanziari derivati utilizzati dalla Banca sono esclusivamente di copertura e sono sempre caratterizzati da uno scambio di flussi a tasso fisso contro tasso variabile.
Il ricorso a strumenti finanziari derivati effettuato dalla Banca è nella totalità dei casi connesso all’attività di emissione dei prestiti obbligazionari, finalizzata alla raccolta diretta, ed ispirata a sua volta a criteri di semplicità e trasparenza.
La realizzazione dei contratti derivati è del tipo “Over The Counter (OTC)” e viene effettuata attraverso l’utilizzo di contratti derivati rispondenti alle forme tecniche degli “Interest Rate Swap” (IRS). Essa viene effettuata con primarie controparti del settore bancario.
La valutazione degli strumenti derivati viene effettuata attraverso la determinazione dei singoli fair value, alle date di analisi utili, attraverso modelli di calcolo che replicano il funzionamento finanziario dei singoli “Interest Rate Swap”. Per la valutazione vengono utilizzati modelli di pricing allineati alle best practice di mercato.
In ogni caso per una corretta quantificazione del rischio di controparte e di una corretta valutazione di bilancio, per detti contratti la valutazione è assunta sulla base di informazioni provenienti da contributori esterni, attraverso fonti pubblicamente reperibili. L’incidenza percentuale di tali strumenti è comunque destinata a ridursi progressivamente nel tempo, in relazione alla scadenza dei contratti in essere.

A.2 Portafoglio bancario: valori nozionali di fine periodo.

A.2.1 Di copertura.

Portafoglio bancario. Valori nozionali di fine periodo. Di copertura

In questa tabella sono riportati gli strumenti di copertura (IRS) acquistati per coprire dal rischio di tasso analoghe emissioni obbligazionarie a tasso fisso collocate alla clientela.

A.3 Derivati finanziari: fair value lordo positivo – ripartizione per prodotti.

Derivati finanziari: fair value lordo positivo – ripartizione per prodotti

In questa tabella viene riportato il valore positivo degli strumenti di copertura descritti nella precedente tabella A.2.1.

A.4 Derivati finanziari: fair value lordo negativo – ripartizione per prodotti.

Derivati finanziari: fair value lordo negativo – ripartizione per prodotti

In questa tabella viene riportato il valore negativo degli strumenti di copertura descritti nella precedente tabella A.2.1.

 

A.7 Derivati finanziari OTC – Portafoglio bancario: valori nozionali, fair value lordi positivi e negativi per controparti – contratti non rientranti in accordi di compensazione.

Derivati finanziari OTC – Portafoglio bancario: valori nozionali, fair value lordi positivi e negativi per controparti – contratti non rientranti in accordi di compensazione

In questa tabella, gli stessi strumenti di copertura descritti nella precedente tabella A.2.1., vengono suddivisi per controparte.

A.9 Vita residua dei derivati finanziari OTC: valori nozionali.

Vita residua dei derivati finanziari OTC: valori nozionali

In questa tabella, gli stessi strumenti di copertura descritti nella precedente tabella A.2.1., vengono suddivisi per vita residua.

 

SEZIONE 3— RISCHIO DI LIQUIDITÀ

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio di liquidità.

Il rischio di liquidità si manifesta tipicamente sotto forma di inadempimento rispetto agli impegni di pagamento o di incapacità a finanziare l’attivo di bilancio con la necessaria tempestività e secondo criteri di economicità.
Nell’ambito del rischio di liquidità si possono distinguere due accezioni:
a) Asset liquidity risk /market liquidity risk: si intende la difficoltà di smobilizzare asset connessa alla sovrastima del grado di liquidità dei relativi mercati, che provoca ripercussioni sul prezzo di realizzo delle stesse o del costo del funding;
b) Funding liquidity risk: si intende l’incapacità della banca di far fronte ai propri impegni di pagamento a causa delle difficoltà a reperire fondi dal mercato.
Le fonti di rischio di liquidità possono essere di tipo endogeno ovvero di tipo esogeno: sono considerate fonti endogene di rischio quelle che originano da eventi negativi specifici della Banca e comportano una perdita di fiducia nei confronti di questo da parte del mercato, causata da errori di gestione oppure da un downgrading del merito creditizio della Banca stessa; le fonti esogene di rischio di liquidità invece originano da eventi negativi causati da shock di mercato, non direttamente controllabili da parte della Banca.
La strategia generale di gestione del rischio di liquidità della Banca, caratterizzata da una contenuta propensione al rischio, si manifesta in primo luogo nella scelta di privilegiare, in ottica prudenziale, l’equilibrio della struttura per scadenze di attivo e passivo rispetto al perseguimento di crescenti livelli di redditività.
La medesima volontà di limitare l’esposizione al rischio di liquidità si estrinseca inoltre attraverso l’adozione di specifici indirizzi gestionali che permettono di ridurre la probabilità di manifestazione delle circostanze sfavorevoli sopra descritte.
In particolare, con riferimento alla prima delle sopra citate fonti di rischio, l’impegno della Banca è principalmente indirizzato a contenere la concentrazione della raccolta; l’istituto si caratterizza per la sua natura di Banca cooperativa primariamente vicina alla famiglia e alla piccola impresa e ciò gli consente di godere di una ampia e stabile base di raccolta al dettaglio, per definizione adeguatamente diversificata. Inoltre grazie all’ampiezza e diversificazione delle relazioni interbancarie, alla risposta del mercato in relazione alla raccolta on-line con il marchio “Bccforweb”, alla costituzione di un portafoglio titoli obbligazionari eligible utilizzabili in operazioni di Pronti Contro Termine, nonché alla tipologia e qualità dei suoi attivi, la Banca ha sempre reperito risorse finanziarie ampiamente dimensionate alle proprie esigenze. Nel periodo la Banca ha mantenuto una politica finanziaria particolarmente prudente finalizzata a privilegiare la stabilità della provvista. Allo stato attuale le risorse finanziarie disponibili sono adeguate ai volumi di attività attuali e prospettici. La Banca è comunque costantemente impegnata nell’armonico sviluppo delle proprie risorse finanziarie, sia dal punto di vista dimensionale che dei costi.
Ulteriore fonte di approvvigionamento è rappresentata dal mercato interbancario sul quale la Banca ha potuto operare grazie all’elevata reputazione di cui gode nei confronti delle potenziali controparti, in linea con le condizioni di mercato, reperendo la necessaria provvista. In tale frangente importante fonte di liquidità a lungo termine si è rivelata, come per l’intero sistema bancario europeo, la Banca Centrale Europea (BCE), in particolare tramite l’offerta di fondi con durata pluriennale.
Per quanto attiene al potenziale rischio di liquidità derivante da difficoltà nello smobilizzo di proprie posizioni, si osserva innanzitutto come la Banca mantenga un portafoglio titoli di elevata qualità. La massima parte di tale portafoglio è infatti costituito da titoli di stato italiani e, in misura minore, da altri titoli obbligazionari, che presentano caratteristiche di elevata liquidabilità in quanto facilmente vendibili sui mercati e pure utilizzabili, a fronte di fabbisogni di liquidità, sia in operazioni di pronti contro termine con controparti bancarie, sia nelle aste di rifinanziamento della Banca Centrale Europea in quanto i titoli, per larga parte degli stessi, risultano stanziabili.
La Policy di Liquidità della Banca, nel rispetto di quanto previsto dalla disciplina prudenziale e tenuto conto del principio di proporzionalità, descrive il modello organizzativo aziendale nel quale ruoli e responsabilità vengono assegnati alle funzioni organizzative coinvolte nel processo di gestione e controllo del rischio di liquidità operativa e strutturale.
Il Contingency Funding Plan (CFP), che formalizza il processo da attivare al verificarsi di una situazione di crisi/tensione di liquidità, assegna ruoli e responsabilità e suggerisce eventuali azioni da intraprendere per risolvere la crisi. Gli organi e le strutture aziendali deputati al monitoraggio e alla gestione del rischio di liquidità devono essere in grado di operare sia in condizioni di normale corso degli affari, che in condizioni di allerta e/o crisi di liquidità. Le finalità e gli obiettivi del CFP sono la capacità di far fronte agli impegni giornalieri durante le fasi iniziali di uno stato di allerta di liquidità, al fine di garantire la continuità della Banca nel caso di un prolungamento nel tempo dello stato di crisi di liquidità, e pertanto lo stesso è fondamentale per attenuare e gestire il rischio di liquidità durante le crisi sistemiche o specifiche, siano esse temporanee o durature.

Il controllo del rischio di liquidità si realizza attraverso l’intervento di differenti unità organizzative:

  • Il Consiglio di Amministrazione rappresenta l’Organo con funzione di supervisione strategica come definito dalla normativa di vigilanza domestica. Tale organo è il responsabile ultimo del rischio di liquidità assunto dalla Banca e delle modalità con cui tale rischio è gestito;
  • L’organo con funzione di gestione è rappresentato dal Direttore Generale. Egli dà attuazione agli indirizzi strategici ed alle politiche di governo approvate dall’organo con funzione di supervisione strategica;
  • Il Comitato Liquidità rappresenta un organo collegiale che supervisiona e coordina il processo “operativo” di gestione del rischio di liquidità;
  • L’Area Controlli in materia di rischio di liquidità monitora gli indicatori e il rispetto dei limiti operativi, dando pronta comunicazione al Direttore Generale nei casi di “pre-crisi” e “crisi”;
  • L’Ufficio Tesoreria/Finanza esegue le operazioni di breve periodo e di medio-lungo periodo garantendo il rispetto dei limiti stabiliti, monitorando quotidianamente la propria posizione di liquidità.

Il profilo di rischio della liquidità è monitorato - sia per le scadenze di breve periodo (liquidità operativa) che di medio-lungo periodo (liquidità strategica) – con un modello di maturity ladder che analizza la struttura delle scadenze dell’attivo e del passivo al fine di valutare il verificarsi di un’eventuale carenza di fondi liquidi.

Il modello calcola i differenziali attivi e passivi e determina se, all’interno di ogni fascia e sull’intero arco temporale considerato (cd. sbilancio cumulato), vi sia un equilibrio sostanziale nel profilo di liquidità della Banca.

Il monitoraggio del profilo di rischio di liquidità attuale e potenziale della Banca – sia a breve che a medio-lungo termine - viene effettuato per il tramite di un set di indicatori con un duplice obiettivo:

a) Valutare l’andamento dei principali aggregati finanziari (controllo andamentale periodico del profilo di rischio);
b) Analizzare i segnali dell’insorgenza di una possibile situazione di vulnerabilità nella posizione di liquidità (pre-crisi o crisi).

La posizione di rischio di liquidità è inoltre oggetto di periodico reporting al Consiglio di Amministrazione della Banca.

Gli stress test hanno lo scopo di valutare l’impatto di eventi negativi sull’esposizione al rischio di liquidità e sull’adeguatezza - sotto il profilo quantitativo e qualitativo - delle riserve di liquidità della Banca. Ipotizzano pertanto una situazione di difficoltà o di incapacità da parte della Banca a far fronte ai propri impegni in scadenza e attivano procedure e/o strumenti che, per intensità e/o modalità, si discostano dall’ordinaria gestione.

Gli strumenti di attenuazione del rischio di liquidità (risk mitigation) definiti dalla Banca in fase ordinaria sono di duplice natura:

a) Qualitativi: la Banca ha definito e formalizzato il processo di gestione del rischio di liquidità sia in fase di ordinaria gestione che di crisi attribuendo compiti e responsabilità, limiti di breve periodo e strutturali, strumenti di controllo andamentale e di alert (indicatori di monitoraggio), stress test, reportistica periodica direzionale e funzionale;
b) Quantitativi: lo strumento di risk mitigation di natura quantitativa è rappresentato dalle riserve di liquidità, ovvero di un set di attività finanziarie liquide o prontamente liquidabili, non impegnate, costituite e mantenute allo scopo di far fronte ad improvvise esigenze di liquidità.

Le Autorità di Vigilanza, nell’ambito del nuovo framework regolamentare Basilea 3, hanno introdotto requisiti regolamentari anche a fronte del rischio di liquidità. In particolare Basilea 3 ha introdotto due specifici requisiti: il Liquidity Coverage Ratio (LCR) quale requisito previsto a fronte dei rischi di liquidità di breve termine ed il Net Stable Funding Ratio (NSFR) quale requisito a fronte di finanziamento stabile più strutturale. Il primo requisito (LCR) è entrato in vigore nel corso del 2015 mentre il secondo (NSFR) sarà introdotto a partire dal 2018.

Alla data di riferimento di questo bilancio la Banca ha un indice LCR del 207% contro un limite minimo dettato dalle norme di vigilanza del 60%. Per l’indice NSFR i calcoli sono in fase di affinamento.

INFORMATIVA SULL’AUTOCARTOLARIZZAZIONE PONTORMO RMBS SRL

Pontormo RMBS S.r.l. (di seguito “Pontormo” o “Società”) è una società a responsabilità limitata, costituita in data 20/06/2012. La Società dal 19 Ottobre 2012 è iscritta al n. 35038.9 nell’Elenco delle società veicolo di cartolarizzazione, ai sensi dell’art. 11 del Provvedimento della Banca d’Italia del 29 aprile 2011”.

Operatività della Società

La Società, conformemente a quanto previsto dalla Legge 130/99 sopra citata, ha per oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione di crediti. Alla data di riferimento del presente bilancio di esercizio la Società ha realizzato una sola operazione di cartolarizzazione. In conformità con la predetta Legge e con i provvedimenti di attuazione, i crediti acquistati dalla Società nell’ambito di ciascuna operazione rappresentano un patrimonio separato a tutti gli effetti da quello della Società o da quelli relativi alle altre operazioni. Sul patrimonio separato non sono ammesse azioni da parte di creditori diversi dai portatori dei titoli emessi per finanziare l’acquisto dei crediti stessi.

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Descrizione dell’operazione e dell’andamento della stessa

Nel rispetto delle disposizioni statutarie e di quanto previsto dalla L. n. 130/99 (la “Legge sulla Cartolarizzazione”), nel corso del 2012 la Società ha avviato, in qualità di cessionaria, una operazione di cartolarizzazione strutturata a cura di Banca Akros S.p.A., stipulando in data 17 ottobre 2012 cinque contratti di cessione di crediti rispettivamente con Banca di Credito Cooperativo di Fornacette S.c.p.a. ("BCC Fornacette"), Banca Popolare di Lajatico S.c.p.a. ("BP Lajatico"), Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci S.c.p.a. ("BCC Castagneto"), Banca di Credito Cooperativo di Cambiano S.c.p.a. ("BCC Cambiano") e Banca di Viterbo Credito Cooperativo S.c.p.a. ("Banca Viterbo") e, unitamente a BCC Fornacette, BP Lajatico, BCC Castagneto e BCC Cambiano, le "Banche Cedenti", nonché servicers nell’ambito dell’operazione di cartolarizzaizone, aventi ad oggetto altrettanti portafogli di crediti individuabili in blocco ai sensi della Legge sulla Cartolarizzazione, classificati come in bonis in conformità alla vigente normativa di vigilanza, derivanti da contratti di mutuo fondiario ed ipotecario assistiti da ipoteche volontarie su beni immobili. Quale corrispettivo per l'acquisto dei crediti, la Società ha corrisposto alle Banche Cedenti un prezzo pari ad Euro 428.519.593,37, corrispondente alla somma complessiva dei prezzi di acquisto individuali dei crediti, come di seguito specificati: BCC Fornacette: Euro 73.416.631,74, BCC Castagneto: Euro 24.858.533,52, BP Lajatico: Euro 48.810.332,01, BCC Cambiano: Euro 198.073.181,26 e Banca Viterbo: Euro 83.360.914,84. Inoltre, ai sensi dei rispettivi contratti di cessione, BCC Fornacette, BP Lajatico e BCC Castagneto, in data 28 febbraio 2013 hanno ceduto alla Società, tre ulteriori portafogli di crediti in bonis per un prezzo pari ad Euro 130.741.000, corrispondente alla somma complessiva dei prezzi di acquisto individuali dei crediti, come di seguito specificati: BCC Castagneto, Euro 23.348.000; BCC Fornacette, Euro 76.254.000 e BP Lajatico, Euro 31.139.000.

L’acquisto del portafoglio è stato finanziato dalla Società mediante l’emissione in data 10 dicembre 2012, ai sensi degli articoli 1 e 5 della Legge sulla Cartolarizzazione, delle seguenti classi di titoli: Euro 119.800.000 Classe A1, Euro 38.800.000 Classe A2, Euro 64.600.000 Classe A3, Euro 155.400.000 Classe A4, Euro 65.400.000 Classe A5 (insieme i “Titoli di Classe A"), ed Euro 37.604.000 Classe B1, Euro 12.224.000 Classe B2, Euro 20.237.000 Classe B3, Euro 48.763.000 Classe B4, Euro 20.524.000 Classe B5 (insieme i "Titoli di Classe B"). In particolare le classi A1, A2, A3, B1, B2 e B3 sono state emesse come titoli partly paid.

In particolare: (i) i Partly Paid Notes Initial Instalment Payments (come definiti nel Terms and Conditions of the Notes) sono serviti per finanziare l'acquisto del Portafoglio Iniziale BCC Fornacette, del Portafoglio Iniziale BP Lajatico e del Portafoglio Iniziale BCC Castagneto; (ii) il prezzo di sottoscrizione dei Titoli non parly paid è servito per finanziare l’acquisto del Portafoglio BCC Cambiano, del Portafoglio Banca Viterbo, e (iii) i Notes Further Instalments Payments (come definiti nel Terms and Conditions of the Notes) sono serviti per finanziare l'acquisto del Portafoglio Ulteriore BCC Fornacette, del Portafoglio Ulteriore BP Lajatico e del Portafoglio Ulteriore BCC Castagneto.

I Titoli di Classe A sono stati quotati presso l’Irish Stock Exchange e sono dotati di rating AA+ da parte dell’ agenzia di rating Fitch Italia S.p.A. e di rating AA da parte dell’agenzia Standard & Poor’s Credit Market Services Italy S.r.l.. I Titoli di Classe B non sono né quotati né dotati di rating.

Tutte le classi di titoli producono interessi ad un tasso di interesse variabile parametrato all’Euribor a 3 o a 6 mesi maggiorato di uno spread pari allo 0,50 % sulla Classe A e allo 0,60% sulla Classe B; gli interessi ed i proventi sui Titoli sono corrisposti trimestralmente, alle date di pagamento indicate nei documenti dell’operazione di cartolarizzazione (5 febbraio, 5 maggio, 5 agosto e 5 novembre di ciascun anno).

I titoli sono stati sottoscritti alla data di emissione da BCC Fornacette (A1 e B1), BCC Castagneto (A2 e B2), BP Lajatico (A3 e B3), BCC Cambiano (A4 e B4) e Banca Viterbo (A5 e B5). I Titoli di Classe A hanno caratteristiche tali da poter essere utilizzati per operazioni di finanziamento con la Banca Centrale Europea.

Andamento dell’operazione

L’operazione, perfezionatasi nel mese di dicembre 2012, si sta svolgendo regolarmente. In particolare, i flussi di cassa relativi al portafoglio cartolarizzato realizzati nel corso del 2015, sono così suddivisi: in linea capitale per Euro 60.062.554, in linea interessi per Euro 8.372.310 e penali per Euro 101.559.

Indicazione dei soggetti coinvolti

Emittente/Acquirente dei crediti Pontormo RMBS Srl, una società a responsabilità limitata costituita ai sensi dell'articolo 3 della Legge 130/99, codice fiscale, partita IVA e Registro Imprese n. 06272000487, capitale sociale interamente versato pari ad Euro 10.000, iscritta nell’Elenco delle società veicolo di cartolarizzazione detenuto dalla Banca d'Italia ai sensi del Provvedimento del 29 aprile 2011 con n. 35039.9, la cui sede legale si trova a Empoli (FI), via Cherubini 99.

Cedenti/Servicers/Back-up Servicers Banca di Credito Cooperativo di Fornacette Scpa, una banca costituita in Italia come Società Cooperativa per azioni, iscritta nel registro delle banche tenuto dalla Banca d'Italia ai sensi dell'articolo 13 del Testo Unico Bancario al n. 00179660501, con sede è in Via Tosco Romagnola 101 / a, Fornacette (PI) ("BCC Fornacette"). Banca Popolare di Lajatico Scpa, una banca costituita in Italia come Società Cooperativa per azioni, iscritta nel registro delle banche tenuto dalla Banca d'Italia ai sensi dell'articolo 13 del Testo Unico Bancario al n. 00139860506, con sede a Via G. Guelfi 2, Lajatico (PI) ("BP Lajatico"). Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci Scpa, una banca costituita in Italia come Società Cooperativa per azioni, iscritta nel registro delle banche tenuto dalla Banca d'Italia ai sensi dell'articolo 13 del Testo Unico Bancario al n. 00149160491, con sede in Via Vittorio Emanuele 44, Castagneto Carducci (LI) ("BCC Castagneto"). Banca di Credito Cooperativo di Cambiano Scpa, una banca costituita in Italia come Società Cooperativa per azioni, iscritta nel registro delle banche tenuto dalla Banca d'Italia ai sensi dell'articolo 13 del Testo Unico Bancario al n. 00657440483, con sede in Piazza Giovanni XXIII 6, Castelfiorentino (FI) ("BCC Cambiano").

Banca di Viterbo Credito Cooperativo Scpa, una banca costituita in Italia come Società Cooperativa per azioni, iscritta nel registro delle banche tenuto dalla Banca d'Italia ai sensi dell'articolo 13 del Testo Unico Bancario al n. 00057680563, con sede in Via A. Polidori 72, Viterbo (VT) ("Banca di Viterbo").

Agent Bank/Transaction Bank/ Principal Paying Agent The Bank of New York Mellon (Luxembourg) SA, Italian branch, una società costituita ai sensi delle leggi del Granducato di Lussemburgo, operante attraverso la sua filiale italiana, con sede legale in Via Carducci, 31, 20123, Milano, Italia, ("BNYM, Italian branch").

Operating Bank Invest Banca SpA, una banca costituita in Italia come società per azioni, con capitale sociale interamente versato pari ad Euro 15,300,000.00, iscritta al Registro delle Imprese di Firenze, Italia, al n. 02586460582, iscritta nel registro delle banche tenuto dalla Banca d'Italia ai sensi dell'articolo 13 del Testo Unico Bancario al n. 5341, con sede in Via L. Cherubini, 99, Empoli (FI), Italia ("Invest Banca").

English Transaction Bank/Cash Manager The Bank of New York Mellon, a New York Banking Corporation operante attraverso la sua filiale di Londra, la cui principale sede di attività è a One Canada Square, Londra E14 5AL, Regno Unito ("BNYM, London").

Representative of the Noteholders/Security Trustee/Computation Agent/ Stichting Corporate Services Provider KPMG Fides Servizi di Amministrazione SpA, una società per azioni costituita in Italia, iscritta al Registro delle Imprese di Milano, Italia, al n. 00731410155, con sede legale in Via Vittor Pisani 27, Milano (MI), Italia, operante attraverso la sua sede a Roma, in Via Eleonora Duse, 53 ("KPMG").

Corporate Services Provider Cabel Holding SpA, una società per azioni costituita in Italia, iscritta al Registro delle Imprese di Firenze, Italia, al n. 04492970480, con sede in Via L. Cherubini, 99, Empoli (FI), Italia ("Cabel Holding").

Quotaholders (i) Stichting Muitenburg, una fondazione di diritto olandese con sede a Claude Debussylaan 24, 1082 MD, Amsterdam (Paesi Bassi), iscritta al Registro delle Imprese di Amsterdam al numero 55248780, e (ii) Cabel Holding.

Irish Paying Agent/Irish Listing Agent The Bank of New York Mellon (Ireland) Limited, società di diritto irlandese, con sede al 4 ° piano, Edificio Hannover, Windmill Lane, Dublin 2, Irlanda ("BNYM, Ireland").

Process Agent Law Debenture Corporate Services Limited, con sede a Londra Fifth Floor 100 Wood Street, registrata in Inghilterra al n.3388362 (“LDCS”).

Rating Agencies Fitch Italia S.p.A. (“Fitch”) e Standard & Poor’s Credit Market Services Italy S.r.l. (“S&P”).

Arranger Banca Akros SpA, una banca costituita in Italia come società per azioni, con sede legale in Viale Eginardo 29, 20149 Milano, Italia, con capitale sociale interamente versato pari ad Euro 39.433.803, iscritta al Registro delle Imprese di Milano con il numero 03064920154 e al registro delle banche tenuto dalla Banca d'Italia con il numero 5328, partecipante al gruppo bancario "Bipiemme - Banca Popolare di Milano", soggetta all'attività di direzione e coordinamento ("attività di direzione e coordinamento"), della Banca Popolare di Milano Scarl, autorizzata a svolgere attività in Italia ai sensi del Testo Unico Bancario ("Banca Akros").

Legal Advisers Orrick, Herrington & Sutcliffe, operanti dalle sedi di Piazza della Croce Rossa 2b 00161 Roma per i contratti di diritto italiano e di 107 Cheapside London, EC2V 6DN DX: 557 Londra/City per i contratti di diritto inglese (“Orrick”).

Caratteristiche delle emissioni

I titoli emessi da Pontormo RMBS S.r.l. in data 10 dicembre 2012 sono a tasso variabile ed hanno le seguenti caratteristiche:

Class A1 Valuta: Euro Importo: 117.400.000 Tasso: Euribor 3M + spread 0,50% Cedola: trimestrale Durata legale: Febbraio 2071 Rimborso: ammortamento legato ai recuperi sui crediti sottostanti Rating: “AA+” da parte di Fitch Rating: “AA” da parte di S&P Quotazione: Irish Stock Exchange ISIN: IT0004867823 Legge applicabile: legge italiana. Sottoscrittore: BCC Fornacette

Class A2 Valuta: Euro Importo: 37.800.000 Tasso: Euribor 6M + spread 0,50% Cedola: trimestrale Durata legale: febbraio 2071 Rimborso: ammortamento legato ai recuperi sui crediti sottostanti Rating: “AA+” da parte di Fitch Rating: “AA” da parte di S&P Quotazione: Irish Stock Exchange ISIN: IT0004867831 Legge applicabile: legge italiana. Sottoscrittore: BCC Castagneto

Class A3 Valuta: Euro Importo: 62.700.000 Tasso: Euribor 6M + spread 0,50% Cedola: trimestrale Durata legale: febbraio 2071 Rimborso: ammortamento legato ai recuperi sui crediti sottostanti Rating: “AA+” da parte di Fitch Rating: “AA” da parte di S&P Quotazione: Irish Stock Exchange ISIN: IT0004867856 Legge applicabile: legge italiana. Sottoscrittore: BP Lajatico

Class A4 Valuta: Euro Importo: 155.400.000 Tasso: Euribor 6M + spread 0,50% Cedola: trimestrale Durata legale: Febbraio 2071 Rimborso: ammortamento legato ai recuperi sui crediti sottostanti Rating: “AA+” da parte di Fitch Rating: “AA” da parte di S&P Quotazione: Irish Stock Exchange ISIN: IT0004867849 Legge applicabile: legge italiana. Sottoscrittore: BCC Cambiano

Class A5 Valuta: Euro Importo: 65.400.000 Tasso: Euribor 3M + spread 0,50% Cedola: trimestrale Durata legale: Febbraio 2071 Rimborso: ammortamento legato ai recuperi sui crediti sottostanti Rating: “AA+” da parte di Fitch Rating: “AA” da parte di S&P Quotazione: Irish Stock Exchange ISIN: IT0004867864 Legge applicabile: legge italiana. Sottoscrittore: Banca Viterbo

Class B1 Valuta: Euro Importo: 36.965.000 Tasso: Euribor 3M + spread 0,60% Cedola: trimestrale Durata legale: Febbraio 2071 Rimborso: ammortamento legato ai recuperi sui crediti sottostanti Rating: Unrated Quotazione: Non quotati in un mercato regolamentato ISIN: IT0004867872 Legge applicabile: legge italiana. Sottoscrittore: BCC Fornacette

Class B2 Valuta: Euro Importo: 11.929.000 Tasso: Euribor 6M + spread 0,60% Cedola: trimestrale Durata legale: Febbraio 2071 Rimborso: ammortamento legato ai recuperi sui crediti sottostanti Rating: Unrated Quotazione: Non quotati in un mercato regolamentato ISIN: IT0004867880 Legge applicabile: legge italiana. Sottoscrittore: BCC Castagneto

Class B3 Valuta: Euro Importo: 19.780.000 Tasso: Euribor 6M + spread 0,60% Cedola: trimestrale Durata legale: Febbraio 2071 Rimborso: ammortamento legato ai recuperi sui crediti sottostanti Rating: Unrated Quotazione: Non quotati in un mercato regolamentato ISIN: IT0004867914 Legge applicabile: legge italiana. Sottoscrittore: BP Lajatico

Class B4 Valuta: Euro Importo: 48.763.000 Tasso: Euribor 6M + spread 0,60% Cedola: trimestrale Durata legale: Febbraio 2071 Rimborso: ammortamento legato ai recuperi sui crediti sottostanti Rating: Unrated Quotazione: Non quotati in un mercato regolamentato ISIN: IT0004867898 Legge applicabile: legge italiana. Sottoscrittore: BCC Cambiano

Class B5 Valuta: Euro Importo: 20.524.000 Tasso: Euribor 3M + spread 0,60% Cedola: trimestrale Durata legale: Febbraio 2071 Rimborso: ammortamento legato ai recuperi sui crediti sottostanti Rating: Unrated Quotazione: Non quotati in un mercato regolamentato ISIN: IT0004867906 Legge applicabile: legge italiana. Sottoscrittore: Banca Viterbo

I titoli sono tutti gestiti in regime di dematerializzazione presso Monte Titoli S.p.A

 

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Di seguito si riporta una selezione di alcune delle principali informazioni di natura quantitativa riguardanti l’operazione in esame. I valori, salvo dove diversamente specificato sono in unità di Euro e riferiti al 31 Dicembre 2015.

Attività cartolarizzate

I crediti cartolarizzati a fine 2015 sono pari al prezzo di acquisto degli stessi al netto degli incassi effettuati dalla data di cessione al 31 dicembre 2015, delle somme da ricevere per incassi di competenza dell’esercizio, ma non ancora trasferiti dai Servicer ed incrementato degli interessi maturati e scaduti al 31 dicembre 2015.

I crediti cartolarizzati a fine 2015 sono pari al prezzo di acquisto degli stessi al netto degli incassi effettuati dalla data di cessione al 31 dicembre 2015, delle somme da ricevere per incassi di competenza dell’esercizio, ma non ancora trasferiti dai Servicer ed incrementato degli interessi maturati e scaduti al 31 dicembre 2015

Alla data del 31/12/2015 non si registrano posizioni a “sofferenza” mentre le inadempienze probabili ammontano a 542.685 pari allo 0,15% del totale.

La tabella seguente offre lo spaccato della performance dei mutui sia riguardo al portafoglio complessivo che a quello di Banca di Pisa

La tabella seguente offre lo spaccato della performance dei mutui sia riguardo al portafoglio complessivo che a quello di Banca di Pisa

Le caratteristiche degli asset ceduti da Banca di Pisa risultano essere:

Le caratteristiche degli asset ceduti da Banca di Pisa risultano essere:

I mutui “autocartolarizzati” nel bilancio della Banca sono postati alla voce 70 dell’attivo e risultano svalutati con le stesse percentuali previste per gli altri crediti verso la clientela.

Di seguito si forniscono i dati di flusso relativi ai crediti circa le diminuzioni e gli aumenti intervenuti durante l’Esercizio 2015.

Di seguito si forniscono i dati di flusso relativi ai crediti circa le diminuzioni e gli aumenti intervenuti durante l’Esercizio 2015.

La tabella successiva indica gli attivi cartolarizzati in essere alla data del 31 dicembre 2015, classificati in funzione della loro vita residua.

La tabella successiva indica gli attivi cartolarizzati in essere alla data del 31 dicembre 2015, classificati in funzione della loro vita residua.

Il 2% del totale del portafoglio totale, ammonta ad Euro 7.087.315.

Non vi sono posizioni di importo superiore al 2% del totale del portafoglio.

Impiego delle disponibilità

Impiego delle disponibilità

I flussi di cassa generati nell’esercizio sono riassunti nel seguente prospetto:

I flussi di cassa generati nell’esercizio sono riassunti nel seguente prospetto

Interessi su titoli emessi (competenza economica)

Interessi su titoli emessi (competenza economica)

Commissioni e provvigioni a carico dell’operazione

Durante l’esercizio 2015 le commissioni e provvigioni a carico dell’operazione sono composte dalle voci dettagliate nella seguente tabella:

Durante l’esercizio 2015 le commissioni e provvigioni a carico dell’operazione sono composte dalle voci dettagliate nella seguente tabella

La voce “Altre” riferisce:

  • per Euro 1.830 ai compensi partecipazione Monte Titoli;
  • per Euro 411 ai compensi SIA SpA per servizio trasporto dati elettronico su RNI;;
  • per Euro 31.109 ai compensi alle società di rating

Attività di Servicing di Banca di Pisa

Le commissioni attive percepite nel 2015 per l’attività di “servicing” ammontano a Euro 61.650 e sono allocate nella voce 40 del conto economico.

Gli incassi che la Banca, nel corso dell’esercizio 2015, ha raccolto per il veicolo e ad esso trasferito sono dettagliati in tabella:

Gli incassi che la Banca, nel corso dell’esercizio 2015, ha raccolto per il veicolo e ad esso trasferito sono dettagliati in tabella

Interessi generati dalle attività cartolarizzate

Il portafoglio totale dei mutui cartolarizzati ha maturato, con competenza 31 dicembre 2015, i seguenti importi di interessi:

Il portafoglio totale dei mutui cartolarizzati ha maturato, con competenza 31 dicembre 2015, i seguenti importi di interessi

Segue il prospetto riepilogativo della banca che redige il bilancio:

Prospetto riepilogativo della banca che redige il bilancio

INFORMATIVA SULL’AUTOCARTOLARIZZAZIONE PONTORMO SME SRL

Pontormo SME S.r.l. (di seguito “Pontormo” o “Società”) è una società a responsabilità limitata costituita in data 20 giugno 2012 ai sensi della Legge n. 130/99 (la “Legge sulla Cartolarizzazione”). Essa ha come oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione di crediti, mediante l’acquisto a titolo oneroso di crediti pecuniari, sia esistenti che futuri, finanziato attraverso il ricorso all’emissione di titoli di cui all’articolo 1, comma 1, lettera b) L. n. 130/99. La Società dal 21 febbraio 2013 è iscritta al n. 35059.5 nell’Elenco delle società veicolo di cartolarizzazione, ai sensi dell’art. 11 del Provvedimento della Banca d’Italia del 29 aprile 2011. La Società, conformemente a quanto previsto dalla Legge 130/99 sopra citata, ha per oggetto esclusivo la realizzazione di una o più operazioni di cartolarizzazione di crediti.
Si precisa tuttavia che nel rispetto delle disposizioni statutarie e di quanto previsto dalla L. n. 130/99 (la “Legge sulla Cartolarizzazione”), nel corso del 2013 la Società ha avviato, in qualità di cessionaria, una operazione di cartolarizzazione strutturata a cura di Banca Akros S.p.A.
In particolare, in data 18 Febbraio 2013, sono stati sottoscritti tre contratti di cessione fra la Società e, rispettivamente, Banca di Credito Cooperativo di Fornacette S.c.p.a. ("BCC Fornacette"), Banca Popolare di Lajatico S.c.p.a. ("BP Lajatico"), Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci S.c.p.a. ("BCC Castagneto") (assieme le “Banche Cedenti”) in forza dei quali sono stati ceduti, in blocco, ai sensi e per gli effetti del combinato disposto dell'articolo 1 e dell'articolo 4 della Legge sulla Cartolarizzazione, portafogli di mutui ipotecari e non, concessi a micro-, piccole- e medie-imprese e classificati come “in bonis” conformità alla vigente normativa di vigilanza per i seguenti importi (con data di godimento 30/11/2012):

Portafogli di mutui ipotecari e non, concessi a micro-, piccole- e medie-imprese e classificati come “in bonis” conformità alla vigente normativa di vigilanza per i seguenti importi (con data di godimento 30/11/2012)

In conformità con la predetta Legge e con i provvedimenti di attuazione, i crediti acquistati dalla Società nell’ambito di ogni operazione rappresentano un patrimonio separato a tutti gli effetti da quello della Società o da quelli relativi alle altre operazioni. Sul patrimonio separato non sono ammesse azioni da parte di creditori diversi dai portatori dei titoli emessi per finanziare l’acquisto dei crediti stessi. In forza dei contratti sottoscritti (e dettagliati oltre) le Banche Cedenti operano come Servicers nell’ambito dell’operazione di cartolarizzazione. Quale corrispettivo per l'acquisto dei crediti, la Società ha corrisposto alle Banche Cedenti un prezzo pari ad Euro 375.873.043,83 corrispondente alla somma complessiva dei prezzi di acquisto individuali dei crediti, come di seguito specificati:

BCC Fornacette: Euro 137.287.974,93; BCC Castagneto: Euro 125.609.898,81; BP Lajatico: Euro 112.975.170,09

L’acquisto dei portafogli è stato finanziato da Pontormo SME tramite l’emissione, in data 15/03/2013, ai sensi degli articoli 1 e 5 della Legge sulla Cartolarizzazione, di sei classi di Titoli (o Note, di cui tre Senior/Classe A e tre Junior/Classe B) sottoscritte integralmente dalle medesime Banche Cedenti secondo quanto di seguito dettagliato:

sei classi di Titoli (o Note, di cui tre Senior/Classe A e tre Junior/Classe B) sottoscritte integralmente dalle medesime Banche Cedenti

Si precisa che il nominale delle Note Classe B comprende le somme versate dai sottoscrittori al veicolo in concomitanza dell’emissione delle Note a titolo di Riserva di Cassa (Reserve Amount, pari al 2,70% del valore dei portafogli di mutui ceduti) e Retention Amount (ammontare utilizzato dalla Società per spesare i costi di gestione e mantenuto, su base trimestrale tramite gli incassi generati dai mutui, al suo livello iniziale di Euro 80.000).

La tabella seguente offre il dettaglio dei valori citati:

omme versate dai sottoscrittori al veicolo in concomitanza dell’emissione delle Note a titolo di Riserva di Cassa e Retention Amount

L’operazione descritta di cessione mutui/sottoscrizione note, nel complesso, si è svolta per compensazione fra la Società e le Banche Cedenti/Sottoscrittrici (che hanno invece versato per cassa i valori di Reserve Amount e Retention Amount).
I Titoli di Classe A sono stati quotati presso l’Irish Stock Exchange e sono dotati di rating AA da parte delle agenzie di rating Fitch Italia S.p.A. e Standard & Poor’s Credit Market Services Italy S.r.l.. I Titoli di Classe B non sono né quotati né dotati di rating.
Gli interessi ed i proventi sui Titoli sono corrisposti trimestralmente alle date di pagamento indicate nei documenti dell’operazione di cartolarizzazione (5 febbraio, 5 maggio, 5 agosto e 5 novembre di ciascun anno). I Titoli di Classe A hanno caratteristiche tali da poter essere utilizzati per operazioni di finanziamento con la Banca Centrale Europea.

INFORMAZIONI DI NATURA QUALITATIVA

Descrizione dell’operazione e dell’andamento della stessa.

Nel rispetto delle disposizioni statutarie e di quanto previsto dalla L. n. 130/99 (la “Legge sulla Cartolarizzazione”), nel corso del 2013 la Società ha avviato, in qualità di cessionaria, una operazione di cartolarizzazione strutturata a cura di Banca Akros S.p.A., stipulando in data 18 febbraio 2013 tre contratti di cessione di crediti rispettivamente con Banca di Credito Cooperativo di Fornacette S.c.p.a. ("BCC Fornacette"), Banca Popolare di Lajatico S.c.p.a. ("BP Lajatico") e Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci S.c.p.a. ("BCC Castagneto"), le "Banche Cedenti", nonché servicers nell’ambito dell’operazione di cartolarizzazione, aventi ad oggetto altrettanti portafogli di crediti individuabili in blocco ai sensi della Legge sulla Cartolarizzazione, classificati come in bonis in conformità alla vigente normativa di vigilanza, derivanti da contratti di mutuo ipotecario e chirografo concessi a piccole e mede imprese. Quale corrispettivo per l'acquisto dei crediti, la Società ha corrisposto alle Banche Cedenti un prezzo pari ad Euro 375.873.043,83, corrispondente alla somma complessiva dei prezzi di acquisto individuali dei crediti, come di seguito specificati: BCC Fornacette: Euro 137.287.974,93, BCC Castagneto: Euro 125.609.898,81, BP Lajatico: Euro 112.975.170,09.

L’acquisto del portafoglio è stato finanziato dalla Società mediante l’emissione in data 15 marzo 2013, ai sensi degli articoli 1 e 5 della Legge sulla Cartolarizzazione, delle seguenti classi di titoli: Euro 87.800.000 Classe A1, Euro 80.300.000 Classe A2, Euro 72.300.000 Classe A3 (insieme i “Titoli di Classe A"), Euro 53.225.000.000 Classe B1, Euro 48.729.000 Classe B2, ed Euro 43.750.000 Classe B3 (insieme i "Titoli di Classe B").

I Titoli di Classe A sono stati quotati presso l’Irish Stock Exchange e sono dotati di rating AA da parte delle agenzie di rating Fitch Ratings Ltd e Standard & Poor’s Credit Market Services Italy S.r.l.. I Titoli di Classe B non sono né quotati né dotati di rating.

Tutte le classi di titoli producono interessi ad un tasso di interesse variabile parametrato all’Euribor a 3 o a 6 mesi maggiorato di uno spread pari allo 0,50 % sulla Classe A e allo 0,60% sulla Classe B; gli interessi ed i proventi sui Titoli sono corrisposti trimestralmente, alle date di pagamento indicate nei documenti dell’operazione di cartolarizzazione (5 febbraio, 5 maggio, 5 agosto e 5 novembre di ciascun anno).

I titoli sono stati sottoscritti alla data di emissione da BCC Fornacette (A1 e B1), BCC Castagneto (A2 e B2) e BP Lajatico (A3 e B3). I Titoli di Classe A hanno caratteristiche tali da poter essere utilizzati per operazioni di finanziamento con la Banca Centrale Europea.

Andamento dell’operazione

L’operazione, perfezionatasi nel mese di febbraio 2013, si sta svolgendo regolarmente. In particolare, i flussi di cassa relativi al portafoglio cartolarizzato realizzati nel corso del 2015, sono così suddivisi: in linea capitale per Euro 56.466.157, in linea interessi per Euro 5.104.041 e penali per Euro 16.536.

Indicazione dei soggetti coinvolti:

Emittente/Acquirente dei crediti Pontormo SME Srl, una società a responsabilità limitata costituita ai sensi dell'articolo 3 della Legge 130/99, codice fiscale, partita IVA e Registro Imprese n. 06272010486, capitale sociale interamente versato pari ad Euro 10.000, iscritta nell’Elenco delle società veicolo di cartolarizzazione detenuto dalla Banca d'Italia ai sensi del Provvedimento del 29 aprile 2011 con n. 35059.5, la cui sede legale si trova a Empoli (FI), via Cherubini 99.

Cedenti/Servicers/Back-up Servicers Banca di Credito Cooperativo di Fornacette Scpa, una banca costituita in Italia come Società Cooperativa per azioni, iscritta nel registro delle banche tenuto dalla Banca d'Italia ai sensi dell'articolo 13 del Testo Unico Bancario al n. 00179660501, con sede è in Via Tosco Romagnola 101 / a, Fornacette (PI) ("BCC Fornacette"). Banca Popolare di Lajatico Scpa, una banca costituita in Italia come Società Cooperativa per azioni, iscritta nel registro delle banche tenuto dalla Banca d'Italia ai sensi dell'articolo 13 del Testo Unico Bancario al n. 00139860506, con sede a Via G. Guelfi 2, Lajatico (PI) ("BP Lajatico"). Banca di Credito Cooperativo di Castagneto Carducci Scpa, una banca costituita in Italia come Società Cooperativa per azioni, iscritta nel registro delle banche tenuto dalla Banca d'Italia ai sensi dell'articolo 13 del Testo Unico Bancario al n. 00149160491, con sede in Via Vittorio Emanuele 44, Castagneto Carducci (LI) ("BCC Castagneto").

Agent Bank/Transaction Bank/ Principal Paying Agent The Bank of New York Mellon (Luxembourg) SA, Italian branch, una società costituita ai sensi delle leggi del Granducato di Lussemburgo, operante attraverso la sua filiale italiana, con sede legale in Via Carducci, 31, 20123, Milano, Italia, ("BNYM, Italian branch").

Operating Bank Invest Banca SpA, una banca costituita in Italia come società per azioni, con capitale sociale interamente versato pari ad Euro 15,300,000.00, iscritta al Registro delle Imprese di Firenze, Italia, al n. 02586460582, iscritta nel registro delle banche tenuto dalla Banca d'Italia ai sensi dell'articolo 13 del Testo Unico Bancario al n. 5341, con sede in Via L. Cherubini, 99, Empoli (FI), Italia ("Invest Banca").

English Transaction Bank/Cash Manager The Bank of New York Mellon, a New York Banking Corporation operante attraverso la sua filiale di Londra, la cui principale sede di attività è a One Canada Square, Londra E14 5AL, Regno Unito ("BNYM, London").

Representative of the Noteholders/Security Trustee/Computation Agent/ Stichting Corporate Services Provider KPMG Fides Servizi di Amministrazione SpA, una società per azioni costituita in Italia, iscritta al Registro delle Imprese di Milano, Italia, al n. 00731410155, con sede legale in Via Vittor Pisani 27, Milano (MI), Italia, operante attraverso la sua sede a Roma, in Via Eleonora Duse, 53 ("KPMG").

Corporate Services Provider Cabel Holding SpA, una società per azioni costituita in Italia, iscritta al Registro delle Imprese di Firenze, Italia, al n. 04492970480, con sede in Via L. Cherubini, 99, Empoli (FI), Italia ("Cabel Holding").

Quotaholders (i) Stichting Wavaburg, una fondazione di diritto olandese con sede a Claude Debussylaan 24, 1082 MD, Amsterdam (Paesi Bassi), iscritta al Registro delle Imprese di Amsterdam al numero 55248624, e (ii) Cabel Holding.

Irish Paying Agent/Irish Listing Agent The Bank of New York Mellon (Ireland) Limited, società di diritto irlandese, con sede al 4 ° piano, Edificio Hannover, Windmill Lane, Dublin 2, Irlanda ("BNYM, Ireland").

Process Agent Law Debenture Corporate Services Limited, con sede a Londra Fifth Floor 100 Wood Street, registrata in Inghilterra al n.3388362 (“LDCS”).

Rating Agencies Fitch Ratings Ltd (“Fitch”) e Standard & Poor’s Credit Market Services Italy S.r.l. (“S&P”).

Arranger Banca Akros SpA, una banca costituita in Italia come società per azioni, con sede legale in Viale Eginardo 29, 20149 Milano, Italia, con capitale sociale interamente versato pari ad Euro 39.433.803, iscritta al Registro delle Imprese di Milano con il numero 03064920154 e al registro delle banche tenuto dalla Banca d'Italia con il numero 5328, partecipante al gruppo bancario "Bipiemme - Banca Popolare di Milano", soggetta all'attività di direzione e coordinamento ("attività di direzione e coordinamento"), della Banca Popolare di Milano Scarl, autorizzata a svolgere attività in Italia ai sensi del Testo Unico Bancario ("Banca Akros").

Legal Advisers Orrick, Herrington & Sutcliffe, operanti dalle sedi di Piazza della Croce Rossa 2b 00161 Roma per i contratti di diritto italiano e di 107 Cheapside London, EC2V 6DN DX: 557 Londra/City per i contratti di diritto inglese (“Orrick”).

Caratteristiche delle emissioni

I titoli emessi da Pontormo SME S.r.l. in data 15 marzo 2013 sono a tasso variabile ed hanno le seguenti caratteristiche:

Class A1 Valuta: Euro Importo: 87.800.000 Tasso: Euribor 3M + spread 0,50% Cedola: trimestrale Durata legale: Novembre 2079 Rimborso: ammortamento legato ai recuperi sui crediti sottostanti Rating: “AA” da parte di Fitch e S&P Quotazione: Irish Stock Exchange ISIN: IT0004900061 Legge applicabile: legge italiana. Sottoscrittore: BCC Fornacette

Class A2 Valuta: Euro Importo: 80.300.000 Tasso: Euribor 6M + spread 0,50% Cedola: trimestrale Durata legale: Novembre 2079 Rimborso: ammortamento legato ai recuperi sui crediti sottostanti Rating: “AA” da parte di Fitch e S&P Quotazione: Irish Stock Exchange ISIN: IT0004900079 Legge applicabile: legge italiana. Sottoscrittore: BCC Castagneto

Class A3 Valuta: Euro Importo: 72.300.000 Tasso: Euribor 6M + spread 0,50% Cedola: trimestrale Durata legale: Novembre 2079 Rimborso: ammortamento legato ai recuperi sui crediti sottostanti Rating: “AA” da parte di Fitch e S&P Quotazione: Irish Stock Exchange ISIN: IT0004900087 Legge applicabile: legge italiana. Sottoscrittore: BP Lajatico

Class B1 Valuta: Euro Importo: 53.225.000 Tasso: Euribor 3M + spread 0,60% Cedola: trimestrale Durata legale: Novembre 2079 Rimborso: ammortamento legato ai recuperi sui crediti sottostanti Rating: Unrated Quotazione: Non quotati in un mercato regolamentato ISIN: IT0004900095 Legge applicabile: legge italiana. Sottoscrittore: BCC Fornacette

Class B2 Valuta: Euro Importo: 48.729.000 Tasso: Euribor 6M + spread 0,60% Cedola: trimestrale Durata legale: Novembre 2079 Rimborso: ammortamento legato ai recuperi sui crediti sottostanti Rating: Unrated Quotazione: Non quotati in un mercato regolamentato ISIN: IT0004900103 Legge applicabile: legge italiana. Sottoscrittore: BCC Castagneto

Class B3 Valuta: Euro Importo: 43.750.000 Tasso: Euribor 6M + spread 0,60% Cedola: trimestrale Durata legale: Novembre 2079 Rimborso: ammortamento legato ai recuperi sui crediti sottostanti Rating: Unrated Quotazione: Non quotati in un mercato regolamentato ISIN: IT0004900111 Legge applicabile: legge italiana. Sottoscrittore: BP Lajatico

I titoli sono tutti gestiti in regime di dematerializzazione presso Monte Titoli S.p.A

 

INFORMAZIONI DI NATURA QUANTITATIVA

Di seguito si riporta una selezione di alcune delle principali informazioni di natura quantitativa riguardanti l’operazione in esame. I valori, salvo dove diversamente specificato sono in unità di Euro e riferiti al 31 Dicembre 2015.

Attività cartolarizzate

I crediti cartolarizzati a fine 2015 sono pari al prezzo di acquisto degli stessi al netto degli incassi effettuati dalla data di cessione al 31 dicembre 2015, delle somme da ricevere per incassi di competenza dell’esercizio, ma non ancora trasferiti dai Servicer ed incrementato degli interessi maturati e scaduti al 31 dicembre 2015.

 I crediti cartolarizzati a fine 2015

Alla data del 31/12/2015 non si registrano posizioni a “sofferenza”, mentre le inadempienze probabili ammontano a 1.142.005 pari allo 0,70% del totale.
La tabella seguente offre lo spaccato della performance dei mutui sia riguardo al portafoglio complessivo che a quello di Banca di Pisa.

Spaccato della performance dei mutui sia riguardo al portafoglio complessivo che a quello di Banca di Pisa.

Le caratteristiche degli asset ceduti da Banca di Pisa al 31/12/2015 risultano essere:

Le caratteristiche degli asset ceduti da Banca di Pisa al 31/12/2015

I mutui ceduti nel bilancio della Banca sono postati alla voce 70 dell’attivo e risultano svalutati con le stesse percentuali utilizzate per gli altri crediti verso la clientela.

Di seguito si forniscono i dati di flusso relativi ai crediti circa le diminuzioni e gli aumenti intervenuti durante l’Esercizio 2015.

I dati di flusso relativi ai crediti circa le diminuzioni e gli aumenti intervenuti durante l’Esercizio 2015.

La tabella successiva indica gli attivi cartolarizzati in essere alla data del 31 dicembre 2015, classificati in funzione della loro vita residua.

Gli attivi cartolarizzati in essere alla data del 31 dicembre 2015, classificati in funzione della loro vita residua

Si evidenzia infine, mediante suddivisione per categorie, il grado di frazionamento del portafoglio alla data del 31 dicembre 2015.

Il grado di frazionamento del portafoglio alla data del 31 dicembre 2015

Il 2% del totale del portafoglio, ammonta ad Euro 3.246.140.
Non vi sono posizioni di importo superiore al 2% del totale del portafoglio.

Impiego delle disponibilità

Gli impieghi delle disponibilità sono composti dalle voci dettagliate nella seguente tabella:

Gli impieghi delle disponibilità sono composti dalle voci dettagliate nella seguente tabella

 I flussi di cassa generati nell’esercizio sono riassunti nel seguente prospetto:

I flussi di cassa generati nell’esercizio sono riassunti nel seguente prospetto

Interessi su titoli emessi (competenza economica)

Interessi su titoli emessi (competenza economica)

Commissioni e provvigioni a carico dell’operazione

Le commissioni e provvigioni a carico dell’operazione sono composte dalle voci dettagliate nella seguente tabella:

Le commissioni e provvigioni a carico dell’operazione sono composte dalle voci dettagliate nella seguente tabella

La voce “Altre” si riferisce prevalentemente ai compensi partecipazione Monte Titoli per Euro 1.830.

Il riaddebito all’operazione dei costi per la gestione societaria è stato di Euro 46.261.

Attività di Servicing di Banca di Pisa

Le commissioni attive percepite nel 2015 per l’attività di “servicing” ammontano a Euro 101.476 e sono allocate nella voce 40 del conto economico.

Gli incassi che la Banca, nel corso dell’esercizio 2015, ha raccolto per il veicolo e ad esso trasferito sono dettagliati in tabella:

Gli incassi che la Banca, nel corso dell’esercizio 2015, ha raccolto per il veicolo e ad esso trasferito sono dettagliati in tabella

Interessi generati dalle attività cartolarizzate

Il portafoglio totale dei mutui cartolarizzati ha maturato, con competenza 31 dicembre 2015, i seguenti importi di interessi:

Il portafoglio totale dei mutui cartolarizzati ha maturato, con competenza 31 dicembre 2015, i seguenti importi di interessi

Segue il prospetto riepilogativo della banca che redige il bilancio:

il prospetto riepilogativo della banca che redige il bilancio

Informazione di natura quantitativa

1. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie. Valuta di denominazione: Euro.

Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie. Valuta di denominazione: Euro

2. Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie. Valuta di denominazione: altre valute.

Distribuzione temporale per durata residua contrattuale delle attività e passività finanziarie. Valuta di denominazione: altre valute

 

SEZIONE 4 - RISCHI OPERATIVI

Informazioni di natura qualitativa

A. Aspetti generali, processi di gestione e metodi di misurazione del rischio operativo.

Il rischio operativo definito come il rischio di perdite derivanti da errori o da inadeguatezze dei processi interni, delle risorse umane e dei sistemi, oppure derivante da eventi esterni può esporre la Banca al rischio di frode e infedeltà dei dipendenti ed al rischio legale che possono generare una perdita di fiducia del cliente, dei fornitori o delle controparti di mercato.
Il sistema dei controlli interni, di cui la Banca si è dotata, è posto a presidio di tali rischi ed è impostato in base ai principi che consentono una sana e prudente gestione; in tale contesto, ovvero, per garantire la gestione dei rischi, la Banca ha regolamentato ogni fase di ciascun processo prevedendo adeguati livelli di controllo e, nell’ambito della struttura organizzativa, specifiche unità deputate al presidio dei medesimi. Inoltre per supportare con continuità il processo di governo del rischio operativo la Banca ha da tempo avviato un programma strutturato di formazione per il personale dipendente.
La Banca, pienamente consapevole che al verificarsi di eventi di perdita, oltre agli sfavorevoli impatti di natura economica, potrebbero derivare danni considerevoli alla propria immagine e alla propria reputazione, adotta un sistema di gestione, in via di continuo affinamento, idoneo a contenerne gli effetti. Nel corso del normale svolgimento della propria attività la Banca è parte di procedimenti giudiziari civili e fiscali ed è altresì parte in procedimenti penali a carico di terzi: in questo ambito la Banca monitora costantemente le cause in essere e d’intesa con i legali esterni valuta eventuali criticità in ottica di rischio reputazionale e patrimoniale, costituendo, ove ritenuto opportuno, un adeguato fondo rischi destinato a coprire le passività che potrebbero derivare da sentenze sfavorevoli.
La Vigilanza riconosce che l’approccio specifico adottato dalla singola banca per la gestione del rischio operativo può dipendere da una serie di fattori, tra cui la dimensione, l’articolazione organizzativa nonché la natura e complessità delle sue operazioni. In tale contesto si sta diffondendo una maggiore cultura interna del rischio operativo e dei controlli, che unita all’implementazione di un sistema di reporting interno e alla disponibilità di piani di emergenza, costituiscono elementi essenziali di un efficace ed efficiente sistema di gestione del rischio operativo. La Banca dispone di una policy di gestione del rischio operativo nella quale è previsto un processo di raccolta dei dati di perdita operativa e di autovalutazione del rischio operativo sui processi aziendali. Obiettivo del progetto di gestione dei rischi operativi è quello di dare rilevanza sia alla misurazione delle perdite operative effettive, in modo da comprenderne le cause e prevenirne ulteriori probabili effetti che possono derivare dall’operatività, che agli interventi sulle fonti potenziali di rischio e sul sistema dei controlli interni. La stessa Policy prevede una reportistica periodica all’Alta Direzione ed al Consiglio di Amministrazione curata dal Risk Manager.
A rafforzamento dell’efficacia dei presidi individuati la Banca, in ottemperanza alle disposizioni della Banca d’Italia, si è dotata di un piano di continuità operativa, ovvero di un insieme di iniziative e contromisure predisposte per contenere le interruzioni dell’operatività e del servizio entro limiti accettabili. Dello stesso piano fa parte anche il piano di “Disaster Recovery” predisposto per fronteggiare eventi che comportino l’indisponibilità dei sistemi informativi aziendali.
La Banca, in considerazione che esiste una componente di rischio operativo di fatto ineliminabile, ha attivato una polizza assicurativa con una primaria società di assicurazione che, tra gli altri, copre i rischi di infedeltà, computer crime e falsificazione documenti.

Informazioni di natura quantitativa

Ai fini della determinazione del requisito in materia di fondi propri per il rischio operativo la Banca adotta il metodo Base.
Il metodo Base prevede che il suddetto requisito sia calcolato applicando il coefficiente regolamentare pari al 15% della media triennale dell’indicatore rilevante, sulla base delle tre ultime osservazioni su base annuale effettuate a fine esercizio.
Inoltre per l’esercizio 2015 non si rilevano fenomeni significativi quali frodi, rapine, danni ai beni materiali, errori operativi, ma prudenzialmente, valutate le relazioni dei legali esterni in merito a procedimenti giudiziari in corso di definizione, è stato previsto un ulteriore accantonamento di euro 60 mila per rischi eventuali.

Informativa al pubblico

Le informazioni riguardanti l’adeguatezza patrimoniale, l’esposizione ai rischi e le caratteristiche dei sistemi preposti all’identificazione, alla misurazione e alla gestione di tali rischi previste dalle nuove disposizioni di vigilanza prudenziale per le banche sono pubblicate sul sito internet della Banca all’indirizzo www.bancadipisa.it., sezione denominata “Informativa al Pubblico”.