Relazioni

4 - La Banca

4 - LA BANCA

4.1 - RETE DISTRIBUTIVA

La Banca di Pisa e Fornacette ha adottato un approccio multicanale al proprio mercato, in considerazione dell’evoluzione dello stesso, della presenza di varie tipologie di clientela e della disponibilità di nuove tecnologie, nonché del diverso grado di flessibilità ed economicità dei vari canali.
Nell’ambito delle nuove tecnologie, l’operatività via web ha dato ottimi risultati in termini di volumi nel corso del passato esercizio, tuttavia essa, pur nella sua rilevanza anche prospettica, va considerata complementare e non sostitutiva dell’attività tradizionale svolta attraverso le filiali, secondo una concezione, come detto, di multicanalità.
La rete di sportelli della Banca è infatti il tradizionale punto di incontro con la clientela; essi costituiscono il luogo deputato alla personalizzazione di ogni rapporto. Infatti, anche nell’era della telematica e dell’operatività a distanza, è proprio nelle filiali che si realizza al meglio, grazie al rapporto fiduciario personale, l’interazione fra banca e cliente.
La relazione con la clientela ha infatti per la Banca di Pisa e Fornacette una valenza strategica primaria e ciò le ha sin qui assicurato un apprezzabile vantaggio competitivo nei confronti di altri operatori, consentendole, per questa via, una generazione di valore nel medio-lungo periodo. L’attenzione e la cura verso ciascun cliente costituiscono elemento identitario peculiare dell’Istituto e trovano coerente concretizzazione in filiale nei comportamenti del personale dedito alla relazione ed al servizio.
A fine esercizio la rete territoriale era costituita da 23 sportelli (ivi compresi quelli abilitati al solo servizio di tesoreria di Enti), con un incremento di una unità rispetto all’esercizio precedente, dovuto ad un ulteriore sportello dedicato al servizio di tesoreria del Comune di Cascina.
La congiuntura economica ha suggerito di non procedere a nuove aperture di sportelli bancari, rimandando ad un prossimo futuro la ripresa del piano di espansione, così come confermato anche dall’ultimo Piano Strategico. Del resto, è indubbio che il consolidamento del legame con il territorio passa soprattutto attraverso la valorizzazione e la razionalizzazione della rete delle filiali, piuttosto che attraverso la semplice espansione territoriale. In ogni caso, le filiali resteranno negli anni a venire il fulcro del nostro modo di fare banca sul territorio, nella convinzione che per una banca quale la nostra il diretto contatto con la clientela è e sarà il punto nodale su cui fondare, sviluppare e rafforzare  il rapporto con i clienti.
Tramite i propri sportelli la Banca ha sempre operato per valorizzare al meglio i rapporti con le famiglie, con gli imprenditori e con i vari operatori economici ed istituzionali, mirando, da un lato, ad acquisire la fiducia dei depositanti, dall’altro, a svolgere un’attenta e professionale attività di erogazione del credito.
Sul fronte della raccolta, continuiamo a presentarci quale istituto solido ed affidabile, interessato a lavorare in un’ottica di medio lungo termine e in grado di soddisfare, grazie anche alle sinergie con le strutture specializzate del gruppo Cabel, le esigenze di ogni tipologia di clientela. Sull’altro fronte, nell’attività di erogazione del credito ci contraddistingue la precisa volontà di sostenere le economie locali, sempre però nell’ambito di una sana e prudente gestione, tesa ad assicurare stabilità degli aggregati ed in particolare adeguata provvista di liquidità.
Una terza modalità di contatto e di gestione della clientela è quella svolta tramite accordi e collaborazioni con qualificati e selezionati mediatori creditizi, che hanno consentito di allacciare rapporti su alcune zone contigue a quelle di attuale operatività della Banca e di ampliare le possibilità di impiego delle risorse raccolte, diversificando ulteriormente (per zona e per settori) il rischio di credito. Al tempo stesso, tale approccio ha consentito, con oneri tutti sommato contenuti, di verificare l’appetibilità di queste nuove zone (una su tutte, la “Lucchesia”) e quindi l’interesse per eventuali futuri insediamenti.

 

4.2 - RISORSE UMANE

Da sempre, il personale rappresenta per la Banca un fondamentale fattore distintivo nel rapporto con la clientela, garantendo un importante vantaggio competitivo e permettendo di sostenere nel corso degli anni un equilibrato processo di crescita, attraverso il tempestivo recepimento delle mutevoli esigenze del mercato, nel rispetto di un quadro normativo complesso e in costante evoluzione. Spetta infatti ai nostri collaboratori alimentare la fiducia dei terzi nella Banca, con prestazioni basate su qualità e servizio, per consentire ad essa di allargare la propria base sociale, ampliare la clientela e consolidare i rapporti già in essere.
Avendo come obbiettivo relazioni di lungo periodo con la clientela, improntate a trasparenza e correttezza, svolgiamo da sempre un’attenta attività sul personale, attraverso una rigorosa selezione dei neoassunti, idonei programmi formativi ed infine un’efficiente gestione degli organici delle singole unità che compongono le strutture centrali e periferiche della Banca. Tutto ciò con lo scopo di coinvolgere tutto il personale in termini di cultura aziendale, spirito di appartenenza e convinta partecipazione al raggiungimento degli obbiettivi.
Grande attenzione è stata dedicata alla definizione di idonei percorsi professionali, sia attraverso diversificate esperienze presso la rete (in cui sono acquisite le principali competenze tramite l’affiancamento a colleghi più esperti ed una mirata rotazione delle mansioni), sia con un’intensa attività formativa mediante partecipazione a corsi d’aula e multimediali. Al riguardo, preme sottolineare che è stata riservata particolare cura ai corsi attinenti ad ambiti normativi (quali la trasparenza dei servizi bancari e la disciplina di cui al Decreto legislativo 231/2007 in materia di antiriciclaggio e antiterrorismo), come pure ad aspetti inerenti l’attività di erogazione e gestione del credito.
Il numero medio di dipendenti è stato nel 2013 di 182 unità, con un incremento di 9 unità rispetto al passato esercizio.
Nel 2013 sono state erogate complessivamente 6.900 ore di formazione al personale dipendente delle quali circa 2.418 riservate agli apprendisti.
Le sinergie con il Gruppo CABEL hanno come sempre costituito un significativo punto di riferimento anche per la pianificazione dell’attività di formazione, che ha riguardato i principali settori operativi.

4.3 - BASE SOCIALE E “MISSION” AZIENDALE

Il rapporto con il tessuto socio-economico di riferimento rappresenta un valore fondamentale ed imprescindibile per la Banca di Pisa e Fornacette ed il suo legame con il proprio corpo sociale si è mantenuto saldo anche nel 2013, sebbene in un contesto di generale incertezza economica e finanziaria; il totale dei  Soci ha potuto così sfiorare le 8 mila unità.
La Banca, pur ispirando la propria gestione a rigorose logiche imprenditoriali, non ha infatti mai distolto l’attenzione dalla sua missione istituzionale, nel rispetto della sua natura di società cooperativa a mutualità prevalente. Quella della Banca di Pisa e Fornacette è una precisa e convinta scelta di campo (oltre che propria cifra distintiva), in un’ottica di responsabilità sociale nel sostegno dell’economia del territorio, al cui sviluppo concorre a fianco delle imprese, delle famiglie e dei soggetti pubblici che ne sono espressione.
In tema di “mission” aziendale, rappresentano per noi fondamentali punti di riferimento gli articoli 15 e 17 del nostro Statuto secondo i quali, “la Società assume, nell'ambito della zona di competenza territoriale, attività di rischio prevalentemente nei confronti dei propri soci” ed ha lo scopo di perseguire “il miglioramento delle condizioni morali, culturali ed economiche dei soci stessi” e di promuovere “lo sviluppo della cooperazione e l'educazione al risparmio e alla previdenza”.
Ebbene, anche per il 2013 il nostro impegno è stato quello di soddisfare la domanda di prodotti e servizi bancari (in primis naturalmente le necessità di credito) della nostra clientela e in specie dei soci. È questa la vocazione che caratterizza la nostra Banca e come sempre vi si è provveduto, ponendo attenzione non solo alle esigenze dei singoli soggetti, ma pure a quelle più generali delle comunità e delle realtà di cui essi sono espressione.
La nostra è un’attività di sostegno ed indirizzo che, specie per quanto attiene alla concessione del credito, implica senso di responsabilità, prudenza e misura nella selezione delle iniziative economiche meritevoli. L’entità dei crediti a clientela, pari a 1.078 milioni (+6,9%), offre la dimensione del nostro impegno, che la crisi economica generale non ha certo fatto venir meno, ma ha sicuramente reso più gravoso e delicato.
Sul versante della raccolta, l’attività della Banca è stata improntata alla primaria finalità di tutela del risparmio, esigenza che sicuramente è stata acuita dalla crisi economica e finanziaria da tempo in atto; crisi che, se da un lato ha reso più difficile la formazione del risparmio, dall’altro ha ampliato i rischi legati alla sua allocazione. Venute meno molte delle certezze che nei decenni scorsi avevano assistito i risparmiatori nelle proprie scelte, il nostro sforzo è stato quello di fornire alla clientela tutta l’assistenza necessaria, senza trascurare quelle fasce che privilegiano gli strumenti più semplici. L’offerta commerciale (ampliata ed affinata, così da dare adeguata risposta a ogni esigenza, anche la più evoluta) è stata caratterizzata da trasparenza e rispetto della propensione individuale al rischio ed ha ricompreso prodotti relativi alla previdenza integrativa, ormai indispensabili per garantire in futuro adeguati trattamenti pensionistici. Il dato relativo alla raccolta diretta da clientela, salita a 1.290 milioni (+17,4%) è lì a testimoniare la positiva risposta della clientela, frutto della fiducia di cui godiamo e di cui sentiamo la responsabilità.
Nell’ambito dei servizi, da rimarcare la professionale attenzione riservata agli enti ed alle istituzioni che necessitano di assistenza bancaria. La nostra offerta (erogata tramite sportelli dedicati, filiali tradizionali e strumenti telematici evoluti) si rivolge sia agli enti territoriali e sia alle numerose altre istituzioni, talvolta di dimensione nazionale (ad esempio l’Università di Pisa), con le quali da tempo collaboriamo.
La volontà di contribuire allo sviluppo economico e sociale del territorio si manifesta pure nel sostegno finanziario ad una vasta gamma di iniziative. Tali interventi sono frutto di una visione solidaristica del mercato, nella quale al profitto si affiancano altri obiettivi, espressione di un’assunzione di responsabilità duratura nei confronti del contesto di appartenenza per la valorizzazione della sua identità. Al riguardo, la Banca ha svolto un importante e riconosciuto ruolo in campo sociale a favore dello sviluppo della realtà locale in cui opera, ponendosi continuamente al centro di iniziative nell’ambito sociale, della solidarietà e per la valorizzazione del patrimonio artistico, culturale ed ambientale.  
Si dà infine atto che è stato regolarmente assolto l’obbligo di contribuzione ai fondi mutualistici per la promozione e lo sviluppo della cooperazione.
L’evoluzione della compagine sociale è rappresentata nella tabella che segue:

  2013 2012 VARIAZ %
CAPITALE SOCIALE (€/000) 48.493 44.861 +8,1
SOCI (NUMERO) 7.987 7.833 +1,9

 

4.4 - ANDAMENTO DELLA GESTIONE

Nei prospetti che seguono viene presentata ed analizzata l’evoluzione dei principali aggregati dell’esercizio 2013, raffrontati con i dati dell’esercizio precedente.

4.4.1 - LA RACCOLTA

E’ indubbio che l’attuale fase di prolungata crisi abbia seriamente ostacolato la propensione al risparmio nel nostro Paese. Il potere d’acquisto delle famiglie ha subito un’erosione costante e significativa, con un impatto inevitabile pure sulla propensione al risparmio. Si è così contratta la capacità degli italiani di accantonare risorse per fronteggiare i rischi sui fronti del lavoro, della salute e dei redditi futuri. Le cose avrebbero potuto andare anche peggio, senonché proprio i timori per il futuro hanno indotto molti a rinviare le decisioni di spesa (con ulteriore effetto depressivo sui consumi), pur di accantonare qualche risorsa. Una situazione obiettivamente difficile, nella quale i preponderanti elementi di incertezza hanno creato disorientamento e insicurezza e che ci ha però dato modo di sperimentare la solidità del legame fiduciario con la clientela. Nei momenti di maggiore incertezza è infatti stata percepita e valutata positivamente la nostra natura di banca costantemente al fianco dei risparmiatori, ai quali vengono offerti non solo prodotti e servizi a condizioni competitive, ma soprattutto un rapporto improntato a serietà, professionalità e stabilità nel tempo.
Sono queste le garanzie che la Banca di Pisa e Fornacette ha saputo dare ad una clientela che ha mostrato di apprezzare inoltre la personalizzazione della relazione, la volontà di comprendere le esigenze di ciascuno e dunque la capacità di offrire un’assistenza su misura.
La Banca ha da sempre inteso proporsi alla clientela quale interlocutore solido e affidabile. La credibilità che si è guadagnata nel corso degli anni, la flessibilità dimostrata nel calibrare i servizi sulla base delle disparate esigenze delle controparti e la chiarezza che da sempre contraddistingue la sua offerta commerciale le hanno permesso di far crescere ulteriormente la fiducia della clientela.
E con la fiducia è cresciuta pure la mole del risparmio affidato alla Banca, nonostante il livello dei tassi di interesse si sia dovuto progressivamente adeguare alle dinamiche calanti dettate dai mercati e dai provvedimenti della Banca Centrale Europea. Del resto, i positivi risultati ottenuti dimostrano la validità dell’offerta commerciale, il forte legame con la propria clientela e la capacità di reazione e di adattamento della Banca ai mutevoli scenari.
In dettaglio, la raccolta diretta da clientela ammonta a 1.290 milioni di euro, con un incremento del 17,4% rispetto al passato esercizio. E’ continuata, pur con la dovuta attenzione ai costi, l’attività di raccolta sul web, nell’ambito di quell’approccio alla multicanalità di cui si è fatto cenno, raccogliendo, nel corso dell’esercizio in rassegna, 137 milioni di euro e portando così il totale della raccolta web a fine anno a 327 milioni di euro (erano 189 a fine 2012). Le disponibilità dei soggetti “istituzionali” (Enti Pubblici etc), sono passate da 38,2  milioni a  34,5 milioni, con un decremento  di circa 3,7 milioni.
Le diverse componenti della raccolta da clientela sono rappresentate nella tabella che segue:



A questi dati sono da aggiungere componenti di raccolta, anch’essi rappresentati in bilancio nelle voci 20 (Debiti verso clientela) e 30 (Titoli in circolazione) del passivo, che non sono riconducibili alla attività con la clientela ordinaria. Più in particolare esse sono rappresentate dalla tabella che segue:

Sul fronte della raccolta indiretta, pur in un panorama di incertezza, nel 2013 i principali mercati finanziari hanno replicato, ampliandole, le positive risultanze dell’anno precedente. I fattori internazionali di potenziale destabilizzazione (conflitto siriano; quanto agli USA, contrasti interni sull’innalzamento del debito pubblico e dimensioni del piano di acquisto di titoli pubblici, poi in effetti contenute; rischio di insolvenza di Cipro) hanno inciso solo temporaneamente sui mercati.
Ha altresì contribuito la relativa distensione dello scenario macroeconomico, con buoni segnali di ripresa rivenienti dai Paesi industrializzati, ad eccezione di alcune componenti non marginali dell’area euro, mentre l’atteso rallentamento dei Paesi emergenti si è manifestato in misura contenuta. Infine una politica monetaria particolarmente espansiva attuata dalla BCE, con il tasso di riferimento al minimo storico dello 0,25% verso fine anno, ha sicuramente rappresentato un ulteriore elemento di stabilizzazione in ambito europeo .
Tuttavia, tale miglioramento del quadro generale non ha mutato radicalmente le scelte dei risparmiatori, ancora in parte condizionati dalle recenti notevoli criticità di mercato e dal clima di incertezza che continua a sussistere. Inoltre, ha pesato anche la concorrenza di prodotti alternativi, quali i depositi vincolati.
In tale contesto, gli investitori hanno mostrato una contenuta fiducia, che ha in particolare trovato espressione nell’ambito del risparmio gestito. Le strutture della Banca (di sede e della rete), hanno operato con il tradizionale equilibrio, nell’intento di favorire, da parte della clientela, scelte di investimento consapevoli e coerenti con i rispettivi obiettivi e profili di rischio. Al riguardo, preme evidenziare che è stato ulteriormente affinato il servizio di consulenza di portafoglio ed arricchito il relativo percorso formativo del personale addetto.
La Banca ha completato un percorso di riorganizzazione delle risorse, teso a valorizzare la gestione del comparto, mediante la creazione di un’unità di private banking e l’assegnazione ad essa di alcuni elementi che, oltre a contribuire all’ottimizzazione della gestione della tesoreria aziendale, supportano lo sviluppo commerciale delle filiali in tale comparto (anche attraverso un’attività di formazione ed affiancamento). L’incremento registrato sulla raccolta indiretta conferma la validità della scelta della Banca e l’efficacia dell’azione svolta dall’unità di private banking, che si è dimostrata in grado di soddisfare le aspettative anche di una clientela evoluta ed esigente.
Le variazioni intervenute sono rappresentate dalla tabella che segue:

4.4.2 - GLI IMPIEGHI

L’anno in commento è stato difficile e complesso sul fronte degli impieghi, caratterizzati inevitabilmente da un’elevata rischiosità.
La tanto attesa ripresa è rimasta tale ed anche il taglio dei tassi si è per ora rivelato inefficace per dare impulso all’economia italiana. E senza una reale, apprezzabile e diffusa ripresa del ciclo economico, la dinamica del credito si è ulteriormente appesantita. Vi hanno concorso il comprensibile restringimento dell’offerta da parte del sistema bancario, ma anche il calo della domanda da parte delle imprese, per la flessione dei cicli produttivi e degli investimenti.
Il fenomeno più rilevante è comunque stato rappresentato dall’ulteriore decadimento della qualità del credito. La crisi economica da tempo in atto ne è certamente la ragione determinante; non va però sottaciuta tra le concause la cronica insufficienza di capitale delle imprese italiane, da sempre troppo sbilanciate verso l’indebitamento bancario e prive dunque di quei mezzi propri che avrebbero consentito loro di meglio arginare gli effetti della recessione.
Un contesto dunque assai problematico, nel quale la Banca di Pisa e Fornacette ha accresciuto il controllo sulla qualità dell’erogato, operando con professionalità, sia nella concessione di nuovi finanziamenti, sia nella gestione e nella sorveglianza di quelli già in essere.
Per quel che attiene in particolare ai crediti problematici, prudenza e realismo sono stati alla base della quantificazione delle relative rettifiche, che hanno innalzato il grado di copertura delle sofferenze su livelli elevati nell’ambito del sistema creditizio regionale: un’importante garanzia della qualità del portafoglio crediti della Banca.
Tutto ciò, senza tuttavia rinunciare alla finalità che individua la missione della nostra Banca, che sente come propria, a differenza di istituti di maggiori dimensioni, la responsabilità di favorire lo sviluppo economico dei territori serviti, assicurando la necessaria assistenza finanziaria alle famiglie e alle imprese meritevoli, in modo da non lasciarle sole di fronte alla crisi e dando così concreto contenuto a principi di reale ed estesa mutualità.
Alla dinamica degli impieghi, le diverse forme tecniche hanno contribuito in varia misura (dette voci sono riportate in maniera più articolata nella Nota Integrativa):


 

4.4.3 - FINANZA E ESTERO

Si è già detto del più favorevole contesto dei mercati finanziari mondiali nel 2013, rispetto all’anno precedente. I segnali di miglioramento, seppure graduale e non omogeneo, che via via durante l’anno pervenivano dai principali paesi industrializzati (in primis gli USA) ed un rallentamento dei Paesi Emergenti non così drammatico come poteva apparire nell’immediato non hanno mancato di riflettersi sui mercati finanziari. Ha infine favorito la stabilizzazione in ambito europeo una politica monetaria particolarmente espansiva attuata dalla BCE, con il tasso di riferimento al minimo storico dello 0,25% verso fine anno.
Significativi sono stati gli apprezzamenti dei principali listini azionari: Dow Jones Eurostoxx 50 +17,95%; MSCI World +24,10%; Standard & Poor’s 500 +29,60%; Nikkei +56,72%. Positivo pure il locale FTSE Italia All Share, +16,56%.
Concreti segnali di allentamento del rischio sovrano, soprattutto indotti dagli interventi di finanza pubblica, si sono positivamente riflessi sulle emissioni obbligazionarie dei Paesi periferici europei. Tale tendenza è stata sostenuta anche dall’azione della BCE che, constatato pure il basso livello di inflazione, ha ridotto il tasso di riferimento, come detto, al minimo storico.
Tutto ciò ha consentito, quanto all’Italia, di superare sia le perduranti incertezze politiche e sia la revisione al ribasso del rating. In tale contesto, la curva dei rendimenti delle emissioni italiane ha registrato riduzioni in tutti i tratti, evidenziando i minimi nel segmento monetario. Lo spread tra il BTP decennale e il Bund tedesco di pari durata si è attestato, a fine anno, poco oltre i 200 punti base, rispetto al massimo post elezioni politiche di 350 punti.
Si ritengono rilevanti i seguenti comparti dell’attività finanziaria della Banca: mercato interbancario e liquidità aziendale, da un lato; portafoglio titoli di proprietà, dall’altro.
Quanto al primo, nel 2013 il mercato dei depositi interbancari ha confermato volumi operativi contenuti e graduale contrazione della liquidità in eccesso, ciò per effetto di rimborsi disposti dalle banche relativamente ai finanziamenti LTRO (Long Term Refinancing Operation) a suo tempo concessi dalla BCE. La sensibilità degli intermediari al rischio di controparte si è mantenuta elevata, indirizzando prevalentemente l’operatività sulle brevissime scadenze: giornaliera riguardo al mercato e-MID; settimanale sul mercato collateralizzato New MIC, nel quale gli scambi sono assistiti da garanzie. Sostanzialmente azzerata la remunerazione dei depositi presso la BCE.
A fine anno la Banca aveva in essere un’operazione di finanziamento LTRO con la Banca Centrale Europea per 260 milioni, durata triennale e possibilità di rimborso anticipato.
La posizione interbancaria netta evidenziava a fine anno un saldo positivo di 30 milioni, rispetto ad uno per 39 milioni al 31 dicembre 2012. Grazie ai consistenti flussi di raccolta, in specie quella sul canale web e alle operazioni di autocartolarizzazione, la Banca ha beneficiato di una situazione di liquidità pienamente adeguata alla propria operatività; il monitoraggio, con cadenza giornaliera non ha pertanto evidenziato criticità. Attenzione particolare è sempre stata riservata al mantenimento di un consistente stock di attività finanziarie di elevata qualità stanziabili presso la Banca Centrale Europea.
Per ciò che riguarda invece il secondo aspetto, concernente il portafoglio della Banca, l’impostazione di una politica finanziaria ispirata a criteri di elevata prudenza è certamente la componente di maggior rilievo delle scelte della Banca di Pisa e Fornacette; il portafoglio è stato infatti strutturato con un’ampia diversificazione fra le varie tipologie di investimento, cercando di privilegiare la solidità dei fondamentali e le prospettive di crescita, rispetto ai motivi speculativi.
Preme sottolineare che non sono mai stati presenti in portafoglio titoli deteriorati e/o titoli tossici. Gli impieghi finanziari ammontavano a fine esercizio a 695 milioni. Per il dettaglio delle singole voci, si rimanda all’esauriente Nota Integrativa del Bilancio.
L’attenuazione del rischio sovrano e la ripresa dei mercati finanziari hanno, come detto, influito positivamente sulla valorizzazione del portafoglio, consentendo la contabilizzazione di plusvalenze per circa 1 milione (11,5 milioni nel 2012).
Per quanto concerne infine l’operatività Estero, l’attività di intermediazione svolta dal servizio deputato è stata complessivamente pari a 468 milioni di euro, in aumento dell’11,4%  rispetto all’esercizio precedente. Il buon andamento dei volumi di transazioni (oltre che del numero delle stesse) da e per l’estero dimostra l’efficienza dell’Ufficio e la preferenza accordataci dagli operatori del settore.

 

4.4.4 - LE PARTECIPAZIONI

Una componente a cui si è sempre dedicato particolare attenzione è senz’altro rappresentata dalle partecipazioni in soggetti economici e giuridici attivi sul territorio, con irradiazioni e finalità di significativo valore strategico.
In particolare, il maggiore interesse della Banca si concentra nella partecipazione nel “Gruppo Cabel”, che rappresenta, oltre che il presidio di un’assoluta autonomia economica ed istituzionale, la linfa del modello organizzativo ed operativo della Banca stessa. Grazie all’articolata gamma di servizi di alto valore strategico ed operativo, disponibili presso le società del Gruppo Cabel, la Banca è in grado di incontrare il mercato in modo efficiente e flessibile, valorizzando al meglio le proprie peculiarità di banca locale, vicina al cliente e alle sue molteplici esigenze.
Al di là comunque della valenza strategica, le partecipazioni della Banca esprimono anche un valore patrimoniale di rilievo e le più significative sono le seguenti:
Cabel Holding srl 9,8 milioni di euro;
Cabel Leasing spa 2,2 milioni di euro;
Cabel Industry srl 0,3 milioni di euro;
Merita infine un cenno la partecipazione totalitaria nella Sigest srl (30,6 milioni di euro), società immobiliare unipersonale, che “raccoglie” l’attività immobiliare della Banca.

 

4.4.5 - CONTO ECONOMICO ED UTILE D’ESERCIZIO

Nella relazione di gestione relativa al bilancio 2012 si affermava che il quadro economico non lasciava intravvedere segnali di miglioramento, anzi apparivano fondati i timori di un perdurare della fase recessiva. Purtroppo la congiuntura si è mantenuta negativa e, nonostante i lievi cenni di risveglio manifestatisi sul finire d’anno, l’auspicata ripresa sarà comunque lenta. Nel frattempo, è continuato il processo di deterioramento della qualità del credito e l’unica nota positiva è venuta dai mercati monetari e finanziari che hanno, fra l’altro, beneficiato delle decisioni della BCE in tema di tassi, ai minimi storici.
Le ripercussioni sono state significative per l’intero sistema creditizio e anche la nostra Banca, pur nel raggiungimento di risultati di sicura soddisfazione, ne è rimasta in parte condizionata.
E’ indubbio infatti che l’operatività della Banca non ha potuto prescindere dal difficile contesto generale. Come già lo scorso anno, il conto economico ha dovuto inevitabilmente sopportare il peso di un livello estremamente elevato delle rettifiche su crediti, ma, allo stesso tempo, in esso trova anche riflesso la capacità della Banca di attenuare gli aspetti negativi della congiuntura e di gestire il non favorevole andamento dei tassi di mercato.
L’utile d’esercizio si è infatti attestato a 3,2 milioni, un risultato che deve essere valutato alla luce di accantonamenti prudenziali, effettuati con criteri assolutamente oggettivi, per complessivi 18,5 milioni.
Il margine d’interesse si è attestato a 23,4 milioni, in leggero calo rispetto ai 24,6 del passato esercizio, a causa del non favorevole andamento dei tassi sulla raccolta, che ha pesato sulla voce “Interessi passivi”,
Le commissioni nette sono invece aumentate da 6,8 a 7,1 milioni, in ragione sia dell’incremento di quelle attive, che del calo di quelle passive.
Il risultato dell’attività finanziaria, positivo per 16,3 milioni, a fronte di quello di 8,9 milioni dell’anno precedente, ha goduto della ripresa dei corsi dei titoli del cosiddetto debito sovrano. Ciò ha permesso di evidenziare consistenti plusvalenze e di contabilizzare utili da negoziazione di rilievo.
Il margine d’intermediazione è passato pertanto da 40,4 a 46,9 milioni (+16%).
Come detto in esordio, il perdurare di uno scenario economico recessivo ha comportato pure nell’esercizio in rassegna l’esigenza di effettuare rettifiche in misura ancora elevata, a fronte di un ulteriore peggioramento della qualità del credito, ma anche in ragione dell’adozione di criteri valutativi estremamente prudenziali.
Le rettifiche nette su crediti ammontano così a fine esercizio a poco più di 17 milioni, ai quali va sommata la voce 160 del Conto Economico (“Accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri”), che vale circa 1,4. Il dato decisamente superiore a quello del passato esercizio risente degli effetti ritardati della maggior rischiosità dei prenditori di fondi e, come già cennato, dei criteri molto prudenziali adottati dalla nostra Banca nella valutazione del rischio, tenendo anche conto di quanto emerso in sede di confronto con l’Autorità di vigilanza nel corso della visita ispettiva dello scorso anno, in particolare sulla valutazione delle garanzie e sulla capacità delle controparti di generare flussi di cassa idonei a rispettare i propri impegni.
Nonostante tali considerevoli accantonamenti, il risultato netto della gestione finanziaria si è assestato a 29,8 milioni, da 28 dell’anno scorso.
Pur assicurando alla Banca le risorse umane e materiali necessarie allo sviluppo della stessa, si è cercato di mantenere adeguato presidio sui costi operativi, che hanno tuttavia registrato un incremento, valendo 23,4 milioni a fine esercizio (ex 20). Sull’aggregato hanno pesato 1,4 milioni di accantonamenti netti ai fondi per rischi ed oneri (voce 160 del Conto Economico).
Il risultato dell’operatività corrente, tenuto conto della voce utile su partecipazioni di 400 mila euro, ha pertanto segnato 5,4 milioni.
L’esercizio 2013 si è infine chiuso, come si è accennato in apertura, con un utile netto di 3,2 milioni di euro, che, secondo la ripartizione che si propone, consente di incrementare il patrimonio a 133,8 milioni di euro:


Con questa ripartizione, il valore delle azioni della Banca salirà quindi a 69,50 euro e ai Soci andrà una remunerazione complessiva (rivalutazione e dividendo) dell’1,50% lordo.