Relazioni

3 - Il mercato finanziario e i tassi

3 – MERCATI FINANZIARI E TASSI

Nonostante tutto, il clima di fiducia che nel 2014 ha caratterizzato i principali mercati azionari internazionali conferma la rinnovata propensione al rischio degli investitori. Hanno contribuito l’abbondante liquidità riveniente da politiche monetarie espansive ed il consolidamento della crescita economica statunitense, che hanno prevalso su elementi di potenziale destabilizzazione, quali le tensioni geopolitiche, la rapida riduzione del prezzo del petrolio e i segnali di rallentamento dell’economia cinese.
Al massimo storico degli indici borsistici USA, espressione anche della ripresa degli utili aziendali e del mercato del lavoro, l’Europa ha risposto con significativi progressi nella prima parte dell’anno, poi rientrati nei mesi successivi.
Andamento segnato dalle perduranti difficoltà economiche e dal rischio di deflazione, oltre che, quale tematica di fondo, dal processo di rafforzamento patrimoniale di componenti significative del sistema bancario – in relazione all’esercizio di Comprehensive Assessment condotto dalle Autorità bancarie europee – nella prospettiva del passaggio dei principali istituti di credito sotto la vigilanza della BCE, avvenuto il 4 novembre 2014.
Riassumono tale contesto le performance 2014 dei seguenti listini azionari: Dow Jones Eurostoxx 50, +1,20%; MSCI World, +2,93%; Standard & Poor’s 500, +11,39%, con il superamento della soglia dei 2.000 punti; Nikkei, +7,12%; FTSE Italia All Share, -0,33%, dopo avere segnato, a metà anno, un progresso vicino al 20%.
Particolare vivacità ha contraddistinto i mercati obbligazionari, soprattutto europei, con i tassi di interesse dei titoli governativi ai minimi storici sia negli Stati maggiormente solidi, che in alcuni periferici, tra i quali l’Italia.
L’elevata liquidità ha infatti trovato impiego non solo nel reddito fisso di qualità, ma anche in quello più remunerativo, per la crescente ricerca di valore da parte degli investitori. Contesto sostenuto dalla politica accomodante della BCE, con la riduzione del tasso di riferimento al minimo storico dello 0,05%, l’attuazione del piano di acquisto di ABS (Asset Backed Securities) e covered bond, due operazioni di finanziamento del sistema bancario TLTRO (Targeted - Longer Term Refinancing Operations), finalizzate al sostegno dell’economia reale.
In Italia i BTP hanno segnato rendimenti in progressivo ribasso, fino all’1,88% di fine anno per la durata decennale, con una riduzione di 222 punti base rispetto al 4,10% di fine 2013. Lo spread BTP-BUND decennali, che misura il rischio Paese Italia, si è contratto, al 30 dicembre 2014, a 134 punti base, meno 83 rispetto ai 217 del 30 dicembre precedente. Tale dinamica non ha subito sostanziali effetti negativi dal declassamento del rating sovrano dell’Italia a BBB- (da BBB), con outlook stabile, da parte di Standard & Poor’s.