Bilancio

F: Informazioni sul patrimonio

PARTE F
INFORMAZIONI SUL PATRIMONIO

SEZIONE 1 — IL PATRIMONIO DELL’IMPRESA

A. Informazioni di natura qualitativa

La necessità di disporre per le banche di un patrimonio adeguato è stata resa ancora più inderogabile dalla crisi sistemica in essere e dalle sempre più stringenti normative in materia emanate dagli Organi di vigilanza.
La banca ha sempre avuto una grande attenzione alla componente patrimoniale e alla definizione delle dimensioni dello stesso al fine di garantire un profilo patrimoniale adeguato alla propria dimensione e ai rischi assunti nel rispetto dei requisiti previsti dalla normativa di vigilanza.

La Banca è soggetta ai requisiti di adeguatezza patrimoniale stabiliti dal Comitato di Basilea secondo le regole definite dalla Banca d’Italia. Tali regole prevedono una specifica nozione di patrimonio di vigilanza, distinta dal patrimonio netto contabile, determinata come somma algebrica di componenti positivi e negativi, la cui computabilità viene ammessa in relazione alla qualità patrimoniale riconosciuta agli stessi. Nel corso dell’anno e su base trimestrale la Banca effettua un monitoraggio del rispetto dei coefficienti di vigilanza intervenendo, laddove necessario, con appropriate azioni di indirizzo e controllo sugli aggregati patrimoniali.

Il patrimonio dell’impresa rappresenta la consistenza del patrimonio di proprietà della Banca ed è costituito dall’aggregazione di Capitale, Sovrapprezzi di emissione, Riserve, Riserve di valutazione e Utile.
La Banca è sempre stata sensibile all’aspetto patrimoniale riservando particolare attenzione al binomio cliente/socio e  perseguendo politiche di rafforzamento del patrimonio stesso attraverso l’ampliamento della base sociale prima e attraverso l’accrescimento del capitale, con la sottoscrizione di ulteriori quote da parte dei “vecchi” soci, dopo. I mezzi finanziari raccolti, unitamente agli utili accantonati, hanno permesso alla Banca di espandersi in modo armonico e di guardare con sufficiente tranquillità alle sfide future.
Il patrimonio ha anche un ruolo di garanzia nei confronti di depositanti e di creditori in quanto risorsa finanziaria in grado di assorbire le possibili perdite generate dai rischi cui la Banca è esposta. E’ in tal senso che la normativa di vigilanza ha imposto a tutte le banche l’adozione di un processo strutturato denominato Icaap (Internal Capital Adeguacy Assesment Process) per arrivare ad una valutazione dell’adeguatezza patrimoniale, attuale e prospettica, in relazione ai rischi assunti .

 

B. In formazioni di natura quantitativa

B.1 Patrimonio dell’impresa: composizione

Voci\valori Importo (12.2013) Importo (12.2012) *
1. Capitale 48.493 44.861
2. Sovrapprezzi di emissione 3.740 3.201
3. Riserve 70.117 65.521
- di utili 70.117 65.521
a) legale 59.169 54.963
b) statuaria 10.821 10.815
c) azioni proprie 0 0
d) altre 127 -257
- altre 0 0
4. Strumenti di capitale 0 0
5. (azioni proprie) 0 0
6. Riserve da valutazione 8.768 13.820
- Attivita finanziarie disponibili per la vendita 897 6.221
- Attivita materiali 904 904
- Attivita immateriali 0 0
- Copertura di investimenti esteri 0 0
- Copertura dei flussi finanziari 0 0
- Differenze di cambio 0 0
- Attivita non correnti in via di dismissione 0 0
- Utili (perdite) attuariali relativi a piani previdenziali a benefici definiti -43 -147
- Quote delle riserve da valutazione rel. alle partecipate valutate al patr. netto 6.902 6.734
- Leggi speciali di rivalutazione 108 108
7. Utile (perdite) d esercizio 3.224 6.250
Totale 134.342 133.653

* Dati riesposti su basi omogenee per tener conto dell’applicazione dello IAS n. 8 in merito alla contabilizzazione delle maggiori imposte relative all’esercizio 2009.

 

B.2 Riserve da valutazione delle attività finanziarie disponibili per la vendita: composizione

Attivita/valori Totale (12.2013) Totale (12.2012)
Riserva positiva Riserva negativa Riserva positiva Riserva negativa
1. Titoli di debito 1.301 429 6.755 569
2. Titoli di capitale - 29 11 29
3. Quote O.i.c.r. 54 - 53 -
4. Finanziamenti - - - -
Totale 1.355 458 6.819 598
         

Il comparto delle attività finanziare disponibili per la vendita, composto principalmente da titoli obbligazionari emessi da Banche italiane e governativi dello Stato italiano con vita residua media inferiore ai cinque anni, presenta a fine 2013 un maggior valore rispetto ai prezzi di acquisto di 897 mila euro (1.355 meno 458) contro i 6.221 mila euro (6.819 meno 598) di maggior valore rispetto all’anno precedente. Quindi la riserva sulle attività finanziarie disponibili per la vendita passa, per effetto dei valori espressi dal mercato di riferimento, da più 6.221 a più 897, con effetto in termini patrimoniali di  5.324.

B.3 Riserve da valutazione delle attività disponibili per la vendita: variazioni annue

In questa tabella viene evidenziato il risultato d’esercizio del comparto “attività disponibili per la vendita” che per l’anno 2013 registra un maggior valore dei titoli che lo compongono per euro 897 causato dalla variazione dei prezzi di mercato registrati a fine anno 2013 rispetto ai prezzi originari di acquisto: il comparto è caratterizzato dalla presenza di titoli di Stato ed obbligazioni emesse da banche italiane con adeguato rating e da una vita residua media inferiore ai 5 anni.
Le voci 2.3 e 3.4 “Altre variazioni” contengono l’effetto fiscale (imposte anticipate/differite) delle riserve da valutazione

SEZIONE 2 — IL PATRIMONIO E I COEFFICIENTI DL VIGILANZA

2.1 Patrimonio di vigilanza

A. In formazioni di natura qualitativa

Il patrimonio di Vigilanza è determinato in conformità alle regole dettate dalla Banca d’Italia. Costituisce il principale punto di riferimento nelle valutazioni dell’Organo di Vigilanza in ordine alla stabilità della banca e del sistema. Su di esso si basano i più importanti strumenti di controllo prudenziale, quali i requisiti a fronte dei rischi e le regole sulla concentrazione dei medesimi. È costituito dalla somma del patrimonio di base, ammesso nel calcolo senza alcuna limitazione e del patrimonio supplementare, che viene ammesso nel limite massimo del patrimonio di base. Da tale aggregato vengono effettuate le deduzioni previste dalla normativa vigente alla data del 31.12.2013. Sia nel patrimonio di base che in quello supplementare si applicano specifiche rettifiche (cosiddetti “filtri prudenziali”) che hanno l’obiettivo di salvaguardare  la qualità del patrimonio di vigilanza e ridurne la potenziale volatilità connessa all’adozione dei principi contabili internazionali IAS/IFRS.

La Banca è soggetta ai requisiti di adeguatezza patrimoniale stabiliti dalle disposizioni definite dal Comitato di Basilea e dettate dalle regole di vigilanza della Banca d’Italia: in particolare a livello individuale il requisito tra il patrimonio di vigilanza e le attività di rischio ponderate deve essere almeno pari all’8% (essendo la Banca iscritta all’Albo dei gruppi bancari il requisito patrimoniale viene ridotto, come da normativa di vigilanza in essere, del 25%).
Le informazioni quantitative del patrimonio di vigilanza e delle attività a rischio sono state determinate sulla base delle disposizioni di aggiornamento emanate per tener conto dell’applicazione dei nuovi principi contabili IAS/IFRS.

Comunicazione in merito ai filtri prudenziali del portafoglio “Attività disponibili per la vendita”.

Informativa riveniente dal Provvedimento del Governatore della Banca d’Italia del 18.5.2010: la Banca, non avendo esercitato l’opzione prevista dal provvedimento sopra citato, ha interamente inserito e/o dedotto dal Patrimonio di Vigilanza l’intera riserva positiva/negativa riveniente da titoli emessi da Amministrazioni Centrali. Per l’anno 2013 l’importo complessivo al netto delle imposte anticipate e differite  ammonta a 897.
A questo proposito si informa che, ai sensi della nota di emanazione della nuova Circolare della Banca d’Italia n. 285, si è provveduto ad esercitare l’opzione entro il termine definito. Essa rimarrà in vigore fino a quando la Commissione Europea non avrà adottato un regolamento che approvi l’applicazione dell’IFRS n. 9 in sostituzione dello IAS n. 39. La suddetta opzione permetterà alla Banca, a partire dall’esercizio 2014, di escludere dal computo del patrimonio di vigilanza la quota di riserve da valutazione connessa ai titoli emessi dalle Amministrazioni Centrali dei Paesi appartenenti all’Unione Europea e facenti parte del portafoglio titoli classificato nelle “Attività finanziarie disponibili per la vendita”.

1. Patrimonio di base (TIER 1)Gli elementi positivi del patrimonio di base sono rappresentati dal capitale sociale, dai sovrapprezzi di emissione, dalle riserve e dalla quota di utile dell’esercizio 2013 che, nel presupposto di approvazione della proposta di riparto da parte dell’assemblea dei soci, verrà destinata a riserve; gli elementi negativi sono costituiti dalle immobilizzazioni immateriali (voce 120 dell’attivo) e dalle deduzioni derivanti dall’applicazione dei «filtri prudenziali» costituiti dal saldo negativo tra le riserve da valutazione positive e quelle negative riferite ai titoli di debito classificati nel portafoglio «attività finanziarie disponibili per la vendita».
Dal patrimonio di base così determinato vengono dedotti il 50% delle partecipazioni in società bancarie e finanziarie non consolidate superiori al 10%, l’insieme delle partecipazioni in banche e società finanziarie pari o inferiori al 10% e strumenti subordinati che eccedono il 10% del «Patrimonio di base e supplementare entrambi al lordo degli elementi da dedurre».
Il rapporto tra il patrimonio di base ed il reciproco dei rischi delle attività dell’impresa determina un coefficiente denominato “TIER I capital ratio”.

2. Patrimonio supplementare (TIER 2)Gli altri elementi patrimoniali quali: le riserve di rivalutazione e le passività subordinate, costituiscono il patrimonio supplementare. Le regole di vigilanza stabiliscono che il patrimonio supplementare non deve essere superiore al patrimonio di base e le passività subordinate non possono eccedere il 50% del patrimonio di base.
Le passività subordinate, per essere computate nel patrimonio supplementare, devono avere le seguenti caratteristiche:
• in caso di liquidazione dell’ente emittente il debito deve essere rimborsato solo dopo che sono stati soddisfatti tutti gli altri creditori non ugualmente subordinati;
• la durata del rapporto deve essere pari o superiore a 5 anni e, qualora la scadenza è indeterminata, deve essere previsto per il rimborso un preavviso di almeno 5 anni;
• il rimborso anticipato delle passività deve avvenire solo su iniziativa dell’emittente e prevedere il nulla osta della Banca d’Italia.
Per i dettagli dei prestiti subordinati emessi alla data del 31.12.2013 si rimanda alla Sezione n. 3 – Titoli in circolazione, del passivo di questa nota integrativa.

3. Patrimonio di terzo livello (TIER 3)
Non vi sono elementi del patrimonio di terzo livello.

B. Informazioni di natura quantitativa

  Totale (12.2013) Totale (12.2012)*
A. Patrimonio di base prima dell applicazione dei filtri prudenziali 122.242 119.639
B. Filtri prudenziali del patrimonio di base: -330 -525
B1 - filtri prudenziali Ias/ifrs positivi 171 220
B2 - filtri prudenziali Ias/ifrs negativi 501 745
C. Patrimonio di base al lordo degli elementi da dedurre (a+b) 121.912 119.114
D. Elementi da dedurre dal patrimonio di base 1.140 4.028
E. Totale patrimonio di base (tier1) (c-d) 120.772 115.086
F. Patrimonio supplementare prima dell applicazione dei filtri prudenziali 27.022 28.359
G. Filtri prudenziali del patrimonio supplementare: 677 4.547
G1 - filtri prudenziali Ias/ifrs positivi - 3.409
G2 - filtri prudenziali Ias/ifrs negativi 677 1.138
H. Patrimonio supplementare al lordo degli elementi da dedurre (f+g) 26.345 23.812
I. Elementi da dedurre dal patrimonio supplementare 1.140 -
L. Totale patrimonio supplementare (tier2) (h-i) 25.205 23.812
M. Elementi da dedurre dal totale del patrimonio di base e supplementare - -
N. Patrimonio di vigilanza (e+l-m) 145.977 138.898
O. Patrimonio di terzo livello (tier3) - -
P. Patrimonio di vigilanza incluso Tier3 (n+o) 145.977 138.898
     

* Dati riesposti su basi omogenee per tener conto dell’applicazione dello IAS n. 8 in merito alla contabilizzazione delle maggiori imposte relative all’esercizio 2009.

Il patrimonio di vigilanza complessivo è cresciuto di circa 7,1 milioni (da 138,9 a 146,0) in virtù di un buon apporto in termini di sottoscrizioni di nuovo capitale ( ha risentito positivamente della politica di rafforzamento del capitale sociale per le nuove sottoscrizioni di azioni da parte dei soci) e un altro importante apporto da parte delle riserve per effetto degli accantonamenti degli utili: i prestiti subordinati computati nel patrimonio supplementare hanno dato anch’essi il loro apporto, mentre è venuta meno (quasi per intero) la riserva positiva sul AFS dei titoli di proprietà.

 

 

2.2 Adeguatezza patrimoniale

A. Informazioni di natura qualitativa

Il potenziamento patrimoniale è sempre stato uno degli obiettivi principali perseguito dalla Banca. I vari profili di rischio delle attività vengono monitorati costantemente, al fine di perseguire un adeguato equilibrio tra il patrimonio ed i rischi.
Trimestralmente il rispetto dei requisiti è verificato in sede di predisposizione delle periodiche segnalazioni inviate all’Organo di Vigilanza. Nel resoconto annuale sulla adeguatezza patrimoniale (ICAAP) inviato a Banca d’Italia sono contenuti i principi guida delle verifiche sull’adeguatezza patrimoniale in relazione al grado di rischio proprio delle varie voci.

In base alle disposizioni di vigilanza prudenziale il requisito patrimoniale complessivo è pari alla somma dei requisiti patrimoniali prescritti a fronte dei rischi di credito, controparte, mercato e operativo.

Per la valutazione della solidità patrimoniale assume notevole rilevanza il “Tier 1 Capital Ratio”. Questo requisito, che è espresso dal rapporto tra il patrimonio di vigilanza e il complesso delle attività aziendali ponderate in relazione al grado di rischio proprio di ciascuna di esse,  per l’anno 2013 risulta essere 13,76% contro il 14,99% dell’anno 2012 con un’eccedenza percentuale di 5,76% rispetto alla misura minima del 8% prevista dalla normativa di vigilanza.

 

B. Informazioni di natura quantitativa

Gli altri elementi del calcolo esposti al Rigo B.5 sono costituiti dalla riduzione pari al 25% prevista dalla normativa per le banche appartenenti  a  gruppi bancari.
Gli indicatori di rischio evidenziano un calo di oltre un punto percentuale sia del Tier 1 che del Total Capital Ratio passati rispettivamente da 14,99 a 13,76 (meno 1,23) e da 18,05 a 16,63 (meno 1,42) in quanto i maggiori assorbimenti del settore credito, causati sia dall’incremento degli impieghi sia dal peggioramento della qualità di quest’ultimi, non è stato accompagnato da un adeguato incremento delle riserve patrimoniali a causa degli ingenti accantonamenti per far fronte alle svalutazioni dei crediti.