Relazioni

3 - Il mercato finanziario e i tassi

3 - IL MERCATO FINANZIARIO ED I TASSI

Il miglioramento delle prospettive di crescita delle economie avanzate ha favorito, da novembre, un rialzo dei rendimenti a lungo termine e dei corsi azionari; tale miglioramento è proseguito anche dopo l’annuncio, a metà dicembre, dell’avvio della fase di riduzione dello stimolo monetario da parte della Federal Reserve. I premi per il rischio nei mercati del debito pubblico e privato si sono ridotti. Negli ultimi mesi del 2013 i tassi di interesse sui titoli pubblici decennali sono aumentati negli Stati Uniti e nel Regno Unito (di 25 e 12 punti base, rispettivamente, tra la fine di settembre e la metà di gennaio), riflettendo il progressivo miglioramento del quadro congiunturale. In Giappone e in Germania i rendimenti sono rimasti invariati.
Le tensioni sul debito sovrano nell’area dell’euro hanno continuato ad attenuarsi. Vi hanno contribuito il rafforzarsi delle prospettive di ripresa dell’economia e le decisioni di politica monetaria della BCE. I premi sui credit default swap (CDS) sovrani e i differenziali di interesse con
la Germania si sono ridotti in misura significativa in tutti i paesi dell’area più direttamente colpiti dalle tensioni, sia sulle scadenze brevi sia su quelle a medio e a lungo termine.
Tale riduzione ha determinato per il complesso dell’area dell’euro un calo medio di 20 punti base dei rendimenti dei titoli decennali.
Nel quarto trimestre del 2013 è proseguito il miglioramento delle condizioni dei mercati finanziari italiani, che ha riguardato sia i titoli di Stato sia i mercati azionari e del debito privato.
Dalla fine di settembre la stabilizzazione del quadro interno e il consolidamento delle prospettive di crescita nell’area dell’euro hanno contribuito al miglioramento delle condizioni del mercato dei titoli di Stato italiani. Tra la fine di settembre e la metà di gennaio i rendimenti dei BTP sono sensibilmente diminuiti (di 55 punti base, al 3,9% sulla scadenza a dieci anni), nonostante un lieve aumento dei tassi di interesse a lungo termine sui titoli considerati più sicuri; il differenziale di rendimento tra i titoli decennali italiani e quelli tedeschi si è ridotto (nel medesimo periodo) di 58 punti base, a 207.