Bilancio

A: Politiche Contabili

POLITICHE CONTABILI

A.1 Parte generale

Sezione 1 - Dichiarazione di conformità ai principi contabili internazionali

La Banca di Credito Cooperativo di Fornacette Società Cooperativa per Azioni dichiara che il presente bilancio relativo all’esercizio 2013 è redatto in applicazione dei principi contabili internazionali International Accounting Standards (IAS) e International Financial Reporting Standards (IFRS) emanati dall’International Accounting Standards Board (IASB) e delle relative interpretazioni dell’Intenational Financial Reporting Interpretations Committee (IFRIC) omologati dalla Commissione Europea e in vigore alla data di riferimento del bilancio stesso.

L’applicazione degli IFRS è stata effettuata facendo anche riferimento alle istruzioni contenute nella circolare della Banca d’Italia n. 262 del 22 dicembre 2005 “Il bilancio bancario: schemi e regole di compilazione”, comprese le successive modifiche, e si è tenuto conto, sul piano interpretativo, dei documenti sull’applicazione degli IFRS in Italia predisposti dall’Organismo Italiano di Contabilità (O.I.C.).

Sezione 2 - Principi generali di redazione

Il bilancio della Banca di Credito Cooperativo di Fornacette Società Cooperativa per Azioni è costituito dagli schemi dello stato patrimoniale, del conto economico, del prospetto della redditività complessiva, del prospetto delle variazioni del patrimonio netto, del rendiconto finanziario (elaborato applicando il metodo “indiretto”), della nota integrativa ed è corredato dalla relazione degli amministratori sull’andamento della gestione, dalla relazione del collegio sindacale e dalla certificazione della società di revisione.

Il bilancio è redatto utilizzando l’euro come moneta di conto: in particolare, in linea con le istruzioni emanate dalla Banca d’Italia il bilancio è redatto in unità di euro, senza cifre decimali, ad eccezione della nota integrativa che è redatta in migliaia di euro (i valori contenuti nelle due informative sulle operazioni di cartolarizzazione, presenti in nota integrativa, sono espressi in unità di euro); le tabelle che non presentano importi, in quanto non attinenti con l’operatività della Banca, non sono riportate.

Nella nota integrativa sono fornite tutte le informazioni previste dalla normativa nonché le indicazioni complementari ritenute necessarie a dare una rappresentazione veritiera e corretta della situazione della Banca. Le tabelle previste obbligatoriamente e i dettagli richiesti dalla Banca d’Italia sono distintamente identificati secondo la numerazione stabilita dall’Organo di Vigilanza stesso. I prospetti contabili e la nota integrativa presentano, oltre agli importi del periodo di riferimento, anche i corrispondenti dati di raffronto riferiti al 31 dicembre 2012. I dati patrimoniali di raffronto sono stati riesposti su basi omogenee, ove necessario, per tenere conto delle variazioni intervenute nello IAS 19 (Benefici per i dipendenti) e nel secondo aggiornamento delle “istruzioni per la redazione del bilancio del bilancio dell’impresa e del bilancio consolidato delle banche”, emanato dalla Banca d’Italia in data 21 gennaio 2014.

Nella predisposizione del bilancio sono stati osservati i seguenti principi generali di redazione dettati dallo Ias n. 1:

  1. Secondo il principio della continuità aziendale le attività, le passività e le operazioni “fuori bilancio” sono valutate secondo valori di funzionamento, in quanto destinate a durare nel tempo.
  2. Il bilancio è redatto nel rispetto del principio della competenza economica in quanto i costi ed i ricavi d’esercizio sono rilevati secondo i principi di maturazione economica e di correlazione a prescindere dal momento del loro regolamento monetario.
  3. La presentazione e la classificazione delle voci vengono mantenute da un esercizio all’altro allo scopo di garantire la comparabilità delle informazioni in ottemperanza al principio della coerenza di presentazione del bilancio stesso, salvo che il loro mutamento non sia prescritto da un Principio Contabile Internazionale o da una Interpretazione oppure non si renda necessario per accrescere la significatività e l’affidabilità della rappresentazione contabile. Se un criterio di presentazione o classificazione viene modificato si danno indicazioni sulla natura ed i motivi della variazione e delle voci interessate riportando i riflessi patrimoniali, economici e finanziari che ne conseguono; il nuovo criterio adottato, nei limiti del possibile, viene applicato retroattivamente. I valori contabili delle attività e delle passività iscritte, che sono oggetto di operazioni di copertura, sono rettificati per tener conto delle variazioni del fair value sulla quota imputabile al rischio oggetto di copertura.
  4. Secondo il principio della rilevanza e aggregazione tutti i raggruppamenti significativi di voci con natura simile sono riportati separatamente. Gli elementi di natura o destinazione diversi possono essere aggregati solo nel caso in cui gli stessi siano irrilevanti.
  5. Le compensazioni tra attività e passività e tra costi e ricavi sono effettuate solo se richiesto o consentito da un Principio o da una sua interpretazione, ovvero dalle regole emanate dalla Banca d’Italia per la predisposizione degli schemi di bilancio.
  6. Le informazioni comparative dell’esercizio precedente sono riportate in tutti i prospetti contabili, salvo diverse disposizioni previste da un Principio Contabile o da una interpretazione. Vengono ulteriormente inserite delle informazioni descrittive e/o di commento, anche non espressamente richieste dalle disposizioni di Legge, quando esse siano significative ed utili per la comprensione dei dati esposti e comunque siano finalizzate a fornire una rappresentazione completa, veritiera e corretta della situazione aziendale.

Sezione 3 - Eventi successivi alla data di riferimento del bilancio

Successivamente alla redazione ed all’approvazione del Consiglio di Amministrazione del presente bilancio chiuso al 31 dicembre 2013 non si sono verificati fatti di particolare rilevanza da indurre ad una modifica o ad una rettifica dei risultati riepilogati in questo documento.

Sezione 4 - Altri aspetti

In data 10 novembre 2013 l’Assemblea Straordinaria dei Soci ha deliberato all’unanimità il cambio del nome e della sede legale della Banca. La Banca di Credito Cooperativo di Fornacette Società Cooperativa per azioni con Sede legale in Fornacette di Calcinaia (PI) via Tosco Romagnola n. 101/a ha modificato la propria ragione sociale in Banca di Pisa e Fornacette Credito Cooperativo Società Cooperativa per Azioni ed ha istituito la propria sede legale a Pisa Lungarno Pacinotti n. 8.

Revisione contabile: il bilancio della Banca è sottoposto a revisione contabile a cura della società Baker Tilly Revisa srl con Sede a Bologna in esecuzione del contratto stipulato il 4 aprile 2011, che ha attribuito l'incarico a detta società per gli anni dal 2011 al 2019 compresi. Nel suddetto contratto stipulato in origine con la Società Bompani Audit srl con Sede a Firenze è subentrata la Società Baker Tilly Revisa srl con sede a Bologna a seguito della cessione del ramo d’azienda da parte di Bompani a Baker Tilly.

Prospetto della redditività complessiva: il prospetto della redditività complessiva, predisposto alla luce delle modifiche allo Ias 1, comprende voci di ricavo e di costo che, come richiesto o consentito dagli Ias/Ifrs, non sono rilevate a conto economico ma imputate a patrimonio netto.
La redditività complessiva esprime la variazione che il patrimonio ha avuto in un esercizio derivante sia dalle operazioni d’impresa che formano attualmente l’utile/perdita d’esercizio che da altre operazioni imputate a patrimonio netto sulla base di uno specifico principio contabile.

Ricorso a deroghe: nel presente bilancio l’azienda non ha fatto ricorso a deroghe eccezionali.
Deroghe che in particolari casi potrebbero essere applicate qualora disposizioni previste dai Principi Contabili Internazionali risultassero incompatibili per una rappresentazione veritiera e corretta della situazione patrimoniale, economica e finanziaria dell’azienda: nella Nota Integrativa dovrebbero comunque essere specificati i motivi di dette deroghe e le relative influenze sul bilancio.

Ricorso a stime e valutazioni: nell’ambito della stesura del bilancio sono state applicate stime valutative che in applicazione della normativa vigente hanno contribuito a determinare i valori iscritti nel bilancio stesso. L’elaborazione di tali stime implica l’utilizzo delle informazioni disponibili e l’adozione di valutazioni soggettive, fondate anche sull’esperienza storica, utilizzata ai fini della rilevazione dei fatti di gestione. Per loro natura le stime utilizzate possono variare di esercizio in esercizio e, pertanto, non è da escludersi che negli esercizi successivi gli attuali valori iscritti in bilancio potranno differire anche in maniera significativa a seguito del mutamento delle valutazioni soggettive utilizzate.
Le principali fattispecie per le quali è maggiormente richiesto l’impiego di valutazioni soggettive da parte della Direzione Aziendale sono:
- la quantificazione delle perdite per riduzione di valore dei crediti e, in genere, delle altre attività finanziarie;
- l’utilizzo di modelli valutativi per la rilevazione del fair value degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi.
Trattandosi di stime va rilevato che non necessariamente i risultati che successivamente si realizzeranno saranno gli stessi di quelli al momento rappresentati. Dette valutazioni e stime, riviste periodicamente, producono variazioni che vengono puntualmente contabilizzate nel relativo esercizio di competenza.

Partecipata Sigest srl (società strumentale): i dati della situazione finanziaria, patrimoniale ed economica della partecipata Sigest srl, sono ritenuti irrilevanti ai fini della chiarezza e della rappresentazione veritiera e corretta del bilancio. La Banca Capogruppo, anche per l’esercizio 2013, non ha redatto il bilancio consolidato. Tale scelta non inficia la rappresentazione veritiera e corretta del bilancio della Banca, in quanto la partecipata Sigest srl non influenza in alcun modo gli aggregati dello stato patrimoniale e del conto economico, risultando del tutto irrilevanti sia per dimensioni patrimoniali che economiche.

In data 10 maggio 2013 l’Agenzia delle Entrate ha notificato alla Banca un accertamento per imposte calcolate sulla rivalutazione delle partecipazioni effettuata nell’anno 2009 per i motivi di seguito esposti. Questa banca, nel bilancio relativo all’esercizio 2009, aveva registrato alla voce n. 210 del conto economico, denominata “Utili dalle partecipazioni”, il maggior valore registrato nei patrimoni netti delle società partecipate (metodo di contabilizzazione al patrimonio netto), senza tenere conto che i suddetti valori rivenivano, in gran parte, da rivalutazioni effettuate dalle partecipate stesse senza il relativo passaggio dai rispettivi conti economici: in breve questa Banca ha usufruito di maggiori valori da portare in diminuzione del reddito imponibile ai fini fiscali che non sono stati riconosciuti validi dall’Agenzia delle Entrate. A seguito di lunga ed articolata disquisizione sull’interpretazione dei principi contabili internazionali (IAS) e dell’assenza di pronunciamenti su tale materia da parte di organismi italiani la stessa Agenzia delle Entrate ha concluso e definito l’accertamento di cui sopra (verbale di conciliazione del 21 novembre 2013) con il ricalcolo delle imposte relative all’anno 2009 senza applicazione di alcuna sanzione. L’importo delle maggiori imposte accertate (848 mila euro) per l’esercizio 2009 è stato contabilizzato direttamente ad una posta del patrimonio in quanto tale evento è stato “classificato” ai fini contabili come “errore” relativo a quell’esercizio e, rifacendosi al principio Ias n. 8, contabilizzato come in origine.

Lo Ias n. 8 sancisce, come regola generale e salvo il caso in cui ciò non sia fattibile, che un errore di un esercizio precedente deve essere corretto mediante la determinazione retroattiva dei valori, che “consiste nel correggere la rilevazione, la valutazione e l’informativa concernente gli importi di elementi del bilancio come se l’errore di un esercizio precedente non fosse mai avvenuto”. Nel dettaglio “l’entità deve correggere gli errori rilevanti di esercizi precedenti retroattivamente nel primo bilancio autorizzato alla pubblicazione dopo la loro scoperta”, ossia, quando l’errore è stato commesso antecedentemente al primo esercizio precedente, “determinando nuovamente i saldi di apertura di attività, passività e patrimonio netto per il primo esercizio precedente. Lo Ias n. 8 stabilisce espressamente che laddove venga applicata la determinazione retroattiva, “la correzione di un errore di un esercizio precedente non incide sul risultato economico dell’esercizio in cui l’errore viene scoperto”. La contropartita contabile della rettifica dei saldi di apertura di attività e passività è solitamente iscritta nella voce “utili portati a nuovo” con indicazione nel prospetto delle variazioni di patrimonio netto.

Nel bilancio 2009 il maggiore utile riveniente dalla contabilizzazione della rivalutazione delle partecipazioni a conto economico ha generato una maggior quota destinata a riserve che è stata “stornata” nell’esercizio 2013 a valere sui dati contabili del 2009. Conseguentemente sono stati rettificati i dati patrimoniali dell’esercizio precedente (anno 2012) messi a confronto con questo bilancio (per ulteriore chiarezza sono state inserite delle note in calce alle tabelle interessate da questo evento.

In generale per la redazione del presente bilancio sono stati adottati i medesimi principi e metodi contabili utilizzati per il bilancio dell’esercizio 2012.

A.2 Parte relativa alle principali voci di bilancio

Sezione 1 - Attività finanziarie detenute per la negoziazione

Criteri d’iscrizione e di cancellazione:
l’iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento, se regolate con tempistiche previste dalla prassi di mercato, altrimenti alla data di contrattazione. Nel caso di rilevazione delle attività finanziarie alla data di regolamento, gli utili e le perdite rilevati tra la data di contrattazione e quella di regolamento sono imputati a conto economico.
Le attività finanziarie detenute per la negoziazione sono contabilizzate inizialmente al fair value, che corrisponde generalmente al corrispettivo pagato. I relativi costi o proventi di transazione sono imputati direttamente a conto economico.
Queste attività finanziarie sono cancellate quando il diritto a ricevere i flussi di cassa dall’attività finanziaria è estinto, o laddove siano trasferiti in maniera sostanziale tutti i rischi ed i benefici connessi alla detenzione di quella determinata attività.

Criteri di classificazione e di valutazione:
in questa categoria sono comprese le attività finanziarie detenute principalmente con lo scopo di trarre profitto dalle fluttuazioni a breve termine del prezzo o dal margine di profitto dell’operazione. In particolare un’attività finanziaria è classificata come posseduta per essere negoziata se, indipendentemente dal motivo per cui è stata acquistata, è parte di un portafoglio per cui vi è evidenza di una recente ed effettiva strategia rivolta all’ottenimento di un profitto nel breve periodo. In questa categoria sono inclusi esclusivamente titoli di debito e di capitale.
Il fair value degli investimenti quotati in mercati attivi è determinato con riferimento alle quotazioni di mercato rilevate alla data di riferimento del bilancio. Per gli investimenti per i quali non è disponibile la quotazione in un mercato attivo il fair value è determinato utilizzando metodi di stima e modelli valutativi che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato laddove disponibili. Tali tecniche possono considerare i prezzi rilevati per recenti transazioni simili concluse a condizioni di mercato, flussi di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni ed altre tecniche comunemente utilizzate dagli operatori di mercato.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali:
gli utili e le perdite realizzati sulla cessione o sul rimborso e gli utili e le perdite non realizzati derivanti dalle variazioni del fair value rispetto al costo di acquisto, determinato sulla base del costo medio ponderato su base giornaliera, sono rilevate al conto economico del periodo nel quale emergono, alla voce 80 “Risultato netto dell’attività di negoziazione”. Gli interessi attivi vengono rilevati per competenza ed allocati nella voce 10 “Interessi attivi e proventi assimilati”, mentre i dividendi vengono rilevati secondo il principio di “cassa” nella voce 70 “Dividendi e proventi simili”.

Sezione 2 - Attività finanziarie disponibili per la vendita

Criteri d’iscrizione e di cancellazione:
l’iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento se regolate con tempistiche previste dalla prassi di mercato, altrimenti alla data di contrattazione. Nel caso di rilevazione delle attività finanziarie alla data di regolamento, gli utili e le perdite rilevati tra la data di contrattazione e quella di regolamento sono imputati a patrimonio netto.
Le attività finanziarie disponibili per la vendita sono contabilizzate inizialmente al costo, inteso come il fair value dello strumento, comprensivo dei costi o proventi di transazione direttamente attribuibili. Le attività finanziarie sono cancellate quando il diritto a ricevere i flussi di cassa dall’attività finanziaria è estinto, o laddove siano trasferiti in maniera sostanziale tutti i rischi ed i benefici connessi alla detenzione di quella determinata attività.

Criteri di classificazione e di valutazione:
gli investimenti “disponibili per la vendita” sono attività finanziarie (titoli del mercato monetario, altri strumenti di debito e di capitale) che si intende mantenere per un periodo di tempo indefinito e che possono essere vendute per esigenze di liquidità, variazioni nei tassi d’interesse, nei tassi di cambio e nei prezzi di mercato. In tale categoria sono compresi gli investimenti in titoli di capitale non qualificabili di controllo come le partecipazioni di minoranza.
Le attività finanziarie disponibili per la vendita sono valutate al fair value.
Il fair value degli investimenti quotati in mercati attivi è determinato con riferimento alle quotazioni di mercato rilevate alla data di riferimento del bilancio. Per gli investimenti per i quali non è disponibile la quotazione in un mercato attivo il fair value è determinato utilizzando metodi di stima e modelli valutativi che tengono conto di tutti i fattori di rischio correlati agli strumenti e che sono basati su dati rilevabili sul mercato laddove disponibili. Tali tecniche possono considerare i prezzi rilevati per recenti transazioni simili concluse a condizioni di mercato, calcoli di flussi di cassa scontati, modelli di determinazione del prezzo di opzioni ed altre tecniche comunemente utilizzate dagli operatori di mercato.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali:
gli interessi attivi ed i dividendi vengono rispettivamente allocati alla voce 10 ”interessi attivi e proventi assimilati” ed alla voce 70 “dividendi e proventi simili” del conto economico. Gli utili e le perdite da negoziazione vengono allocati alla voce 100 “utile/perdita da cessione o riacquisto di attività disponibili per la vendita” del conto economico. Le plusvalenze e le minusvalenze da valutazione al fair value sono attribuite direttamente al patrimonio netto, voce 130 “riserve da valutazione” del passivo e trasferite a conto economico soltanto con la loro realizzazione mediante la vendita oppure a seguito della registrazione di perdite da impairment.

Sezione 3 - Attività finanziarie detenute sino alla scadenza

La Banca non ha classificato attività finanziarie in tale categoria.

Sezione 4 - Crediti

4.1 - CREDITI PER CASSA

Criteri di iscrizione e di cancellazione:
i crediti sono iscritti in bilancio solo quando la Banca diviene parte del contratto di finanziamento. Ciò significa che il credito deve essere incondizionato e il creditore acquisisce un diritto al pagamento delle somme contrattualmente pattuite. L’iscrizione iniziale dei crediti avviene alla data di erogazione sulla base del relativo fair value, che corrisponde normalmente all’ammontare erogato o al prezzo della sottoscrizione, comprensivo dei costi/proventi accessori direttamente riconducibili e determinabili sin dall’origine dell’operazione, ancorché liquidati in un momento successivo. Sono esclusi i costi che, pur avendo le caratteristiche suddette, sono oggetto di rimborso da parte del debitore.
Questi crediti sono cancellati allorché il diritto a ricevere i flussi di cassa dall’attività finanziaria è estinto, quando sono stati trasferiti in maniera sostanziale tutti i rischi ed i benefici connessi alla detenzione di quella determinata attività o nel caso in cui il credito è considerato definitivamente irrecuperabile dopo che tutte le necessarie procedure di recupero sono state completate. Per contro, qualora giuridicamente la titolarità dei crediti sia stata effettivamente trasferita e la Banca mantenga in maniera sostanziale tutti i rischi e benefici, i crediti continuano ad essere iscritti tra le attività del bilancio registrando una passività a fronte del corrispettivo ricevuto dall’acquirente.

Criteri di classificazione e di valutazione:
i crediti rientrano nella più ampia categoria delle attività finanziarie non derivate che prevedono pagamenti fissi o comunque determinabili, non quotate in un mercato attivo. Essi si originano, quando la Banca fornisce denaro, beni e servizi direttamente al debitore senza che vi sia l’intenzione di negoziare il relativo credito originato. I crediti includono gli impieghi con clientela e banche, sia erogati direttamente sia acquistati da terzi.
In seguito alla rilevazione iniziale, i crediti diversi da quelli a breve termine (per la durata fino a 12 mesi si ritiene trascurabile l’effetto dell’applicazione dell’attualizzazione e quindi detti crediti vengono valutati al costo storico) e da quelli a revoca sono valutati al costo ammortizzato, pari al valore iscritto all’origine diminuito dei rimborsi di capitale e delle rettifiche di valore e aumentato dalle eventuali riprese di valore e dell’ammortamento (calcolato con il metodo del tasso di interesse effettivo) della differenza tra l’ammontare erogato e quello rimborsabile a scadenza, comprendente i costi/proventi accessori imputati direttamente al singolo credito.
A ciascuna data di predisposizione del bilancio, viene effettuata una ricognizione delle attività finanziarie classificate tra i crediti volta ad individuare quelle che, a seguito del verificarsi di eventi occorsi dopo la loro iscrizione, mostrino oggettive evidenze di difficoltà nel rimborso.
L’obiettiva evidenza di difficoltà nel rimborso comprende i seguenti eventi:
- significative difficoltà finanziarie dell’emittente o del debitore;
- mancato rispetto del contratto come ad esempio default o insolvenze nel pagamento di interessi o capitale;
- probabilità di fallimento del debitore o di assoggettamento ad altre procedure concorsuali;
- scomparsa di un mercato attivo per quella determinata attività finanziaria a causa delle difficoltà finanziarie del debitore;
- stima di una forte riduzione nei flussi finanziari per un gruppo di attività finanziarie, anche se non attribuibili a singole attività.
In primo luogo si procede alla individuazione delle attività che rappresentano le esposizioni deteriorate (crediti non performing) classificate nelle diverse categorie di rischio in base alla normativa emanata dalla Banca d’Italia ed alle disposizioni interne che fissano le regole per il passaggio dei crediti nell’ambito delle seguenti categorie di rischio:
Sofferenze - crediti verso soggetti in stato di insolvenza o in situazioni sostanzialmente equiparabili;
Esposizioni incagliate - crediti verso soggetti in temporanea situazione di obiettiva difficoltà che si prevede possa essere rimossa in un congruo periodo di tempo;
Esposizioni ristrutturate - crediti per i quali la banca (o un “pool” di banche), a causa del deterioramento delle condizioni economiche del debitore, acconsente a modifiche delle originarie condizioni contrattuali che diano luogo ad una perdita;
Esposizioni scadute -esposizioni verso soggetti non classificati nelle precedenti categorie di rischio che, alla data di chiusura del periodo, presentano crediti scaduti o sconfinanti in via continuativa da oltre 90 giorni.

Ritorno in bonis – al venir meno delle situazioni sopra esposte, soprattutto in ambito “incagli” e “scadute”, i soggetti interessati vengono “riclassificati” in bonis dopo un congruo periodo di osservazione per verificare l’effettiva rimozione delle cause per cui erano stati precedentemente classificati nella categoria dei deteriorati.

Bonis – crediti verso soggetti che non presentano, alla data di valutazione, specifici ed evidenti rischi di insolvenza.

La classificazione viene effettuata dalle strutture operative con il coordinamento delle funzioni deputate al controllo ed al recupero dei crediti, ad eccezione dei crediti scaduti e/o sconfinanti da oltre 90 giorni per i quali la rilevazione avviene me­diante l'utilizzo di procedure automatizzate.

In secondo luogo si effettua una valutazione specifica ed individuale (per ogni singola posizione con esposizione superiore a 200 mila euro per incagli/Ristrutturate/Scadute e con esposizione superiore a 50 mila euro per le Sofferenze) dei crediti deteriorati con l’obiettivo di evidenziare eventuali perdite di valore: l'importo della rettifica di valore è determinato come differenza tra il valore di bilancio dell'attività al momento della valutazione (costo ammortizzato) e il valore attuale, determinato sulla base del tasso di interesse effettivo originario dell'attività, dei flussi finanziari attesi per capitale ed interessi al netto degli oneri di recupero, tenendo conto delle eventuali garanzie che assistono le posizioni, e di eventuali anticipi ricevuti (escludendo le future perdite non ancora manifestatesi). La determinazione del valore attuale dei futuri flussi di cassa di un'attività finanziaria garantita riflette i flussi di cassa che potrebbero derivare dal realizzo della garanzia al netto dei relativi costi di realizzo, indi­pendentemente dall'effettiva probabilità di realizzo. Qualora il credito abbia un tasso d'interesse variabile, il tasso di attualiz­zazione utilizzato al fine di determinare la perdita è pari al tasso di rendimento effettivo corrente determinato in accordo con il contratto. I flussi di cassa relativi a crediti il cui recupero è previsto entro breve termine non vengono attualizzati.

Con riferimento alle svalutazioni collettive, per i crediti deteriorati con esposizioni inferiori alle soglie sopra indicate ed ai crediti in “bonis”, vengono applicate delle percentuali “forfettarie” di svalutazione che tengono conto dei parametri di rischio stimati su base storico-statistica (riferimento triennio precedente) ed espressi dalla probabilità di insolvenza della controparte e dal tasso di perdita in caso di insolvenza del credito con lo scopo di stimare la componente di rischio implicito su questi crediti.

La determinazione del valore di presumibile realizzo di tutte le esposizioni (deteriorate e bonis) trova formalizzazione nel documento interno, deliberato il 27/12/2013 dal Consiglio di Amministrazione , denominato “Policy sulla valutazione dei crediti”, redatto per recepire le raccomandazioni formulate da Banca d’Italia sulle politiche di provisioning (Bollettino di Vigilanza n. 3,  marzo 2013): a fronte del perdurare della crisi economica appare necessario pervenire, nel rispetto delle disposizioni in materia di impairment contemplate dallo IAS 39 Financial Instruments: Recognition and Measurement, a modelli di determinazione delle rettifiche di valore che incorporino criteri di prudenza nelle stime di recuperabilità dei crediti anomali, affinché il bilancio rifletta l’effettiva qualità degli attivi e fornisca informazioni affidabili sui rischi in essere. La valutazione analitica di un credito deteriorato consegue dalla presenza di oggettivi elementi di perdita (di norma sintomi negativi ed eventi pregiudizievoli), tali da far ragionevolmente stimare non più interamente recuperabile l’ammontare contrattualmente atteso da ogni singola attività.
La presenza di una garanzia ipotecaria consolidata mitiga ma non esclude il pericolo di perdite. L’approccio per la valutazione delle garanzie ipotecarie è strettamente connesso alla tipologia della destinazione d’uso del bene immobile su cui grava l’ipoteca nonché al suo stato di realizzazione.

Più nel dettaglio, per gli immobili residenziali sono state previste le seguenti percentuali di svalutazione:  

  • 5% al terreno con autonoma capacità edificatoria,  10% negli altri casi;
  • 10% all’immobile residenziale di valore inferiore a 500.000 euro,(solo per questa tipologia di beni é possibile assumere quale “valore base” quello di “mercato”, qualora esso rappresenti più correttamente la cauzionalità del bene);
  • 15% all'immobile residenziale di valore superiore a 500.000 euro.
  • Per gli immobili commerciali e destinazione terziaria:
  • 5% al terreno con automa capacità edificatoria;
  • 20% all’immobile strumentale.
  • Per gli immobili industriali e artigianali:
  •  5% al terreno con autonoma capacità edificatoria, 25% negli altri casi;
  • 35 % al capannone e alle pertinenze, ricompresi gli uffici annessi.

Per la destinazione agricola: data la molteplicità e la specificità degli aspetti rappresentata da tali cespiti, anche per la definizione dei coefficienti minimi di abbattimento, possono oscillare  dal 10% al 40%.
In fase di esecuzione forzata il valore di riferimento dell’immobile sarà quello deducibile dalla perizia del CTU ed accolto dal Giudice delle Esecuzioni Immobiliari. Tale valore sarà decurtato del 25% prevedendo deserta la prima asta.
Eventuali successive fasi della procedura esecutiva saranno valorizzate assumendo il valore già previsto in caso di asta deserta o, in mancanza di tale indicazione, con uno scarto del 25% del valore base d’asta corrente. (Es. Se l'asta va deserta il valore dell'immobile viene aggiornato prevedendo anche la prossima asta deserta).  

Ad ogni data di chiusura del bilancio le eventuali rettifiche aggiuntive o riprese di valore vengono ricalcolate in maniera differenziata, ma sempre con riferimento all’intero portafoglio dei crediti. Detta “svalutazione collettiva” va a rettificare direttamente i crediti verso clientela iscritti alla voce 70 dell’attivo.  

Criterio di rilevazione delle componenti reddituali:
in caso di rettifica di valore (per i crediti classificati a sofferenza), il valore contabile di carico dell’attività è ridotto attraverso la costituzione in contabilità di un apposito fondo svalutazione rettificativo dell’attivo e l’ammontare di tale rettifica è contabilizzato nel conto economico. Se successivamente (negli esercizi successivi) detto credito è ritenuto irrecuperabile, lo stesso sarà azzerato utilizzando lo specifico fondo precedentemente costituito e appostando a conto economico l’eventuale eccedenza.
Qualora in un periodo successivo l’ammontare della rettifica di valore diminuisca e tale decremento sia oggettivamente riconducibile ad un evento manifestatosi in seguito alla determinazione della svalutazione, come un miglioramento del merito di credito del debitore, la rettifica di valore rilevata in precedenza è eliminata o ridotta attraverso l’iscrizione in conto economico di una ripresa di valore.
Le riprese di valore al pari dei ripristini di valore connessi con il trascorrere del tempo, corrispondenti agli interessi maturati nell’esercizio sulla base dell’originario tasso di interesse effettivo (precedentemente utilizzato per calcolare le rettifiche di valore) sono rilevate ad ogni data di bilancio alla voce di conto economico 130 “Rettifiche/riprese di valore nette per il deterioramento di crediti”.
Anche la componente relativa alle svalutazioni “collettive” (determinata come sopra descritto) confluisce nella voce 130 del conto economico.
Gli interessi su crediti sono classificati negli “Interessi attivi e proventi assimilati” derivanti da “crediti verso banche e clientela” e sono iscritti in base al principio della competenza temporale.

Relativamente ai crediti a breve termine (come sopra già definiti) i costi/proventi riferibili agli stessi sono imputati direttamente a conto economico.

4.2 - Crediti di firma

Criteri di classificazione:
nel portafoglio dei crediti di firma sono allocate tutte le garanzie personali e reali rilasciate dalla Banca a fronte di obbligazioni di terzi.

Criteri di iscrizione, di cancellazione e di valutazione:
sono valutati sulla base della rischiosità della forma tecnica di utilizzo e tenuto conto del merito creditizio del debitore.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali:
le commissioni che maturano periodicamente sono riportate nella voce 40 “commissioni attive” del conto economico.

Sezione 5 - Attività finanziarie valutate al fair value

Attualmente la Banca non ha attivato il portafoglio delle attività finanziarie valutate al fair value.

Sezione 6 - Operazioni di copertura

Criteri di iscrizione e di cancellazione:
i contratti derivati di copertura sono rilevati per “data di contrattazione” e devono essere corredati da formale documentazione che identifichi gli strumenti di copertura e gli elementi coperti descrivendo il tipo e la configurazione della copertura, la natura del rischio coperto, le posizioni coperte nonché la strategia del rischio coperto.
L’operazione è quindi considerata di copertura se esiste una documentazione formalizzata della relazione tra lo strumento di copertura e i rischi coperti che rilevi gli obiettivi di gestione del rischio, la strategia per effettuare la copertura e i metodi che saranno utilizzati per verificare l’efficacia della copertura. Inoltre deve essere testato che la copertura sia efficace nel momento in cui ha inizio e, prospetticamente, durante tutta la vita della stessa.
I contratti di copertura si ritengono cancellati quando giungono a scadenza, quando vengono chiusi anticipatamente e quando vengono “revocati” a seguito del mancato superamento dei test di efficacia della copertura.

Criteri di classificazione e valutazione:
le operazioni di copertura hanno l’obiettiva funzione di ridurre o trasferire i rischi connessi a singole attività e passività o di insiemi di attività e passività. Le operazioni poste in essere dalla Banca sono dirette esclusivamente a realizzare coperture del rischio di tasso d’interesse a fronte di emissioni obbligazionarie ordinarie o strutturate. Tali strumenti sono classificati nello stato patrimoniale rispettivamente alle voci “Derivati di copertura” dell’attivo (voce 80) o del passivo (voce 60), a seconda che alla data di riferimento del bilancio presentino un fair value positivo o negativo. Le voci “Derivati di Copertura”, sia dell’attivo che del passivo, hanno come contropartita il portafoglio coperto: andranno quindi a rettificare direttamente la posta dell’attivo e/o del passivo coperta.
Gli strumenti finanziari derivati di copertura sono inizialmente iscritti e in seguito misurati al fair value. La determinazione del fair value dei derivati è basata su prezzi desunti da mercati regolamentati o forniti da operatori, su modelli di valutazione delle opzioni, o su modelli di attualizzazione dei flussi di cassa futuri.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali:
i differenziali maturati sugli strumenti derivati di copertura del rischio di tasso d’interesse vengono allocati nella voce “interessi attivi e proventi assimilati” o “interessi passivi e oneri assimilati” del conto economico (dipendentemente dallo sbilancio attivo o passivo), unitamente agli interessi maturati sulle posizioni coperte. Le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dalla valutazione degli strumenti di copertura “parzialmente” non efficaci (ma comunque “positivi” e rientranti nel concetto di copertura efficace) vengono allocate alla voce 80 del conto economico “Risultato netto dell’attività di negoziazione”. I costi ed i ricavi derivanti da eventuali dismissioni anticipate degli strumenti derivati di copertura vengono allocati alla voce 80 “risultato netto dell’attività di negoziazione” del conto economico.

Sezione 7 - Partecipazioni

Criteri d’iscrizione e di cancellazione:
l’iscrizione iniziale delle attività finanziarie avviene alla data di regolamento se negoziate con tempistiche previste dalla prassi di mercato, altrimenti alla data di contrattazione. Le partecipazioni sono iscritte inizialmente al costo comprensivo degli oneri accessori direttamente attribuibili.
Le partecipazioni sono cancellate dal bilancio quando vengono trasferiti in maniera sostanziale tutti i rischi ed i benefici ad esse connesse.

Criteri di classificazione e di valutazione:
con il termine partecipazioni si intendono gli investimenti nel capitale di altre imprese, generalmente rappresentati da azioni o da quote e classificati in partecipazioni di controllo. In particolare si definisce “impresa controllata” quell’impresa sulla quale la controllante esercita il “controllo dominante”, cioè il potere di determinare le scelte amministrative e gestionali e di ottenere i benefici relativi;
Le partecipazioni in imprese controllate sono esposte nel bilancio utilizzando come criterio di valutazione il metodo del patrimonio netto.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali:
le rettifiche di valore delle partecipazioni rivenienti dall’aggiornamento del suddetto patrimonio netto sono iscritte nel conto economico alla voce 210 “Utile (Perdite) delle partecipazioni” per la parte “transitata” dal conto economico della partecipata ed alla voce 130 “riserve da valutazione” del passivo per gli incrementi/ decrementi diretti del patrimonio della stessa partecipata. In caso di cessione gli utili/perdite sono anch’essi allocati alla voce 210 “Utile (Perdite) delle partecipazioni” del conto economico. I dividendi delle partecipate sono contabilizzati nell’esercizio in cui sono deliberati nella voce di conto economico 70 “Dividendi e proventi simili”.

Sezione 8 - Attività materiali

Criteri d’iscrizione e di cancellazione:
le attività materiali sono inizialmente iscritte al costo di acquisto, comprensivo di tutti gli eventuali oneri accessori direttamente imputabili all’acquisto e alla messa in funzione del bene. Le spese di manutenzione straordinaria sono incluse nel valore contabile dell’attività o contabilizzate come attività separata, solo quando è probabile che i futuri benefici economici associati affluiranno verso l’impresa e il costo può essere valutato attendibilmente. Le spese per riparazioni, manutenzioni o altri interventi per garantire il funzionamento dei beni, sono imputate al conto economico dell’esercizio in cui sono sostenute.

Le attività immobilizzate sono eliminate dallo stato patrimoniale al momento della dismissione o quando sono ritirate permanentemente dall’uso e conseguentemente non sono attesi benefici economici futuri che derivino dalla loro cessione o dal loro utilizzo.

Criteri di classificazione e di valutazione:
la voce include principalmente i terreni, gli immobili ad uso funzionale, gli impianti, i mobili, gli arredi e le attrezzature di qualsiasi tipo.

I terreni ed i fabbricati posseduti sono principalmente utilizzati come filiali ed uffici della Banca.

In relazione agli immobili, le componenti riferite ai terreni e ai fabbricati, trattandosi di beni aventi vite utili differenti, sono trattati separatamente ai fini contabili. In particolare ai terreni si attribuisce una vita utile illimitata e pertanto non sono ammortizzabili a differenza dei fabbricati che, avendo una vita utile limitata, sono sottoposti al processo di ammortamento. Un incremento nel valore del terreno sul quale un edificio è costruito non influisce sulla determinazione della vita utile del fabbricato.
Dopo la rilevazione iniziale, le attività materiali, inclusi gli immobili non strumentali, sono iscritte al costo al netto degli ammortamenti. Le attività materiali sono ammortizzate sistematicamente lungo la loro vita utile adottando come criterio di ammortamento il metodo a quote costanti. Non sono soggetti ad ammortamento i terreni, siano essi stati acquisiti singolarmente o incorporati nel valore dei fabbricati, in quanto hanno vita utile indefinita, e le opere d’arte in quanto la vita utile non può essere stimata, nonché in considerazione del fatto che il relativo valore non è normalmente destinato a ridursi in funzione del decorrere del tempo.

Il processo di ammortamento inizia quando il bene è disponibile e pronto all’uso, ovvero quando è nel luogo e nelle condizioni necessarie per essere in grado di operare. Nel primo esercizio l’ammortamento è rilevato proporzionalmente al periodo di effettivo utilizzo del bene.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali:
la Banca, salvo diversa specifica determinazione della vita utile dei singoli beni, procede all’ammortamento in base alle seguenti vite residue:
. Proprietà immobiliari: fino a 30 anni
. Mobili, macchine e automezzi: da 3 a 10 anni
. Impianti e migliorie su beni immobili di terzi: da 3 a 12 anni

Le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dallo smobilizzo o dalla dismissione delle attività materiali sono determinate come differenza tra il corrispettivo netto di cessione e il valore contabile del bene e sono rilevate nel conto economico alla stessa data in cui sono eliminate dalla contabilità.

Sezione 9 - Attività immateriali

Criteri di iscrizione e di cancellazione:
le attività immateriali sono iscritte al costo, rettificato per eventuali oneri accessori, solo se è probabile che i benefici economici futuri attribuibili all’attività si realizzino e se il costo dell’attività stessa può essere determinato attendibilmente. In caso contrario il costo dell’attività immateriale è rilevato a conto economico nell’esercizio in cui è stato sostenuto.
Le attività immateriali sono eliminate dallo stato patrimoniale dal momento della dismissione o quando non siano attesi benefici economici futuri.

Criteri di classificazione e di valutazione:
le attività immateriali includono il software ad utilizzazione pluriennale, gli usufrutti acquisiti per gli immobili dove sono dislocate alcune filiali.
Software: le licenze di software, non associabili ad un bene materiale, sono trattate come un’attività immateriale. Il costo sostenuto per l’acquisto e la messa in uso dello specifico software è iscritto in bilancio nella voce “Software”.
Usufrutti: per alcune filiali è stato acquisito l’usufrutto ventennale dell’immobile. Detti usufrutti sono iscritti alla voce “attività immateriali” e vengono ammortizzati in quote annuali.
Dopo la rilevazione iniziale, le attività immateriali a vita “definita” sono iscritte al costo al netto dell’ammontare complessivo degli ammortamenti.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali:
l’ammortamento è effettuato a quote costanti che riflettono l’utilizzo pluriennale dei beni in base alla vita utile stimata.
Il processo di ammortamento inizia quando il bene è disponibile per l’uso ovvero quando si trova nel luogo e nelle condizioni adatte per poter operare nel modo stabilito. Nel primo esercizio l’ammortamento è rilevato proporzionalmente al periodo di effettivo utilizzo del bene. L’ammortamento cessa o dal momento in cui l’attività immateriale è classificata come “destinata alla cessione”.
Le plusvalenze e le minusvalenze derivanti dallo smobilizzo o dalla dismissione di un’attività immateriale sono determinate come differenza tra il corrispettivo netto di cessione e il valore contabile del bene.

Sezione 10 - Attività non correnti in via di dimissione

La Banca, alla data di redazione del bilancio, non presenta attività che rientrano in tale categoria.

Sezione 11 - Fiscalità corrente e differita

Criteri di iscrizione, di cancellazione e di valutazione:
le attività fiscali differite formano oggetto di rilevazione soltanto a condizione che vi sia piena capienza di assorbimento delle differenze temporanee deducibili da parte dei redditi imponibili futuri, mentre le passività fiscali differite sono di norma sempre contabilizzate. Le attività e le passività fiscali correnti sono rilevate in base alle partite a debito e/o a credito con l’Amministrazione Finanziaria. La stessa fiscalità (corrente e differita) viene cancellata dal bilancio nel momento del regolamento delle poste attive e passive con l’Amministrazione Finanziaria.

Criteri di classificazione:
le poste della fiscalità corrente comprendono eccedenze di pagamenti e debiti da assolvere per imposte sul reddito di competenza. Le poste della fiscalità differita rappresentano imposte sul reddito recuperabili in periodo futuri in connessione con differenze temporanee deducibili e imposte sul reddito pagabili in periodo futuri come conseguenza di differenze temporanee tassabili.
La Banca rileva gli effetti relativi alle imposte correnti e differite applicando rispettivamente le aliquote di imposta vigenti e le aliquote fiscali teoriche in vigore al momento.

Criteri di rilevazioni delle componenti reddituali:
Le attività e le passività fiscali sono imputate a conto economico alla voce 260 “Imposte sul reddito dell’esercizio dell’operatività corrente” in base al criterio di competenza economica, coerentemente con le modalità di rilevazione in bilancio dei costi e dei ricavi che le hanno generate. Nei casi in cui le imposte anticipate e differite riguardino transazioni che hanno interessato direttamente il patrimonio netto senza influenzare il conto economico (quali le valutazioni degli strumenti finanziari disponibili per la vendita), le stesse sono iscritte in contropartita del patrimonio netto, interessando le specifiche riserve.

Sezione 12 - Fondi per rischi ed oneri

I fondi per rischi e oneri sono passività di ammontare o scadenza incerti che sono rilevati in bilancio in quanto:
a) Sussiste un’obbligazione attuale (legale o implicita) per effetto di un evento passato;
b) E’ probabile l’esborso di risorse finanziarie per l’adempimento dell’obbligazione;
c) E’ possibile effettuare una stima attendibile del probabile esborso futuro.

Nella sottovoce “quiescenza e obblighi simili” non è registrato alcun valore.
Nella sottovoce “altri fondi per rischi ed oneri” sono compresi gli stanziamenti (ritenuti rilevanti) a fronte delle perdite presunte sulle cause passive, incluse le azioni revocatorie, gli esborsi stimati a fronte dei reclami della clientela, i contenziosi di natura fiscale nonché una stima degli altri esborsi a fronte di qualsiasi altra obbligazione legale o implicita esistente alla chiusura del bilancio. Sono ivi inclusi anche gli accantonamenti ritenuti opportuni e rilevanti per il deterioramento delle garanzie rilasciate.
I fondi accantonati sono riesaminati ad ogni data di riferimento del bilancio e rettificati per riflettere la migliore stima corrente. Quando diventa improbabile che sia necessario l’impiego di risorse atte a produrre benefici economici per adempiere all’obbligazione, l’accantonamento viene stornato.

Sezione 13 - Debiti e titoli in circolazione

Criteri di iscrizione e di cancellazione:
la prima iscrizione avviene all’atto della ricezione delle somme raccolte o della emissione dei titoli di debito ed è effettuata sulla base del fair value delle passività, normalmente pari all’ammontare incassato od al prezzo di emissione, rettificato degli eventuali costi/proventi aggiuntivi direttamente attribuibili alla singola operazione di provvista o di emissione e non rimborsati dalla controparte creditrice.
Le passività finanziarie sono rimosse dal bilancio quando l’obbligazione specificata dal contratto è estinta o a seguito di una modifica sostanziale dei termini contrattuali della passività. I riacquisti di proprie passività sono considerati alla stregua di un’estinzione della passività o parte di essa. La differenza tra valore contabile della passività estinta e l’ammontare pagato per acquistarla viene registrato nel conto economico.
Nel caso di riacquisto di titoli in precedenza emessi, si procede all’elisione contabile delle relative poste dell’attivo e del passivo. L’eventuale successiva vendita di titoli in circolazione riacquistati è considerata, ai fini contabili, come una nuova emissione, iscritta al nuovo prezzo di ricollocamento, senza alcun effetto sul conto economico.

Criteri di classificazione e di valutazione:
i debiti rientrano nella più ampia categoria degli strumenti finanziari e sono costituiti da quei rapporti per i quali si ha l’obbligo di pagare a terzi determinati ammontari a determinate scadenze. I debiti accolgono tutte le forme tecniche di provvista da banche e clientela (depositi, conti correnti, finanziamenti). Sono inclusi i debiti di funzionamento diversi da quelli connessi con il pagamento di forniture di beni e servizi, ricondotti alla voce “Altre passività”. I titoli in circolazione comprendono i titoli emessi dalla banca (inclusi i certificati di deposito ed i titoli subordinati) e da terzi (società veicolo per operazioni di cartolarizzazione) al netto dei titoli riacquistati. Sono inclusi i titoli che, alla data di riferimento del bilancio, risultano scaduti ma non ancora rimborsati.
Dopo la rilevazione iniziale le passività finanziarie sono valutate con il criterio del costo ammortizzato, utilizzando il metodo del tasso d’interesse effettivo. Tale criterio non è applicato alle passività a breve termine (durata fino a 12 mesi).

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali:
il costo per interessi su strumenti di debito è classificato alla voce 20 del conto economico “Interessi passivi e oneri assimilati.”

Sezione 14 - Passività finanziarie di negoziazione

In questa voce la Banca non ha classificato alcuna passività.

Sezione 15 - Passività finanziarie valutate al fair value

In questa voce la Banca non ha classificato alcuna passività non avendo esercitato l’opzione del fair value.

Sezione 16 - Operazioni in valuta

Criteri di iscrizione e di cancellazione:
le operazioni in valuta estera sono registrate, al momento della rilevazione iniziale, in moneta di conto, applicando all’importo in valuta estera il tasso di cambio in vigore alla data dell’operazione. In caso di dismissione si applica invece il cambio in vigore alla data di estinzione.

Criteri di classificazione e di valutazione:
tra le attività e le passività in valuta figurano elementi denominati esplicitamente in una valuta diversa dall’euro. Gli elementi consistono nel denaro posseduto e nelle attività e passività da ricevere o pagare, in ammontari di denaro fisso o determinabili. Ad ogni chiusura del bilancio gli elementi originariamente denominati in valuta estera sono convertiti al tasso di cambio alla data di chiusura del periodo.

Criteri di rilevazione delle componenti reddituali:
le differenze di cambio che si generano tra la data dell’operazione e la data del relativo pagamento sono contabilizzate nel conto economico dell’esercizio in cui sorgono, come pure quelle che derivano dalla conversione a tassi diversi da quelli di conversione iniziali, o di conversione alla data di chiusura del bilancio precedente.

Sezione 17 - Altre informazioni

a) Trattamento di fine rapporto del personale: in applicazione dello Ias n. 19 “Benefici ai dipendenti”, il Trattamento di fine rapporto del personale sino al 31.12.2006 era considerato un “beneficio successivo al rapporto di lavoro” classificato come “piano a benefici definiti”. Pertanto esso doveva essere iscritto in bilancio sulla base del valore attuariale determinato utilizzando il metodo della “Protezione Unitaria del Credito”.

A seguito dell’entrata in vigore della Legge Finanziaria 2007, che ha anticipato all’1.1.2007 la riforma della previdenza complementare di cui al Decreto Legislativo 5.12.2005 n. 252, le quote di trattamento di fine rapporto del personale maturate a partire dall’1.1.2007 devono, a scelta del dipendente, essere destinate a forme di previdenza complementare ovvero essere mantenute in azienda ed essere trasferite da parte di quest’ultima ad un apposito fondo gestito dall’Inps.
L’entrata in vigore della suddetta riforma ha comportato una modifica del trattamento contabile del fondo sia con riferimento alle quote maturate sino al 31.12.2006, sia con riferimento alle quote maturande dall’1.1.2007. In particolare:
Le quote del trattamento di fine rapporto del personale maturande dall’1.1.2007 configurano un “piano a contribuzione definita” sia nel caso di opzione da parte del dipendente per la previdenza complementare, sia nel caso di destinazione al fondo di tesoreria presso l’Inps. L’importo delle quote deve, pertanto, essere determinato sulla base dei contributi dovuti senza l’applicazione di metodologie di calcolo attuariali;
Il fondo di trattamento di fine rapporto del personale maturato al 31.12.2006 continua ad essere considerato come “piano a benefici definiti” con la conseguente necessità di continuare ad effettuare una valutazione attuariale che tuttavia, rispetto alla metodologia di calcolo applicata sino al 31.12.2006, non comporta più l’attribuzione proporzionale del beneficio al periodo di lavoro prestato. Ciò in quanto l’attività lavorativa da valutare si considera interamente maturata per effetto della modifica della natura contabile delle quote che maturano a partire dall’1.1.2007.
In conseguenza della intervenuta modifica normativa è stato necessario pertanto procedere al ricalcalo del fondo di trattamento di fine rapporto del personale al 31.12.2006 secondo la nuova metodologia attuariale. La differenza derivante dal ricalcalo attuariale costituisce una riduzione del piano a benefici definiti e gli utili o perdite che si determinano, in applicazione del principio contabile n. 19, sono imputati ad una riserva di patrimonio netto.
Per l’esercizio 2012 la posta riveniente dal suddetto ricalcolo ha prodotto una “sistemazione” contabile con conseguente rettifica dei dati di bilancio posti a confronto nell’attuale schema (per ogni tabella interessata sarà inserita una nota opportuna di chiarimento).

b) Come previsto dall’articolo n. 5, comma 2 del D.M. 23.6.2004, si dichiara che sussiste e permane la condizione di mutualità prevalente. A tal fine ai sensi degli articoli n. 2512 del codice civile e dell’articolo n. 35 del D.Lgs. n. 385/93 si documenta che nel corso dell’anno 2013 le attività di rischio verso soci o a ponderazione zero sono state superiori al 50% delle attività di rischio complessive.

c) Gli acconti versati per le imposte ed i relativi fondi sono stati compensati per evidenziare il relativo credito e/o debito e non contabilizzati a saldi aperti.

d) Le partite del “portafoglio effetti” della clientela, presenti nell’attivo (effetti all’incasso) e nel passivo (cedenti effetti all’incasso) sono stati compensati e non contabilizzati a saldi aperti.

e) I costi per migliorie e spese incrementative su beni di terzi sono stati allocati alla voce 150 “altre attività” non ricorrendo le condizioni per essere iscritti tra le “attività materiali” così come previsto dalla normativa della Banca d’Italia. I relativi ammortamenti sono stati ricondotti alla voce 190 del conto economico “altri oneri/proventi di gestione”.

f) I ratei ed i risconti che accolgono oneri e proventi di competenza del periodo maturati su attività e passività, sono iscritti in bilancio a rettifica delle stesse attività e passività a cui si riferiscono.

g) Le riserve da valutazione comprendono quelle relative alle attività disponibili per la vendita, quelle iscritte in applicazioni di Norme e Leggi speciali e quelle a fronte delle partecipazioni.

h) L’effetto delle poste di bilancio che hanno risentito dell’applicazione dello Ias n. 8 (Sezione n. 4 “Altri aspetti” Parte A.1 della nota integrativa) e dello Ias n. 19 (Sezione n. 17 “Altre informazioni, paragrafo a della nota integrativa) sono esposti nelle tabelle seguenti:

 

A.3 Informativa sui trasferimenti tra portafogli di attività finanziarie

A.3.1 Attività finanziarie riclassificate: valore di bilancio, fair value ed effetti sulla redditività complessiva.

Nel corso dell’esercizio 2013 la Banca non ha effettuato alcun trasferimento e/o riclassificazione del proprio portafoglio.
Le attività finanziarie, riclassificate nel corso dell’esercizio 2008 in applicazione della deroga prevista dallo IASB in data 13.10.2008 a parziale modifica dello Ias n. 39, sono state dismesse e/o giunte a scadenza.

A.4 Informativa sul fair value.

Informazioni di natura qualitativa.

A.4.1 Livelli di fair value 2 e 3: tecniche di valutazione e input utilizzati.

 Il fair value è l’ammontare al quale un’attività o una passività può essere scambiata in una transazione tra controparti indipendenti in possesso di un ragionevole grado di conoscenza delle condizioni di mercato e dei fatti rilevanti connessi all’oggetto della transazione. Per gli strumenti finanziari il fair value viene determinato attraverso l’utilizzo di prezzi acquisiti dai mercati finanziari, nel caso di strumenti quotati su mercati attivi, o mediante l’utilizzo di modelli valutativi su strumenti finanziari equivalenti.
Le valutazioni al fair value sono classificate sulla base di una gerarchia di livelli che riflette la significatività degli input utilizzati nelle valutazioni.
Si distinguono i seguenti livelli:
Livello 1: quotazioni (senza aggiustamenti) rilevate su un mercato attivo – secondo la definizione data dallo IAS 39 – per le attività o passività oggetto di valutazione (Effective Market Quotes) dove sono rilevabili con continuità almeno due prezzi di tipo “eseguibile” su un servizio di quotazione con una differenza tra prezzo di domanda e di offerta;
Livello 2: input diversi dai prezzi quotati di cui al punto precedente che sono osservabili direttamente (prezzi) o indirettamente (derivati dai prezzi) sul mercato (Comparable Approach) con l’utilizzo di modelli valutativi che fanno prevalentemente uso di parametri di mercato. In questo caso la valutazione non è basata direttamente su quotazioni dello strumento finanziario, ma su prezzi desunti dalle quotazioni ufficiali di strumenti sostanzialmente simili in termini di fattori di rischio, ricercando transazioni presenti sui mercati attivi relative a strumenti che sono comparabili con strumento oggetto di valutazione;
Livello 3: input che non sono basati su dati di mercato osservabili (Mark-to-Model Approach) e quindi la valutazione è basata su stime oggettive effettuate con modelli interni.

Informazioni di natura quantitativa.

A.4.5 Gerarchia del fair value.

A.4.5.1  Attività e passività valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livelli del fair value.

 

A.4.5.2 – Variazioni annue delle attività valutate al fair value su base ricorrente (Livello 3).

 

 

A.4.5.3 – Variazioni annue delle passività finanziarieal valutate al fair value (Livello 3).

 

A.4.5.4 – Attività e passività non valutate al fair value su base ricorrente: ripartizione per livello di fair value.

Si precisa che per la comparazione con l’anno 2012 è stato riportato il solo “valore di bilancio” senza alcuna ripartizione tra i livelli in quanto le informazioni non erano state fornite nel bilancio 2012 in base alle disposizioni della precedente Circolare n. 262 della Banca d’Italia.

 

A.5– Informativa sul C.D. "Day One Profit/Loss"

La Banca non presenta operazioni per le quali, all’atto dell’iscrizione iniziale degli strumenti finanziari non quotati in mercati attivi, sia stata rilevata tale componente relativa al c.d. ‘day one profit/loss’.
Conseguentemente non viene fornita l’informativa prevista dal principio IFRS 7,  par.28.