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RELAZIONE DI GESTIONE AL BILANCIO CHIUSO AL 31.12.2014

 

PREMESSA


Signori Soci, 
l’anno appena trascorso è stato contraddistinto da luci ed ombre, poiché, a fronte di alcuni segnali di miglioramento del contesto economico e finanziario generale, non ha trovato risposta la domanda che tutti gli operatori si pongono ovvero quando finirà veramente la crisi.
La risposta ancora non c’è, quanto meno per i Paesi dell’area Euro; le speranze di ripresa del ciclo economico sono infatti andate deluse mano a mano che sono stati resi pubblici i dati dell’andamento congiunturale. Mentre altre aree economiche, Stati Uniti in testa, hanno saputo mettere in campo misure efficaci per il riavvio del ciclo, l’Europa è rimasta prigioniera di una visione rigorista che, nei fatti, si è rivelata penalizzante anche per le economie più solide. 
In tale contesto, poco ha potuto la Banca Centrale Europea. Nonostante tassi sempre più vicini allo zero e la decisa iniezione di liquidità, lo scenario è stato quello del binomio recessione e deflazione, come dire il male unito al peggio.
L’Italia, appesantita dal fardello di un debito pubblico che non pare nell’immediato destinato a ridursi, ha approntato alcune misure per uscire da una stagnazione via via trasformatasi in recessione. Saranno i prossimi mesi a dire se quanto fatto e quanto in programma potranno dare sollievo a problemi quali la disoccupazione, il sostanziale impoverimento di fasce sempre più ampie della popolazione, il processo di deindustrializzazione in atto e il livello oramai molto elevato della tassazione.
Inevitabilmente, il sistema bancario nazionale ha patito gli effetti della congiuntura generale: contrazione degli impieghi e crescita delle sofferenze danno la misura di un anno molto difficile.
In tale contesto, la Banca di Pisa e Fornacette ha tuttavia conseguito risultati di sicura soddisfazione, in specie se paragonati a quelli dei suoi più diretti “competitors” ed ha continuato a svolgere a pieno il proprio ruolo, grazie anche alla fiducia e all’apprezzamento della clientela, che ha continuato ad affidare ad essa i propri risparmi, come testimoniano i dati della raccolta, ancora in crescita. Si è così potuto mantenere l‘impegno a favore dell’economia reale, il che ha voluto dire poter garantire credito e servizi alle famiglie e alle piccole e medie imprese del territorio. 
In ogni caso, la qualità dell’erogato, che pure ha dovuto fare i conti con una congiuntura generale ancora pesante, è stata mantenuta su livelli adeguati con una attenta, quanto opportuna selezione delle concessioni di affidamento. In tale ambito, gli accantonamenti legati agli impieghi conseguono all’attuazione di policy aziendali prudenziali e, se da un lato incidono significativamente sulla redditività, dall’altro elevano il grado di copertura dei crediti deteriorati e la qualità dell’attivo di bilancio.